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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Pensieri... pazzi

Qualche volta passano per la mente certi pensieri che sembrano non soltanto "pazzi" ma che, se seguiti troppo a lungo, possono anche fare impazzire. Uno di questi è da qualche giorno - in questo altrettanto pazzo aprile 2012 - che mi sta frullando per il capo e mi è venuta voglia di tentare anche di rincorrerlo non solo con la mente ma anche con le parole scritte.

Davanti alla televisione facevo zapping e continuavo a far apparire persone diverse, a seguire voci diverse, ad ascoltare musiche diverse e riflettevo sul fatto che in qualsiasi altra parte del globo altrettante persone potevano nello stesso istante captare dallo spazio le stesse voci, le stesse immagini, le stese musiche. Ed ho immaginato un ammasso incalcolabile di vocaboli, di illustrazioni, di note musicali che vortica sopra di noi ed attorno a noi, ma un ammasso ugualmente presente in qualsiasi parte e vicinissimo a qualsiasi persona: un fantastico ammasso del tutto impalpabile, immateriale, metafisico, che non occupa spazi, che non è misurabile, che non ha nulla di materiale nel senso comune del termine. Un ammasso dal quale - con lo strumento opportuno - chiunque ed in qualunque momento ed in qualsiasi luogo può trarre a suo uso e consumo, nello stesso istante, lo stesso materiale che gli fanno sapere che è stato ammassato in quell'imponderabile "massa magmatica" che viene definita "internet". Non sono un tecnico e tale "massa di parole, immagini e musiche" non so come sia scientificamente definito dalla fisica.

Ed ecco il "pensiero pazzo". Perchè non vi può essere anche l'ammasso - senza materia e senza spazio da occupare - di tutte le "anime" (essenza immateriale dell'uomo) di tutte le persone nate dall'inizio dei tempi alle quali si uniranno anche tutte le attuali e le future? Perché non vi può essere un altro ammasso di tutti i pensieri che sono passati nella mente di tutti gli esseri umani? E potrebbe esservi anche l'ammasso di tutte le lacrime e di tutte le sofferenze? Ossia: è mai possibile che tutto il pensiero degli uomini, il suo soffrire, il suo vivere emozioni e sofferenza sia destinato a perdersi nel vuoto più assoluto? Con il mio "pensiero pazzo" mi piacerebbe vivere sentendo attorno a me non solo il mondo immateriale di "internet" ma anche quello di tutti gli esseri umani vissuti fino ad oggi, i loro pensieri, le loro sofferenze, il loro vissuto: un "felice ammasso" ancora presente e nella ipotetica possibilità di mettersi in rapporto con esso, così come al momento possiamo fare con l'immenso ammasso capitalizzato e raggiungibile di "internet".

Un "internet eterno" che vortica sopra di noi ed attorno a noi, con ogni singola parte tanto vicina da essere captata da chiunque e nello stesso istante, così come ora possiamo solo captare quello che gli esperti sanno metterci a disposizione. Non sarebbe meraviglioso? L'eterno sogno dell'uomo: mettersi e sentirsi in contatto con il metafisico, con l'aldilà, con gli interrogativi che da sempre hanno assillato, assillano ed assileranno la mente dell'uomo.