Giudicarie.com

il quotidiano delle Giudicarie

Thu10172019

Last update08:01:19 AM

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

I "Passati"? Si ricordano o si vivono?

giornali e riviste

Mi sono trovato a dover scrivere un articolo per commemorare una cara Persona scomparsa vent'anni fa, nel 1992. Sulla scrivania tutta la stampa del tempo datata 1992: parole commosse, di lode, di entusiasmo per quanto fatto da chi ci aveva lasciati a soli 49 anni dopo aver inciso non solo con la sua professione di insegnante, ma sopratutto attraverso il suo impegno politico che aveva inciso positivamente sull'intero contesto sociale delle proprie vallate. Giornali e riviste - datati 1992 - carichi di sperticate lodi, di riconoscimenti, di auspici affinché il suo impegno sociale si perpetuasse nei suoi compagni di partito, nelle persone che si sarebbero succedute ai suoi posti di responsabilità civile, nello stesso contesto comunitario.
Mentre rileggevo pagine e pagine, fra le quali anche delle mie, meditavo sul fatto che anch'io avevo già dimenticato quello che avevo scritto e per di più dovevo constatare che la persona che tutti, alla sua scomparsa, avevano elogiato per la sua positiva ed attiva presenza nel nostro contesto sociale, risultava già del tutto dimenticata, poiché nessuno la nomina mai, neppure quelli che credono oggi di voler correre sulle sue orme.
E dentro di me si sono messi in subbuglio i miei infiniti dubbi, quelle illusioni di cui mi sento strapieno, perché ancora una volta di più mi sono chiesto che cosa veramente portiamo con noi, dentro e fuori di noi, quello che abbiano rilevato di bello e di buono nella vita di parenti, di amici, di uomini e donne che hanno veramente inciso nella nostra famiglia, nella nostra comunità. Scriviamo parole di elogio, giuriamo che non li dimenticheremo mai, che trarremo valido esempio dai loro comportamenti, che faremo tesoro di quello che hanno fatto ed insegnato, e poi...
... poi riprendiamo il nostro cammino come prima e di loro ci ricordiamo in qualche sporadico anniversario o della nascita o della morte con frasi di circostanza, senza riuscire ad impostare la nostra esistenza e la nostra condotta su quello che in loro abbiamo riconosciuto come degno di essere tramandato e di essere rivissuto alla stessa maniera con cui loro hanno esemplarmente testimoniato.

E sto chiedendomi: che cosa posso effettivamente portare con me che sia già stato di mio padre, dei miei professori, dei miei amici, delle personalità che sono entrate nella mia vita? Che cosa possiamo carpire della vita di chi ci lascia per riuscire a renderlo efficacemente un elemento determinante della vita che continua? Delle tante persone esemplari che ciascuno di noi, e la stessa società, abbiamo avuto come compagni di viaggio carichi di una immensa ricchezza di sapere e di saggio operato... che cosa riusciamo a portare con noi ed a trasmettere con la stessa incisività fra i compagni di viaggio che con noi dovrebbero seguire le loro orme?

Mi sento senza risposte adeguate. Di mio padre posso sentire la sua onestà e cerco d viverla più che posso, ma non riuscirò mai ad essere come lui anche se mi sovrasta per condotta e sacrificio di vita. Dei miei maestri - a tutti i livelli - non riuscirò mai a sentirli presenti con me nell'aiutarmi a fare quello che essi, con saggezza, avrebbero fatto, ma li sento nebulosamente presenti nell'insieme dei miei impegni intellettuali.

Delle tante Persone che ho avvicinato e conosciuto per la loro cultura e la loro capacità lavorativa o amministrativa non riesco a riempirmi la bocca ad ogni circostanza, ma ciò che loro mi hanno donato ed hanno saputo costruire in me, anche indirettamente, lo credo presente nel mio operare ogni qualvolta cerco di compiere il meglio possibile il mio dovere di uomo e di cittadino.

Purtroppo le Persone del nostro passato- uomini e donne, persone comuni o eccellenti sapienti... "Passati" - siamo quasi obbligati a dimenticarli lungo la impellente corsa verso un presente che è un costante avvenire. I loro nomi e cognomi li sappiamo ripetere unicamente pochissime volte ed in rare circostanze; perciò io credo che dovrebbero restare davvero presenti nel contesto sociale tutti quelli che ci hanno resi capaci di poterli imitare nei nostri quotidiani comportamenti anche senza continuamente nominarli: ma che almeno siano rimasti vivi nella parte migliore di noi, di cui essi sono e rimangono parte determinante.