Valvestino... torna in Giudicarie

Domenica 11 settembre a Cima Rèst, in Val Vestino: "Festa del formaggio" che ha richiamato oltre 1500 persone per una tradizione che avvicina la gente a chi, lassù, nei pascoli d'alta montagna, continua imperterrito a seguire le vie dei padri, attraverso l'allevamento di bovini, equini ed ovini ed a produrre quei prodotti caseari che continuano ad essere ricercati e più che mai apprezzati sulla tavola quotidiana.

Festa alpestre, allietata dalla tavola bandita con i tradizionali e squisitissimi "spiedi" (centinaia e centinaia di spiedi con parecchie migliaia di "pezzi" di varie carni) e dalle musiche che hanno dato vita ai balli per tutti: dai più giovani ai più anziani. E su tutto un magnifico sole ancora estivo che abbracciava il verde dei prati e dei boschi in un'atmosfera da sogno nel più toccabile dei silenzi.

Ambiente migliore non ci si poteva aspettare per l'incontro davvero storico che è avvenuto, in mattinata, fra il presidente della provincia di Trento Dellai, con i rappresentanti della regione Lombardia e della Provincia di Brescia, e con i Sindaci della fascia di confine fra Lombardia e Trentino fra i due laghi: quello di Idro (in Valle del Chiese e Valsabbia ed ovest) e quello del Garda ad est. Questo perchè, dopo 77 anni del distacco della Val Vestino dal Trentino per essere aggregata (nel 1934) a Brescia, le popolazioni locali, dopo un regolare referendum, stanno attendendo di essere ricongiunte alla "madre patria", ossia al Trentino di cui hanno fatto parte ab immemorabili (come tutti noi Giudicariesi).

In attesa della regolare conclusione delle pratiche burocratiche previste a livello nazionale, i due Comuni di Magasa e di Valvestino sono stati inseriti nel piano di investimenti previsto dalle Province Autonome di Trento e di Bolzano per i "Comuni di confine" (gestiti dall'O.D.I.) con un progetto che prevede il collegamento diretto della Val Vestino con le Giudicarie attraverso un tunnel tra Bondone/Baitoni in Trentino e gli abitati di Persone e Turano nella vallata di cui stiamo parlando. Ed ecco l'accolta di pubblici amministratori a Cima Rèst per sentire dalla viva voce del presidente Dellai la soddisfazione e l'impegno del Trentino a "ricevere" gli abitanti della Val Vestino nell'ambito del territorio trentino, ravvalorato dalla precisa scelta del tunnel come impegno di solidarietà e di volontà politica nel volerlo attuare al più presto.

Ed ecco l'ing. De Col, funzionario della Provincia Autonoma di Trento, ad illustrare capillarmente le tre possibili soluzioni tecniche per realizzare un'opera che prevede quattro chilometri di galleria in roccia, più oltre una sede viaria all'aperto di oltre un chilometro per collegare Baitoni con Turano. Delle tre soluzioni - 1 galleria a due corsie normali, due gallerie autonome a senso unico, una galleria a senso unico con tempi alternati da semaforo - ci si è soffermati sulla meno costosa (36 milioni di euro) di un unico tunnel a senso alternato, con la possibilità di aggiungervi, col tempo, un secondo tunnel così da avere una viabilità normale senza minuti di attesa.

Il progetto è stato resto possibile grazie agli accordi (obbligatori) delle Amministrazioni comunali bresciane di Valvestino, Magasa, Gargnano, Tignale e Capovalle più l'assenso del Comune di Bondone, i cui Sindaci erano tutti presenti a Cima Rèst, ed ai quali si sono festosamente aggregati i Sindaci o le rappresentanze dei Comuni di Storo, di Limone, di Bagolino, di Ala, di Condino e di Toscolano. Date le premesse, la reale speranza è di poter giungere già all'avvio delle procedure di realizzazione nel 2012, per cui fra pochi anni i lunghi tragitti di decine e decine di chilometri sulla Riva-Gargagno-Valvestino o sulla Tione-Idro-Capovalle-Valvestino saranno abbreviati dalla Turano-Baitoni che verrà percorsa in poche decine di minuti. E, forse, cambierà anche la storia e la vita della Valvestino che, rimasta Principato di Trento fino al 1803, Distretto Giudiziale austroungarico/italiano di Condino fino al 1926, Provincia di Trento e Mandamento di Tione fino al 1934, Diocesi di Trento fino al 1964... troverà nuove formalità amministrative ed ecclesiastiche per riagganciare il passato al futuro secondo modalità ancora tutte da studiare e da verificare.