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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Giovani giudicariesi e non del terzo Millennio: Fàtevi sentire, uscite all'aperto. L'appello di Quell'illuso del Muson

giovani-allo scoperto

Ho avuto la soddisfazione di avere la conferma che qualche mio articolo sul tema della guerra e degli obiettori di coscienza è stato letto e condiviso da qualche giovane conterraneo.

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Amare le Giudicarie... "amare". La riflessione di Mario Antolini Muson. Ci siamo isolati in una miriade di centri abitati

comano foto Floriano menapace

"Amare": infinito presente del verbo amare; "amare": femminile plurale dell'aggettivo amaro. Durante le mie elucubrazioni cariche di anni, mi è passato per la mente di prendere in considerazione, almeno una volta, non sempre e non solo il mio attaccamento ed il mio affetto per la mia terra - le Giudicarie -, ma, in particolare, anche la voglia di soffermarmi un tantino sulla troppo "amarezza" che mi avvolge quando mi accorgo delle cose storte che impediscono alla mia gente di poter vivere in maniera più consona al grande patrimonio unitario che ha ricevuto, non solo con un ambiente geo-morfologico incomparabile, ma anche da una storicità che ha visto un'infinità di generazioni dilaniarsi l'anima per gestire un territorio tanto avaro di beni economici, che ha reclamato, per le antiche generazioni, fatiche ciclopiche per "coltivare" il territorio al fine di riuscire a sopravvivere.

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L'obiezione di coscienza e il servizio militare obbligatorio. Da San Massimiliano a Remigio Cuminotti, i disertori, veri antisignani degli obiettori di coscienza. La riflessione di Mario Antolini nel centenario della Grande Guerra

grandeguerra archivio L'essermi inoltrato fra le problematiche delle celebrazioni e delle rievocazioni legate al centenario della Prima Guerra Mondiale 1914-1918 mi ha portato anche a prendere in considerazione il servizio militare obbligatorio, proprio dei nazionalismi storici, ponendolo a confronto con l'attualità del secondo decennio del terzo Millennio che dà ai giovani italiani la possibilità di non soggiacere alla obbligatorietà della chiamata di leva e dei lunghi periodi di naja (servizio militare).

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Commemorare la guerra. Si esaltano ancora i fautori delle guerre e ci si dimentica delle vittime, dei soldati dei quali ci si è serviti per commettere infinite ed inutili carneficine e dei drammi che la guerra ha creato in milioni di famiglie

i-dimenticati-della-grande-guerra-quinto antonelli

Commemorare la guerra. Si esaltano ancora i fautori delle guerre, politici, generali, ufficiali, e ci si dimentica delle vittime, dei soldati dei quali ci si è serviti per commettere infinite ed inutili carneficine. Un invito a non esaltare mai il passato, ma a una riflessione dolorosa e critica.

Hanno preso la corsa gli eventi per commemorare il primo centenario della prima guerra mondiale e, ancora una volta, ci si è dati da fare per "esaltare" le operazioni di guerra, non tenendo conto che un'autorevole commentatore, proprio in questi mesi ha scritto a chiare lettere: «Non esaltare mai il passato».

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Pensieri di guerra a 94 anni... quei 600 mila morti italiani, quei kaiserjäger, quei kamikaze che ho visto partire in Giappone per il Pacifico, tutti quei giovani rimasti sui campi di battaglia mi fanno male e non so giustificarne la morte

Sui ghiacciai della Presanella I guerra Mondiale

Sono stato invitato a parlare di "guerra" a giovani di 18 anni! Mi sento assalito da una rida di pensieri e di considerazioni nell'assillo di dovermi confrontare con delle generazioni che la guerra non l'hanno conosciuta, con giovani che non hanno vissuto l'esperienza dei "coscritti" e che, mi auguro e spero, non abbiano mai a dover o vivere o subire vicende così drammatiche.

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Una Comunità aperta al sociale per una "vissuta e viva Comunità"

la firma dellaccordo per lo sportello famiglia presidente Ballardini e assessore Borgonovo Re

La notizia di questo fine marzo 2014 deve fare scalpore perché finalmente si è data alla Comunità di Valle la possibilità di presentarsi non più e non solo come un Ente amministrativo puramente burocratico, ma come una "casa aperta" alla gente e, soprattutto, alla gente che ha bisogno di essere servita nei suoi bisogni, a soddisfazione delle proprie esigenze quotidiane.
È stato, infatti, istituito lo "Sportello Famiglia", ossia un ufficio, con personale qualificato, a disposizione della famiglia, intesa come un insieme di persone - genitori, figli, congiunti, anziani - che hanno necessità di essere sostenute nel loro cammino di crescita e di inserimento nel contesto sociale, vuoi comunitario, che giuridico-burocratico.

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Centenario della... Grande Guerra. Non l'elenco di ciò che è stato finora esaltato, ma le testimonianze di chi, a causa della guerra, ha sofferto e pianto, e che ancora porta in sé le ferite inferte dal più disumano degli avvenimenti storici

soccorso di un soldato grande guerra 1

È stata fatta conoscere l'iniziativa che le Redazioni delle due testate giudicariesi – "giudicarie.com" online e "il Giornale delle Giudicarie" – hanno intenzione di voler illustrare, in più puntate, il primo centenario della Prima Guerra Mondiale 1914-18. Una scelta certamente di importanza non indifferente, specialmente se si riuscirà a riscoprire elementi che hanno avuto un'incidenza particolare sulle Giudicarie e sui Giudicariesi.

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Crimea e dintorni...politici plenipotenziari stabiliscono i confini dei vari stati/nazione soltanto a mira di naso a vantaggio delle istituzioni momentaneamente al potere

crimea map

Il ritorno della Crimea al centro delle cronache odierne, in questa strana primavera del 2014, mi riporta ai giovanili giorni degli anni Trenta quando a scuola dovevamo studiare anche la spedizione dei soldati piemontesi a partecipare alla Guerra di Crimea del 1853-56. Ricordi lontani, che si riallacciano, però, anche alle lezioni del mio professore di diritto internazionale all'Orientale di Napoli, negli anni Cinquanta, il quale sottolineava il fatto che tutte le guerre hanno la loro ragion d'essere e la loro origine determinante in ogni trattato di pace per colpa dei politici plenipotenziari i quali, ignoranti di geografia, stabiliscono i confini dei vari stati/nazione soltanto a mira di naso e soprattutto per assecondare gli interessi, non già delle popolazioni interessate e coinvolte di volta in volta nelle decisioni di pace, ma solo a vantaggio delle varie istituzioni momentaneamente al potere.

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Renzi 2014: l'impegno principe è la scuola! Nel 1977 él Musón scriveva: noi adulti non abbiamo capito ancora che i giovani valgono di più di un'autostrada...

cartello-scuola-Nella rivista di Trento dell'Aimc (Associazione Maestri Cattolici Italiani) "Scuola e Vita" a. XVIII, n. 3, maggio-giugno 1977 il redazionale dell'allora maestro Mario Antolini, redattore responsabile della rivista stessa.
«Trovo scritto su un quotidiano alla fine di maggio 1977: "È che, in sostanza, noi adulti non abbiamo capito ancora che i giovani valgono di più di un'autostrada e che, pertanto, meriterebbero un corpo docente più preparato, è più responsabile, più entusiasta del mestiere che fa... Perché un'autostrada si può fare anche più tardi, ma una generazione quando è venuta su male, corrosa dal tarlo dell'apatia e della lotta continua – che sono i frutti più evidenti dell'ignoranza e della sfiducia – è compromessa per tutta la vita e sarà un peso e non un sostegno per la società di domani" (Grigolli).

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Renzi 2014: l'impegno principe è la scuola! Nel 1977 él Musón scriveva: noi adulti non abbiamo capito ancora che i giovani valgono di più di un'autostrada...

cartello-scuola-Nella rivista di Trento dell'Aimc (Associazione Maestri Cattolici Italiani) "Scuola e Vita" a. XVIII, n. 3, maggio-giugno 1977 il redazionale dell'allora maestro Mario Antolini, redattore responsabile della rivista stessa.
«Trovo scritto su un quotidiano alla fine di maggio 1977: "È che, in sostanza, noi adulti non abbiamo capito ancora che i giovani valgono di più di un'autostrada e che, pertanto, meriterebbero un corpo docente più preparato, è più responsabile, più entusiasta del mestiere che fa... Perché un'autostrada si può fare anche più tardi, ma una generazione quando è venuta su male, corrosa dal tarlo dell'apatia e della lotta continua – che sono i frutti più evidenti dell'ignoranza e della sfiducia – è compromessa per tutta la vita e sarà un peso e non un sostegno per la società di domani" (Grigolli).

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A proposito delle fusioni dei comuni. La riflessione di Mario Antolini Muson

Bersone Praso Daone verso un comune unico Valdaone

In questa primavera 2014 si sta giustamente richiamando l'attenzione dell'opinione pubblica sul fatto che il prossimo 13 aprile vari Comuni nelle Giudicarie ed in Valle di Non saranno chiamati a sancire, con il previsto e necessario "referendum", la loro volontà di unire gli attuali Comuni autonomi in una "fusione" che costituirà un nuovo Comune amministrativo, ferma restando l'autonoma gestione dei Comuni catastali. Dopo la positiva riuscita della fusione dei due Comuni di Lomaso e di Bleggio Inferiore nel nuovo Comune di Comano Terme in Giudicarie, ora si inizia decisamente, per tutto il Trentino, un nuovo periodo storico: quello delle "fusioni comunali" che si riallaccia - per chi lo vuol e lo sa fare - al periodo degli anni Trenta quando, per esempio in Giudicarie, i 64 Comuni ex austroungarici erano stati ricondotti soltanto a 16.

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