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Notizie val Rendena

A Massimeno cooperazione in piazza. Le Famiglie Cooperative della Val Rendena e di Tione unite per rivendicare il loro ruolo sociale e di servizio. L'appello al Tar, per difendere i piccoli negozi, e la sopravvivenza dei piccoli paesi di montagna

Cooperativa massimeno 1 bProvocatoria iniziativa delle sette Famiglie Cooperative della Val Rendena e Tione: a Massimeno, il più piccolo comune del Trentino, per rivendicare il ruolo sociale e di servizio della cooperazione di consumo. I piccoli negozi di paese a rischio chiusura se prevarranno politiche comunali di sviluppo commerciale che privilegiano i grandi supermercati di fondovalle.
A Spiazzo Rendena la battaglia di principi si trasforma in battaglia legale. La Famiglia Cooperativa di Pinzolo ha deciso di presentare (nuovamente) ricorso al TAR contro il comune di Spiazzo che ha concesso di realizzare un nuovo supermercato da 800 metri quadrati.

Non è soltanto una battaglia di carte bollate. La "guerra" commerciale in corso da tempo tra la cooperazione di consumo in Val Rendena e la nota catena di distribuzione, Supermercati Poli, che a Spiazzo ha ottenuto di ristrutturare un capannone per aprirvi un negozio di ampia metratura (inizialmente 800 metri quadrati), non vuole essere una battaglia contro la concorrenza, ma piuttosto a favore di un principio.

Il sistema della cooperazione di consumo - di proprietà dei soci, quindi delle comunità locali - garantisce un presidio sociale e un servizio in ogni piccolo paese, dove spesso il negozio della Famiglia Cooperativa è l'unico luogo di ritrovo per la comunità che può andare a fare la spesa senza dover sopportare lunghe trasferte.

Un servizio che non si basa sul volontariato, ma su una complessa organizzazione logistica, e si regge economicamente su una sorta di compensazione tra i negozi più grandi nei centri di fondovalle e quelli più piccoli nelle località più isolate, che per loro natura, nonostante qualche sostegno pubblico venga dalla legge multiservizi, difficilmente riescono a realizzare utili.

Se i comuni favoriscono la costruzione di larghe superfici in diretta concorrenza tra loro nei centri più grandi, la cooperazione di consumo si vedrebbe costretta a confrontarsi ad armi pari sugli stessi bacini di utenza, mettendo così a rischio, in alcuni casi, la stessa sopravvivenza dei piccoli negozi di montagna.
Le botteghe delle Famiglie cooperative rappresentano l'ultimo presidio rimasto a sostegno delle piccole comunità periferiche del territorio. Non vi è casa, non vi è famiglia che non possa contare una cooperativa di consumo entro un raggio di pochi chilometri.

L'appello
Per questo oggi i presidenti e i direttori delle sette Famiglie Cooperative della Val Rendena e Tione, che gestiscono 28 punti vendita per conto di 5.485 soci, e che danno lavoro a 177 dipendenti fissi e 70 dipendenti stagionali, per un fatturato complessivo (2012) di 40 milioni di euro, hanno deciso di fare un appello forte ai valori della cooperazione, il principale dei quali è la mutualità.
Il nuovo ricorso al TAR della Famiglia Cooperativa di Pinzolo - sostenuta dalle altre sei "sorelle" - contro il comune di Spiazzo per chiedere la sospensione della concessione edilizia al Poli è una conseguenza quasi obbligata dell'appello di cui sopra.

"Le nostre Famiglie cooperative sono imprese a servizio delle persone, delle famiglie e delle nostre Comunità (grandi e piccole) per contribuire al loro sviluppo", dichiarano in coro i sette presidenti.
Un negozio di vicinato, oltre a rappresentare un indubbio vantaggio per i residenti, favorisce la presenza di turisti nei piccoli centri, difende il valore immobiliare (che crollerebbe in assenza di servizi essenziali) e rende vivibili i nostri paesi che, senza servizi, sarebbero ridotti a dormitori. La presenza della cooperazione di consumo è quindi un argine alla desertificazione delle comunità, come già accaduto nelle Regioni dell'arco alpino sia italiane che europee.

Il ricorso al TAR di Trento
La Famiglia Cooperativa di Pinzolo, con il sostegno delle Famiglie Cooperative della Val Rendena e Tione, ha dato incarico allo Studio Roversi Monaco di Bologna di presentare ricorso al TAR di Trento avverso la concessione edilizia rilasciata dal comune di Spiazzo il 12 marzo scorso alla Flli Poli spa per la realizzazione di un supermercato, con cambio di destinazione d'uso rispetto al capannone esistente.
La concessione viene ad incidere direttamente nell'area e nel bacino di operatività della Famiglia Cooperativa di Pinzolo, creando un danno a tutte le cooperative di consumo della valle.
Secondo la tesi della Famiglia Cooperativa, la concessione edilizia sarebbe illegittima in quando contrasta con le disposizioni in materia di aree produttive di interesse locale contenute nel piano urbanistico provinciale del 2008.
Il comune di Spiazzo - secondo il ricorso - non avrebbe potuto concedere il cambio di destinazione d'uso per commercio dall'ingrosso al dettaglio, in quanto sarebbe vietato dall'art.33 comma 10 del piano urbanistico.

"Per decenni - concludono i presidenti - abbiamo lavorato per costruire in un territorio: competenza, partecipazione, democrazia, solidità, futuro. Ora questi valori che appartengono alla storia delle persone della Rendena, vengono spazzati via in nome della libera concorrenza. Solo la cooperazione di consumo, grazie alle economie di scala, alla funzione sociale che la caratterizza, garantisce ai soci e ai consumatori che hanno difficoltà a raggiungere centri di valle di poter fare la spesa nei negozi di vicinato".