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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Comuni destinati alla "fusione"? La storia sembra avvalorare la necessità di "unificare le forze"

Tione di Trento in una cartolina del 1900

Siamo nel 2012 ed è tornato di estrema attualità il problema della fusione dei Comuni amministrativi, fatti saldi gli "inamovibili" comuni catastali regolamentati dall'impero autroungarico nel 1861 (sulla traccia dei medievali Libri de le crós) che, per le Giudicarie, sono e restano 91. Sull'argomento sto indagando su vecchi e nuovi testi ed ho trovato l'argomento posto in evidenza già nel 1857, e pertanto mi è venuto di parlarne anche con i cortesi Lettori di queste colonne.
Il discorso parte della storica soppressione del Principato vescovile nel 1803 e dal succedersi dell'occupazione degli eserciti francesi, austriaci, bavaresi; infatti dai primi decenni del secolo decimonono iniziano quei fondamentali mutamenti in campo amministrativo, che porteranno anche le Giudicarie nel vortice dell'epoca moderna. Con l'introduzione del codice napoleonico vengono istituiti i Comuni e ristrutturate la giustizia, la finanza, l'anagrafe, la sanità. Con ordine sovrano del 21 giugno 1808 il regno di Baviera fu ripartito in 15 Circoli, fra cui il circolo di Trento che fu suddiviso in 14 giudizi distrettuali, fra i quali per le Giudicarie figuravano il distretto di Sténico per le Giudicarie Esteriori, il distretto di Tione per la Busa e la Rendena ed il distretto di Condino per il Chiese e la Valvestino. Ma dopo la pace di Schönbrunn del 1909, l'Austria cedette a Napoleone il Tirolo e nel 1810 veniva fissata la distrettuazione del dipartimento di Trento, per cui le Giudicarie venivano ad essere incorporate nel V° Distretto di Riva, ma suddivise in cantoni, e ciascun cantone in Municipi (enti locali corrispondenti ai Comuni) per cui in Giudicarie si ebbero: 3 Cantoni, 13 Municipi (con 85 paesi), ossia: 1) cantone di Sténico con i municipi di Sténico, di Campo e di Bono; 2) cantone di Tione con i municipi di Tione, Piazolo (Pinzolo), Fisto, Preore, Roncone; 3) cantone di Condino con i municipi di Condino, Creto, Storo e Magasa (Valvestino).

Passata la furia napoleonica, con la pace di Vienna del 1815 il Trentino (e quindi anche le Giudicarie) passano all'Austria che porta i 107 Comuni del Trentino a 388. Nel 1868, con la legge fondamentale sulla pubblica amministrazione austriaca, il territorio trentino veniva suddiviso in 8 Capitanati, e le Giudicarie - allora con 37.454 abitanti - furono "affidate" al Capitanato di Tione, suddiviso in tre distretti giudiziali: 1) Giudizio distrettuale di Tione con 27 Comuni: Bocenago, Bolbeno, Bondo, Borzago, Breguzzo, Caderzone, Carisolo, Darè, Fisto, Giustino, Javrè, Lardaro, Massimeno, Montagne, Mortaso, Pelugo, Pinzolo, Preore, Ràgoli, Roncone, Saone, Strembo, Tione, Verdesina, Vigo Rendena, Villa Rendena, Zuclo. 2) Giudizio distrettuale di Condino con 22 Comuni: Agrone, Armo, Bersone, Bollone, Bondone, Brione, Castello, Cìmego, Cologna, Condino, Creto, Daone, Darzo, Magasa, Moerna, Persone, Por, Praso, Prezzo, Storo, Strada, Turano. 3) Giudizio distrettuale di Sténico con 15 Comuni: Andogno, Bleggio Inferiore, Bleggio Superiore, Campo, Comano, Dorsino, Fiavé, San Lorenzo, Lundo, Premione, Sclemo, Seo, Sténico, Tavodo, Villa Banale.

Dopo l'annessione all'Italia nel 1918 i Comuni ex austriaci furono accettati come erano, ma negli anni Trenta (con inizio nel 1928) il governo italiano provvide all'unificazione dei Comuni amministrativi, e gli oltre sessanta Comuni giudicariesi vennero ridotti a 16, cosicché tutti i paesi "aggregati" ai nuovi Municipi diventarono "frazione del Comune di...". I 16 Comuni risultarono così collocati: 1) Val Rendena e Busa di Tione 8 Comuni: Bondo-Breguzzo (per un brevissimo periodo denominato "Comune d'Arnò"), Pinzolo, Ràgoli, Spiazzo (nuova denominazione), Strembo, Tione di Trento (nuova denominazione), Vigo Rendena, Villa Rendena. 2) Val del Chiese e Valvestino 4 Comuni: Condino, Pieve di Bono (nuova denominazione), Roncone, Storo, Turano (in Valvestino; dal 1934 aggregato alla provincia di Brescia). 3) Giudicarie Esteriori 4 Comuni: Bleggio (nuova denominazione), Lomaso (nuova denominazione), San Lorenzo in Banale, Sténico.

Negli anni Cinquanta, con l'istituzione della Regione autonoma Trentino-Alto Adige fu data facoltà agli ex Comuni austriaci di chiedere la loro antica autonomia, ma non tutti accolsero la facoltà, per cui i Comuni delle Giudicarie risalirono solo a 40, ed oggi, dopo l'unificazione del Comune di Comano Terme (ex Bleggio Inferiore e Lomaso), sono diminuiti agli attuali 39 che formano la Comunità delle Giudicarie. È quindi constatato dalla storia che, mentre i comuni catastali debbano essere mantenuti come sono stati predisposti per legge, invece i Comuni amministrativi possono essere determinati (per numero e superfici) a seconda delle specifiche esigenze socio-politiche del momento e del potere al governo.
È pertanto del tutto normale che anche in questo non facile periodo storico si assista alla prospettata "fusione" dei piccoli Comuni sotto la spinta, già constatata negli anni Trenta, per motivi, appunto, sia economici che di funzionalità dei servizi. Ma ciò che per molti sembra una assoluta e discutibile "novità" non è altro che una istanza/necessità già prevista, per esempio, da un provvedimento dell'impero austroungarico apparso sulla Gazzetta di Trento del 29 novembre 1859 con il titolo "Concentrazione dei Comuni" e riportato nel volume "La Provincia Autonoma di Trento" di G. Andreatta e S. Pace (1981). Il citato articolo riportava: «Fu mai sempre la base, l'àncora, il perso de' governi il motto viribus unitis. Con esso, ben applicato e a tempo, si mantiene costantemente imperturbato l'ordine nell'interno degli Stati, con esso si tengono in soggezione i Governi all'estero, desso è che promuove e conserva il tanto a nostri dì apprezzato e indispensabile equilibrio politico non solo in tutta Europa, ma vale anche nell'intera sfera mondiale; desso è che sconcerta ed al nulla riduce ingenti formidabili eserciti; desso, infine, smantella superbe torri ed atterra pareggiando al suolo credute inespugnabili fortezze. E perché, dunque, non si applicherà questo nobile e celebratissimo motto anche alla concentrazione di piccoli Comuni in uno solo? Questo è quanto si assumere qui di sostenere».

Segue quindi una lunga serie di motivazioni per ravvalorare - già 150 anni fa - la necessità di "unificare le forze" per rendere più efficace e funzionale la presenza di consistenti Comuni all'interno di una società ben organizzata a servizio dei Cittadini. Se ne varrà la pena si potranno proporre ai Lettori in un prossimo articolo.