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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Irrazionalità... nei settori della politica e dell'amministrazione pubblica

parlamento politica
Quando si è soli e si deve convivere soltanto con i volumi che ti trovi sugli scaffali della biblioteca personale o rincorrendo il "sapere" ormai conservato nel tuo computer, ti trovi spesso a vagare col pensiero sulla vita passata ed a rincorrere divagazioni cervellottiche che da troppo tempo ti accompagnano, ma sulle quali non ti sei mai soffermato a sufficienza.
Questa sera sono oppresso dalla considerazione sulla "irrazionalità" che da anni sto constatando soprattutto nei settori della politica e dell'amministrazione pubblica confrontandola con la "razionalità" dei settori produttivi. Quest'ultimi risultano imperniati su "Cda" (Consigli di amministrazione) formati da componenti fra loro diversi per provenienza rappresentativa e per formazione, ma tutti seriamente impegnati - anche se di opinioni/convinzioni diverse - a portare la propria professionalità "a favore" dell'azienda/società/ente di cui sono chiamati a rendersi attivi e sagaci amministratori.
Completamente opposta la condotta delle persone chiamate (elette!) a comporre gli organismi costituti per perseguire il "bene comune" dei cittadini nei Comuni, nei Consorzi dei Comuni, nelle Comunità di valle, nella Provincia, nella Regione, nello Stato. Hanno inventato (coniato?) i termini fra loro opposti: "maggioranza" e "minoranza", dando a quest'ultima addirittura il termine di "opposizione". Quindi non più organismi nei quali "tutti insieme" ci si propone di conseguire/perseguire nel miglior modo possibile il "bene di tutti", ma destinati soltanto e sempre a "contrastarsi" gli uni contro gli altri solo perchè o si è da una parte (di un certo partito o formazione politica) o si è dall'altra. Addirittura si trovano persone che "remano" contro l'ente stesso di cui sono stati chiamati (eletti) a farne parte, quasi che fossero stati scelti non già per conseguire il bene stesso dell'Ente pubblico, ma proprio con lo scopo opposto: annientarlo.
Anche negli anni in cui, pur non essendo adeguatamente preparato, mi sono trovato in qualche Ente pubblico, il trovarmi da una parte contro un'altra parte mi ha sempre messo in difficoltà, poiché non ho mai concepito, per esempio, di trovarmi in un Consiglio comunale con persone "di una parte" e persone di "un'altra parte": per me è inconcepibile (irrazionale). A mio parere si deve esser tutti insieme dalla stessa parte: la parte del bene comune, che non ha né colore, né parte politica, ma soltanto bisogno di persone che viaggiano insieme nella stessa ed unica direzione possibile: le finalità specifiche dell'Ente che si è chiamati a gestire (amministrare).
Oggi - novembre 2012 - stiamo assistendo all'azzannarsi delle formazioni politiche locali, provinciale e nazionali con una tale forma di aspro e deludente "contrasto" che non promette niente di buono: ad elezioni avvenute, gli eletti non si troveranno certamente "tutti insieme" a cercare il bene dei cittadini, ma ciascuno - ancora una volta - cercherà l'affermazione del proprio movimento o partito e continueranno a "rompere/spezzare/triturare" quell'equilibrio unitario nel quale soltanto sta la possibilità di raggiungere finalità ampiamente sociali e universali.
quell'illuso del Musón