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Notizie val Rendena

Giustino, un paese a rischio evacuazione. Il piano di emergenza, fatto per la sicurezza degli abitanti

Giustino Rio Flanginech 1«Qui c'è una situazione di potenziale pericolo» aveva detto l'ingegner Alessandro Tomasi, dirigente del servizio minerario della Provincia, per definire la situazione venutasi a creare nell'ex cava Maffei sopra Giustino, nel 2011. E quando ci sono situazioni di pericolo meglio correre ai ripari. L'area a monte della ex cava "Maffei" nel comune di Giustino, posta alcune centinaia di metri sopra l'abitato medesimo, «presenta da molti anni una certa instabilità determinata probabilmente sia da cause naturali sia da cause antropiche», ed in particolare dallo sfruttamento minerario della zona. Conferma la relazione tecnica redatta dai tecnici della Provincia in collaborazione con l'amministrazione comunale di Giustino.


«L'ammasso roccioso che lo costituisce non è compatto-si legge- l'escavazione del detrito e della roccia che costituiva l'oggetto della concessione mineraria, l'apertura di cunicoli, hanno ulteriormente indebolito il piede del versante. Non si conosce con esattezza la profondità, all'interno del versante, della superficie di scorrimento ma le importanti deformazioni subite dalla galleria artificiale Enel che alimenta i bacini idroelettrici che vi sono più a valle -deformazioni che hanno richiesto la realizzazione anni addietro di un tracciato di bypass per allontanare la condotta dalla zona instabile- non consentono di escludere movimenti anche profondi».

Inoltre «lungo due impluvi che insistono nella parte Nord-ovest dell'areale di cava, e che sono indirizzati verso il rio Flanginech, si sono manifestate delle fessure che mostrano una decisa accelerazione dei movimenti. Appare quindi probabile che a causa di forti piogge e/o condizioni meteorologiche consistenti, possano innescarsi verosimilmente delle colate detritiche, la cui valutazione in termini volumetrici non appare semplice e stimabile, come ordine di grandezza...».

Pertanto «in attesa che si compiano gli studi adeguati per progettare opere atte a garantire che alleggerendo il versante, mediante l'allontanamento da questo di una cospicua parte del materiale in movimento, e depositandolo al piede dell'enorme invaso determinato dall'attività estrattiva, si rallenti o si elimini del tutto il pericolo di franamenti, è quindi opportuna la redazione del piano di emergenza per gestire il tempo necessario alla realizzazione degli interventi necessari». Parte da queste considerazioni la richiesta dell'amministrazione comunale di richiedere alla Pat la stesura di un piano di emergenza da attuare in caso di necessità».

«Tutti i paesi dovrebbero dotarsi di un piano di evacuazione» appunta il sindaco Luigi Tisi, «e noi lo abbiamo fatto e lo abbiamo anche presentato alla popolazione». Ma pochissimi paesi lo fanno,  e come sottolineato dal dirigente Pat Saverio Cocco, «non si fanno piani di evacuazione se non servono. È un modo per mettere in maggiore sicurezza un territorio». Dovesse verificarsi l'evento, tutti devono sapere cosa fare. Ma rassicura. Prima che si possa verificare una ipotetica frana, «avremmo delle avvisaglie e il tempo necessario per attuare il piano di evacuazione».

Nasce così il piano di evacuazione del Comune di Giustino, un modo per essere pronti ed organizzati sul da farsi nel caso la situazione dovesse precipitare. Ma in cosa consiste tale piano.
In primo luogo consiste nel definire degli scenari che potrebbero verificarsi, e allo stesso tempo stabilire degli indicatori dell'evento e delle soglie di alcuni parametri che possono far scattare lo stato di attenzione, di preallarme e di allarme vero e proprio e le conseguenti azioni da attuare nei vari stati.

Per quanto riguarda i parametri relativi alla pioggia sono stati considerati "normali" valori inferiori ai 50mm nell'arco delle 24 ore, mentre di "attenzione di primo livello" valori compresi tra i 50 e i 100mm in 72 ore e di "attenzione di secondo livello" tra i 100mm e i 200 mm in 5 giorni. Oltre questi valori scatta lo stato di preallarme ed eventualmente di allarme previo verifiche ulteriori che si basano su eventuali spostamenti in atto e su altri parametri sensibili.

«Se per i livelli di attenzione che presuppongono sostanzialmente una mera intensificazione dei controlli il raggiungimento della soglia numerica è condizione sufficiente per l'attivazione di determinate procedure, appare chiaro che i passaggi successivi alla condizione di allerta moderata (preallarme) e a quella di allerta elevata (allarme e quindi all'evacuazione della porzione di abitato minacciata) richiedano una valutazione più complessa della situazione non esclusivamente basata sulla pluviometria. Per tale motivo, oltre alle soglie di tipo pluviometrico sono previste delle soglie legate a ulteriori indicatori.
In particolare il misuratore di portata dei drenaggi provenienti dalla galleria Enel, l'estensimetro ubicato nella galleria Enel alla prog. 7575, le mire topografiche posizionate sul versante di cava.

«Lo scenario che è stato ipotizzato è quello dell'innesco di una colata detritica che invadendo il corso del Rio Flanginech possa essere trasportata verso valle, in occasioni di importanti ed abbondanti piogge, e provochi un deposito di materiale detritico lungo il corso del Rio Flanginech che attraversa l'abitato di Giustino. La quantità di materiale in grado di depositarsi e l'estensione areale della colata detritica non è facilmente determinabile, e quindi è necessario, in mancanza di dati certi, prevedere un piano per l'ipotesi peggiore». Si legge nella relazione tecnica del piano.
Quest'ipotesi «comporta una evacuazione di circa 300 residenti ai quali si devono aggiungere una quota parte dei circa altrettanti 300 non residenti che abitano le case solo durante i periodi festivi, invernale ed estivo principalmente».

area rossa giustino piano evacuazione

Ma il piano di evacuazione va in dettaglio su ruoli e operazioni da svolgere in caso di allarme.
L'allarme verrebbe dato con un messaggio vocale attraverso il passaggio di un mezzo dei Vigili del Fuoco dotato di altoparlante. Verrebbero subito evacuate le persone allocate nella zona rossa e trasferite nelle strutture individuate (scuole, alberghi, palazzo del ghiaccio di Pinzolo). Bloccati i ponti sul rio Flanginech, costituito un posto un blocco sulla statale...

Per fortuna, quello descritto, è solo un ipotetico scenario presente nel piano di sicurezza.

Intanto continua il meticoloso monitoraggio del versante grazie anche alla preziosa collaborazione dei Vigili del fuoco di Giustino e Massimeno che costantemente misurano gli spostamenti del "sistema franoso".

la cava maffei quando era in piena attività in una foto darchivio Giustino