
«Il progetto di un biodigestore da realizzare a Carisolo sta agitando il piccolo paese trentino di 900 abitanti, la vicina Pinzolo e più in generale la Val Rendena, zone da sempre frequentate dai bresciani per le vacanze in montagna». Questo l'inizio dell'articolo pubblicato ieri sul giornale di Brescia, il più diffuso quotidiano della provincia lombarda. Un'eco che sta destando in valle ulteriori dubbi sulla oportunitàdi realizzare un impianto per la produzione del biogas partendo dai liquami di quattro stalle.
«Il timore -continua il giornale di Brescia - è che l'impianto e le attività di trasporto connesse possano inquinare la zona, con rischi per la salute di chi abita e effetti negativi anche sul turismo. Per l'amministrazione comunale, però, l'impianto non è pericoloso ed è anzi necessario. Secondo il sindaco la campagna della zona, riporta l'Adige, "è un letamaio" e "lo è da anni", con stalle "da 200 o 300 capi".
Frasi che forse non sono la migliore promozione della nostra valle. A rimarcarlo anche un messaggio di un turista lombardo con casa a Carisolo e socio della Pro Loco spedito alla nostra redazione: «Complimenti a Francesco Scalfi per la riflessione "sociologica" sulla questione del Biodigestore a Carisolo» è il suo commento in riferimento alla lettera pubblicata ieri.
«Proprio perché amiamo il luogo e la gente del posto non vogliamo che tra Cremona e Mantova, Bergamo e Brescia si crei l'immagine di Carisolo come posto di Merda e la val Rendena una valle di Merda. Lasciate che questi termini vengano usati per certi siti della val Padana, non per il Trentino. Chi scrive è un convinto assertore, da sempre, dell'energia rinnovabile ma chiunque può capire che non si possono mettere pale eoliche accanto alla Torre di Pisa, non si può mettere il fotovoltaico sul Colosseo, anche il Sindaco di Carisolo».