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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Per il "bene Comune" servono "Persone singole" elette per le loro capacità...

seculum bene comune

Articolo di fondo di Marco Brunazzo "Lo spettro dei partiti personali" (Corriere del Trentino 28/06/12). L'articolista evidenzia la crisi dei partiti per il loro "frantumarsi al loro interno" fra i vari dirigenti e personalità, in modo particolare per "essere rimasti orfani dei loro fondatori e leader". Penso che sia questa la constatazione più ovvia per noi "vecchi" che abbiamo vissuto la compattezza dei partiti del secondo dopoguerra, quando uno si sentiva un "appartenente" al proprio partito non perché legato od attratto dal leader del momento, ma perché sostenuto dall'ideale che sentiva e viveva dentro di sè: il comunista era comunista convinto, altrettanto il socialista, per non parlare del democristiano, del liberale, del missino eccetera.

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Contraddizioni?... Forse sì!

doppi-incarichi

Ormai sono giunto ai 92 e non so se sia corretto e giusto continuare a far girare i miei pensieri da Giudicariese a Giudicariesi o se sia l'ora di farla finita perché "tagliato fuori" da un contesto sociale che non so fin dove e come mi appartenga ancora. Tuttavia la voglia di battere i tasti della tastiera del computer mi è rimasta e mi sono trovato a disposizione una testata online (giudicarie.com) ed un giornale ("il Giornale delle Giudicarie) che ancora accettano, inseriscono e pubblicano nei loro spazi anche i miei scritti, per cui anche quest'oggi mi sento incoraggiato ad esternare per iscritto un pensiero, una riflessione che mi perseguita da oltre cinquant'anni.

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Non si possono raggiungere finalità sociali con la sola "lezione scolastica"...

cartolina giudicarie

Corriere del Trentino, 5 giugno 2012. Colpisce il contenuto dell'articolo di fondo di Ugo Morelli: "Tutela del territorio. Cittadini di domani". L'articolista prende lo spunto dall'attività dello «Step: la scuola per il governo del territorio e del paesaggio» per portare il discorso sulla necessità di «educare alla vivibilità, alla cultura della consapevolezza e della responsabilità» alla luce del «grande tema del cambiamento» che non può esserci «se non c'è conoscenza». Ed ancora si sofferma sui «comportamenti individuali e collettivi».

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Una serata... da incorniciare!

scuola Zuclo013

All'Auditorium di Tione si tengono infinite serate che solo qualche volta trovano riscontro sulle cronache dei quotidiani; ma vi sono anche serate in cui i giornalisti non si fanno vedere e non se ne curano, mentre, invece, meriterebbero di trovare ampi spazi nella comunicazione quotidiana per il loro intrinseco valore culturale e ricreativo insieme; come, per esempio, quella a cui ho assistito, venerdì 1° giugno, per il saggio di fine anno scolastico della Scuola Elementare di Bolbeno-Zuclo, quale frutto di una preparazione che ha visto scolari ed insegnanti impegnati, con una sagacia ed un'intensa laboriosità eterogenea, in un anno di intenso impegno formativo ed educativo di docenti magari lasciati da soli a vivere i loro sacrifici nel silenzio ed, a volte, nella indifferenza e nella non-considerazione del pubblico. Ciò che fortunatamente - come dimostrato dalla riuscita serata - non è accaduto alla scuola a pieno tempo di Zuclo-Bolbeno in cui la fattiva collaborazione fra scuola e famiglia si è concretizzata in maniera esemplare.

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«La cultura ci fa mangiare e crescere»

con la cultura si mangia

Il fondo del "Corriere del Trentino" a firma di Stefano Zambelli recita: «La cultura ci fa mangiare e crescere»: un argomento della massima attualità così esplicitato: «Stiamo attraversando una crisi economica molto grave; anche se è necessario ridurre il debito pubblico cerchiamo di non farlo spendendo meno nella cultura e nella conoscenza, perché altrimenti, ai nostri figli, lasceremo non solo una minore ricchezza culturale (il che è di per sè grave), ma anche una minore ricchezza economica e una minore capacità produttiva».

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Maestro di scuola: che felicità

scuola maestro

15 maggio 2012: un inatteso invito a tornare - a 92 anni - a fare il "maestro di scuola" ad una quinta elementare nella mia vecchia scuola di Bolbeno e Zuclo. Ero uscito da quella porta nel 1980 a 60 anni per andare in pensione e non vi ero più ritornato: oggi ho rivarcato quella soglia e mi sono ritrovato nella mia vecchia spaziosa aula scolastica con ancora dei bambini e bambine decenni seduti nei loro piccoli banchi con gli occhi spalancati sullo strano "ospite di giornata".

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Pensieri pazzi.. 2

Approfitto dell'ospitalità di giudicarie.com per continuare a "sfogarmi" con questi pensieri strani che frullano per il capo e che nessun giornale e nessuna rivista saprebbe accogliere e pubblicare; ed invece è consolante pensare che grazie all'immenso mondo di "internet" - attraverso l'ormai infinito numero di siti messi a disposizione - tutti hanno la possibilità di esprimere i propri pensieri, le proprie emozioni, i propri desideri e persino le proprie... cattiverie ed i propri improperi. Mi auguro di non essere nel numero di questi ultimi.

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Comunità delle Giudicarie: dopo il Referendum... «Avanti tutta...»

Comunità delle Giudicarie - referendum abrogativo

Sono le 23 di questa diventata "fatidica domenica 29 d'aprile del 2012": la non affluenza alle urne per il referendum che chiedeva l'abolizione delle Comunità di Valle non ha raggiunto il quorum richiesto per la sua validità. Ciò vuol soltanto dire che chi di dovere deve mettercela tutta per far scomparire le incertezze che il 34 per cento dei Giudicariesi avevano nei riguardi del nuovo Ente, in cui il legislatore aveva poste tante speranze, ma che la popolazione anche delle periferie del Trentino non erano ancora riuscite a percepire nella pienezza della concezione stessa della nuova legge.

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Pensieri... pazzi

Qualche volta passano per la mente certi pensieri che sembrano non soltanto "pazzi" ma che, se seguiti troppo a lungo, possono anche fare impazzire. Uno di questi è da qualche giorno - in questo altrettanto pazzo aprile 2012 - che mi sta frullando per il capo e mi è venuta voglia di tentare anche di rincorrerlo non solo con la mente ma anche con le parole scritte.

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Avere una "terra da amare"

giudicarie

Nell'arco di pochi mesi (estate 2011, aprile 2012) ho avuto l'inattesa fortuna di amici che hanno voluto festeggiarmi ed onorarmi sia con l'iniziativa di Tommaso Jori a Campo Lomaso quale "Omaggio a un Giudicariese", sia con il pomeriggio culturale del Circolo Pensionati di Tione che ha voluto benevolmente riconoscere nel mio operato "una persona che ha sempre avuto a cuore le Giudicarie.

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Sogni proibiti... ma futuribili?

Tione di trento Giudicarie

1° d'aprile 2012. - Oltre mezzo secolo fa, ossia negli anni Cinquanta del secolo scorso, si era sentito scorrere tra i Giudicariesi un brivido di "indipendenza" quale conseguenza del senso di sentito abbandono di questa periferica zona occidentale del Trentino da parte della nuova conduzione politico-amministrativa che si era insediata alla guida della nuova Regione Autonoma. C'era quasi un'aria di ribellione e si voleva creare una lista autonoma - "la lista de l'órs" - contro le liste dei partiti politici del tempo; si parlava addirittura di un referendum per la separazione delle Giudicarie da Trento per chiederne l'annessione alla provincia di Brescia, ossia alla Regione della Lombardia; si vagheggiava il sogno di una ideale "Repubblica delle Giudicarie". Ovviamente una fiammata di passaggio subito spenta, ma che aveva il suo perché specie in tante personalità del tempo che sentivano molto di più che non adesso (2012) il significato ed il senso di "Giudicarie unite e indipendenti" perchè "abbandonate ed ignorate da Trento".

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