Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

La maggior ricchezza di un Comune

volontariato - sociale
In un periodo storico - siamo nel 2012 - che, anche per i Comuni, si è fatto particolarmente difficile sotto l'aspetto finanziario/economico, io ho la sensazione che pochissimi Sindaci (e con loro i rispettivi Consiglieri comunali) siano consci di trovarsi a disposizione una gratuita ricchezza data dall'effervescenza di un libero Volontariato che si è preso sulle spalle la vita comunitaria di ciascun villaggio (o centro abitato) per ridare alla socialità quella centralità di vita che l'Ente Pubblico burocratizzato (e troppo speso in mano a personale non del luogo) non è più in grado, nel proprio ambito, di riuscire a ricomporre con quella compattezza comunale che è stata storicamente esaltante ed esaltata dagli storici "Comuni italiani" del Medioevo, e dalle "Communitates o Universitates" del Trentino durante gli otto secoli del Principato vescovile.
Infatti io credo che abbia del miracoloso l'esplosione del Volontariato anche nei più piccoli paesi: un generoso coinvolgimento di giovani ed adulti e persino anziani, d'ambo i sessi, che sanno impegnarsi nei settori più disparati dell'assetto sociale: dall'assistenza allo sport, dalla cultura alla protezione civile, dalla filodrammatica alla gastronomia, dal folclore all'editoria, dalla musica alle organizzazioni combattentistiche, dall'obbistica all'arte, dalle associazioni di categoria alla vitalità ecclesiastica e via discorrendo. Per tutto l'arco dell'anno, in ogni dove, è un susseguirsi continuo di iniziative e di attività di ogni genere che vivacizzano la staticità d'una quotidianità ripetitiva che si dipana silenziosamente e stancamente nella fatica del lavoro e nel giornaliero ripetersi di faccende domestiche sempre uguali. Una troppo tranquilla e logorante stasi che ogni qual tratto si accende e si illumina di luce viva grazie a questa o quella associazione, od a questo o quel gruppo di concittadini, che sanno creare - quasi dal nulla - quel qualcosa di nuovo e di inatteso che coinvolge il paese, la borgata, la città con una sempre folta partecipazione di concittadini e di ospiti lieti di rendersi compartecipi del "nuovo" e dell'atteso "inusitato".
Un Volontariato troppo spesso lasciato da solo, nella tacita indifferenza delle funzioni pubbliche, senza un grazie, senza un pubblico e meritato riconoscimento, senza che la società politica-amministrativa se ne prenda le opportune e giuste preoccupazioni. Anzi, troppo spesso, sembra proprio il contrario con il "potere" sovrumano che inventa norme burocratiche a non finire che impediscono, o rallentano, o rendono difficile la libertà del Volontariato, come, per esempio: il settore musicale con la terribile "Siae"; la libera contribuzione dei cittadini con quello "scontrino fiscale" che stride con le gratuite prestazioni dei Volontari; le terribili tenaglie delle norme igieniche e sanitarie portate all'esasperazione che non ti lasciano più servire un piatto di maccheroni od una fetta di polenta; l'oppressione della "finanza" che ormai ha rese quasi impossibili quelle lotterie che davano modo di racimolare qualche lira per pagare le spese organizzative; ed infine la "regolarità" del settore economico con "pratiche" comprensibili solo ai competenti in materia. Certo tutte "norme" altamente razionali e funzionali dal punto di vista della presenza dello Stato per un "ordine pubblico" di cui vi è la necessità; tuttavia se la loro applicazione diventa esasperata, viene a legare le mani ai Volontari che già fanno tanta fatica e mettere insieme le loro iniziative ed essendo "liberi" in qualsiasi momento si ritirano e si isolano lasciando dietro di loro solo il "vuoto".
Passando ad altre considerazioni: qual'è quel Consiglio comunale che periodicamente mette all'ordine del giorno l'esistenza e le problematiche del Volontariato all'interno del proprio ambito territoriale? Una volta all'anno si alza la mano o si critica il contributo economico (sempre miserrimo ed insufficiente) da distribuire a chi ne abbia fatta la debita richiesta "a norma di legge", ma non si discute mai sull'impatto sociale dei Volontari, sulla ricaduta sulla cittadinanza del loro operato, sulle loro difficoltà organizzative ed operative, sui bilanci in rosso garantiti soltanto dalle firme in proprio di singoli concittadini! Ed anche a livello "sovracomunale" (zona per zona) quando mai vari Comuni insieme si rendono conto dell'apporto della convergenza locale degli sforzi del Volontariato? Ed oggi alle Comunità di Valle quali competenze sono state previste per mantenere vivo e coordinato tutto l'insieme del Volontariato di Comunità, concepito e riconosciuto come una della maggiori ricchezze sociali a disposizione?
Spesso mi viene da pensare a come sarebbe la vita nei nostri paesi e città se non vi fosse il libero e gratuito Volontariato: soltanto l'alternarsi delle solennità liturgiche ma anche queste limitate alle funzioni religiose senza più cori, senza più Confratelli e presto anche senza più processioni; poi soltanto le cosiddette festività civili ma ormai vuote di significato e soprattutto di iniziative: solo al 4 novembre qualche sparuto corteo di pochi anziani al Monumento dei Caduti, ed una parata militare il 2 luglio a Roma. Poi, se aspettiamo l'Ente pubblico, niente di niente: nessuno si muove, né feste, né cortei, né assembramenti di sorta. Proviamo a pensarci su: cosa sarebbe il mio paese senza coro, senza banda, senza gli Alpini, senza l'Oratorio, senza i gruppi sportivi, senza le associazioni di assistenza, senza i Pompieri e il Soccorso Alpino, senza i gruppi ecclesiali, senza i gruppi delle preziose "brave donne" che pensano a tante silenziose e nascoste iniziative, senza i gruppi culturali ed artistici e via dicendo.
Sapendo che i periodi di "crisi" servono appunto per riprendere energia e per crescere, non è forse il tempo che gli Amministratori pubblici - soprattutto Sindaci e Consiglieri comunali (Provincia e dintorni compresi) - si diano una "sveglia" e pensino un poco a come mantenere vivo, sostenerlo e ben organizzato quel Volontariato che oggi è diventato l'anima di ogni paese, ma che è talmente fragile da improvvisamente scomparire proprio per incuria da parte di chi potrebbe e dovrebbe vivificarlo?
él Musón