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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Commenti alla rassegna stampa

Giornale di Brescia, 19.08.12 - Valvestino. A Moerna di Valvestino grande partecipazione alla revocazione storica del genetliaco di Francesco Giuseppe d'Austria. Il Sindaco deciso: «Cambio di regione entro un anno». Questo il senso di una manifestazione compatta della popolazione, strappata al Trentino nel 1934, ed ora in procinto - dopo il necessario referendum - di tornare alle Giudicarie e, quindi, al Trentino come lo sono sempre stata ab immemorabili. La festa è stata titolata "Nostalgia d'impero e voglia di Trentino": alla storia non si comanda come non si comanda ai sogni e non si rinuncia al patrimonio dei propri Avi. Per tutta la Valvestino il Trentino è oggi il miraggio amministrativo, quasi una Terra Promessa. Dalla consapevolezza delle loro radici trentine è nata l'iniziativa del referendum popolare per l'annessione al trentino; si tratta, quindi, di una volontà fondata in primo luogo su ragioni di ordine storico e culturale.

Vita Trentina, 26.08.12. - Si è spento a Roma, all'età di 86 anni, don Bruno Nicolini: l'amico dei Rom e degli "zingari" ai quale aveva donata tutta la sua attività di zelante ed impegnato sacerdote. Della sua dedizione e quanto da lui realizzato in Italia a favore delle popolazioni nomade europee - e ce n'è da scrivere libri e libri - se ne occuperanno le testate di settore. Qui - in questa testa giudicariese - vorremmo rivivesse, specie nelle persone che l'hanno conosciuto, quel periodo degli anni Cinquanta in cui, giovane cappellano, ha dato il suo entusiasmo alla popolazioni e di Pinzolo, impegnato in quel "Laurentiaum" che allora sembrava un traguardo di altissimo livello come modernissimo centro delle attività dell'Oratorio. Anni di entusiasmo in quel crogiuolo del secondo dopoguerra in cui i sogni si ingrandivano alla luce degli ideali più alti, ed in cui si credeva in quel che si faceva, con la sicurezza di riuscire a raggiungere le mete prefissate. Don Bruno lo ricordo così: quasi sempre sulle barricate più alte, proteso al di più, al meglio per il bene di tutti. In quel periodo sbocciò in lui e si realizzò la sua vocazione di "prete degli zingari", dei "nomadi". soli e abbandonati da tutti.

l'Adige, 20.08.12. - Nelle pagine di "Lettere&Commenti", Luigi Olivieri, assessore alle politiche sociali e salute della Comunità delle Giudicarie, interviene con succoso articolo sulla "Ricetta in otto punti: così si rilanciano le Comunità di Valle". È un sincero atto di fede nella Comunità, di cui analizza le difficoltà ma soprattutto le potenzialità, avvertendo che «va introdotto un sistema che conservi la natura associativa attraverso un diverso ruolo dei Sindaci e dello loro Conferenza lasciando all'assemblea la natura di rappresentanza politica». Chiaro l'invito base al Centro per l'efficienza e l'efficacia delle Comunità: «È necessario che le Comunità di Valle vengano dotate degli strumenti idonei per operare (...). Le società di sistema della Provincia devono aprirsi alle Comunità di Valle per rispondere ai bisogni di sviluppo (...). Nelle funzioni trasferite deve essere cambiata la mentalità ed il modo di operare (...). Occorre prevedere nella pianificazione e ella programmazione quelle azioni di interesse locale che è possibile trasferiscono le relative risorse finanziarie...». Comunque tuta una serie di considerazioni che potrebbero e dovrebbero il "pane quotidiano" d tutti gli interessati a far sì che le potenzialità ancora "in potenza" possano diventare al più presto "in essere".
él Musón