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Notizie val Rendena

Tutti in quota perchè Serodoli resti Serodoli. Dibattito a 2mila metri su l'ipotesi sell'ampliamento del demanio sciistico

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Si è tenuto il dibattito in quota organizzato dalla Società Alpinisti Tridentini al Lago di Serodoli (2.370 m) relativo all'ipotesi di ampliamento del demanio sciistico di Madonna di Campiglio (Trento) nel Parco Naturale Adamello Brenta, dove il Piano Territoriale della Comunità delle Giudicarie ha in previsione di consentire la realizzazione di nuovi impianti a fune e piste da sci che si andrebbero ad aggiungere ai 150 chilometri di piste e ai 60 impianti di risalita già esistenti, oltre ad altre piste già in progetto.
Più di 150 persone hanno accolto l'invito della SAT, sfidando il tempo decisamente inclemente (una trentina ha raggiunto anche Cima Serodoli), per ribadire, ancora una volta, come già avvenuto nel marzo di quest'anno, l'importanza che quella bellissima area, un paradiso ancora incontaminato, venga conservata intatta. Con il Presidente della SAT, Claudio Bassetti, e gli organizzatori, Paolo Querio della Sezione SAT di Pinzolo Alta Rendena e Matteo Viviani della Sezione SAT Val Genova, erano presenti rappresentanti di molte altre Sezioni, che, nonostante la pioggia battente, hanno seguito con grande interesse i vari interventi. Il Presidente delle Funivie di Madonna di Campiglio, Marcello Andreolli, ha esposto il punto di vista degli impiantisti, sottolineando la richiesta, per rimanere competitivi sul mercato, di "caroselli" sciistici sempre più estesi; mentre la Presidente della Comunità delle Giudicarie, Patrizia Ballardini, ha parlato della necessità, da parte della politica, di porsi il problema delle possibilità di futuro sviluppo della zona.

Pur rispettando questi punti di vista, il presidente Bassetti e gli altri rappresentanti della SAT che hanno preso la parola, sostenuti anche dagli interventi dei Presidenti di Italia Nostra e degli accompagnatori di territorio hanno ribadito con forza la necessità e l'opportunità, anche turistica e quindi economica, di conservare incontaminate le bellezze dell'area Serodoli; il pericolo insito nel continuare a puntare esclusivamente sullo sviluppo dello sci da discesa e l'importanza, invece, di incominciare a considerare proposte alternative di sviluppo per una piena valorizzazione del territorio durante tutto l'anno. Senza contare le implicazioni anche di dissesto idro-geologico che comporterebbe lo sventramento irrecuperabile della montagna: non dimentichiamo che da Serodoli arriva l'acqua per Madonna di Campiglio.
Un monito riassunto nella scritta "La montagna è sacra" che figura sul muro del bivacco al lago Serodoli, dove, dal 15 luglio, alpinisti, ambientalisti, volontari hanno posto un presidio informativo per illustrare a tutti gli escursionisti il loro punto di vista e le loro proposte alternative.

Molti dei partecipanti alla manifestazione si sono poi ritrovati al Rifugio Lago di Nambino, dove è proseguito il confronto aperto e costruttivo relativo non solo a quest'area ma al futuro dell'intero territorio. Un dibattito utile e che si spera di poter ulteriormente sviluppato nei prossimi giorni, per contribuire alla realizzazione di una pianificazione territoriale che tenga presenti le istanze che nascono dall'intera comunità.