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Notizie val Rendena

Campane di Rendena, in distribuzione il numero 200. Da oltre 50 anni voce delle parrocchie della Valle

campane-rendena 1964

Correva l'anno del Signore 1963, ed era febbraio, quando la Divina Provvidenza per mano del Sommo Pontefice, Sua Santità Papa Giovanni XXIII, nominava Alessandro Maria Gottardi Arcivescovo metropolita della Provincia ecclesiastica di Trento, Bolzano e Bressanone con l'incarico di realizzarvi le direttive del Concilio Vaticano II, in omaggio a quello spirito di rinnovamento ecclesiale che il presule aveva respirato a Roma partecipando di persona ai lavori sinodali.
"Vengo a voi con cuore aperto all'amore, con le braccia aperte al lavoro e al sacrificio..."; e si mise subito all'opera.
"Dismembra" l'Arcidiocesi di Trento, che si articolava su due province, cedendo alla Diocesi di Bressanone, divenuta Bolzano – Bressanone, i territori dell'Alto Adige così da equilibrare le due parti.
All'indomani di tale riorganizzazione la Diocesi di Trento risulta costituita da 475 parrocchie con 850 sacerdoti al servizio di 472.104 abitanti. A nord di Salorno operano 310 parrocchie con 610 preti per 377.665 anime.
Definiti i contorni esterni dà il via a una serie di iniziative di carattere pastorale sull'assetto interno e istituisce il Decanato di Rendena - valle fino allora accorpata a Tione - con sede a Spiazzo, all'ombra della Pieve, quasi un invito rivolto ai fedeli verso l'unità, a superare i tanti campanili che la caratterizzano, a recuperare e a riallacciare antichi legami, a "favorire le condizioni e lo spirito di comunità" .
Era il 2 febbraio 1964.
Vi pone alla guida don Guido (nomen omen!) Endrizzi, che a Natale insieme con gli auguri alle famiglie distribuisce una strenna: "Campane di Rendena".
E' un fascicolo di 28 pagine, formato 16 x 22 cm stampato a Trento dalla Scuola d'Arti Grafiche Artigianelli come bollettino decanale delle parrocchie di Rendena" dal nome "Voci ("voci" solo nel primo numero, poi "campane") di Rendena" supplemento a "l'Eco del Seminario"; ne è direttore responsabile don Giuseppe Lona. Dovrà uscire quattro volte l'anno: "a Pasqua, a San Vigilio, dai Santi e Morti, per Natale" e "vuole essere voce di tutte le parrocchie della valle; voce di ogni campanile che arriva a tutti, vicini e lontani, e comporre un concerto gradito ai rendenesi tutti...Le pagine che vi scorrono tra mano bramerebbero - (ndr: il termine esprime tutto il desiderio, la partecipazione degli ispiratori alla pubblicazione) - darVi una gioia di 'casa vostra', trarre arcane melodie di campanile toccando i tasti della vostra fede, delle vostre tradizioni, della vostra storia, di curiosità e notizie di oggi, iniziative, cronaca spiccia, gioie, lutti: anche questi dobbiamo sentirli nostri...".
La copertina, che rimarrà tale fino all'ultimo numero del 1983, per ben vent'anni, cambiando solo di colore, riproduce i disegni delle cuspidi dei campanili delle chiese valligiane dove sono in atto novità di rilievo (la prima messa di don Benito Paoli di Carisolo, la nomina di don Remo Dossi a parroco di Bocenago e di don Natale Bonomini a Caderzone...); sul retro la foto del Sant'Antonio di Pelugo.
Il suo impatto col popolo di Rendena è straordinario e la sua diffusione capillare, atteso sempre con curiosità e interesse non solo dai residenti, ma anche e soprattutto dagli emigranti cui viene spedito allo scopo di mantenere vivo il rapporto con la terra d'origine e far respirare loro un po' d'aria di casa: un significativo messaggio pastorale, riflessioni religiose, la voce dei missionari e una serie di informazioni sugli accadimenti minuti, sulla cronaca quotidiana (nati, morti, matrimoni, lauree, manifestazioni, ricordi, gemellaggi, onorificenze, poesie, notizie storiche e tanto altro) paese per paese.
Così le sue pagine crescono: da 28 a 44, a 60, a 80 a superare le 100...
Don Giuseppe Lona lo dirige fino al Natale del 1970; con la Pasqua del 1971 ne diviene responsabile don Vittorio Cristelli, e sotto di lui da supplemento a "L'eco del Seminario" diventa supplemento di "Come Amici" fino al 1988 quando si emancipa dai legami con la Curia per organizzarsi in proprio. Don Vittorio ne risponde fino all'estate del 1979; sul numero dei Santi di quell'anno compare la firma di don Ernesto Menghini, che la conserverà fino a Natale 2002. Nel 2003 gli succederà don Bruno Armanini, l'attuale direttore responsabile. E' l'anno in cui la testata viene registrata al Tribunale di Trento dall' Editrice Rendena di Tione, che fin dal 1995 era subentrata alle Arti Grafiche Artigianelli nella stampa.

La pubblicazione si sostiene sulle offerte dei lettori, che non sempre riescono a coprire le spese. Così nel 1973 i fascicoli da quattro passano a tre (i numeri dei Santi e di Natale vengono accorpati), e tali rimangono anche nell'anno successivo. Nel numero 39 si legge "Dateci una mano perché le Campane continuino a suonare!" e vengono illustrati i costi di quel numero, pari a £ 1.154.488. Nel 1975 si tocca il fondo: vengono stampati due soli volumetti, in estate e in inverno. Poi lentamente la crescita fino ai 4 numeri del 1978, che rimarranno tali fino ai nostri giorni.

Merita un cenno il numero speciale del 1978 dedicato alle figure di don Giovanni Veronés e di don Raffaele Collini, decano di Rendena il primo, spentosi nel settembre del 1977, e straordinaria figura di sacerdote il secondo, morto tragicamente sulla strada nel rientrare dopo aver partecipato alle esequie di don Giovanni.
Nel 1989 un volumetto di 116 pagine celebra il numero 100 della rivista. Durante il percorso sono mutate le copertine, la qualità della carta, l'impaginazione, il corredo fotografico. Le copertine portano splendide, suggestive immagini della val Rendena, delle sue chiese, delle sue opere d'arte, dei suoi uomini più rappresentativi, così da stimolare nei lettori il senso di appartenenza comunitario, il riappropriarsi del proprio territorio, della propria cultura e della proprie tradizioni.

Sfogliando i vari numeri, accanto alle figure e alle voci dei pontefici, dei vescovi, dei decani e dei sacerdoti che ci hanno accompagnato in questi ultimi cinquant'anni incontriamo contributi di una serie di personaggi che con il loro impegno e la loro intelligenza hanno dato lustro a questa terra e ne hanno potenziato il sostrato culturale. Sono studiosi, poeti, ricercatori che l'hanno amata e hanno contribuito a farla crescere non solo nel benessere, ma soprattutto nella spiritualità e nella conoscenza, da Dante Ongari a Carmelo Binelli, da Remo Dossi a Tranquillo Giustina, da Giacomo a Guido Botteri, da Daniela Casoni a Danilo Povinelli, da Jack Caola a Sergio Collini e Giusto Valentini, da Antonio Scarazzini a Giulio Ferrazza, al maestro Fostini... a tanti, tanti altri...l'elenco sarebbe lungo, e certo non finisce qui...Siamo arrivati appena al numero 200! Avanti tutta. E buona fortuna.