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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Zapping alla Vigilia di Natale. Dalle nostre tavole imbandite alle colline di immondizie nella discarica di Rio de Janeiro fra le quali si muove un formicaio di uomini ...

Zapping alla Vigilia di Natale - dicariche Rio de Janeiro Vik
Sono ormai troppo vecchio e solo, per cui anche la televisione è diventata soltanto un passeggero perditempo, senza specifiche finalità conoscitive o di divertimento, per cui, per alcune ore serali prima della mezzanotte, mi riposo un tantino in poltrona trascorrendo qualche tempo a divertirmi con lo zapping. Scorro gli ormai tanti canali a disposizione ed imparo ogni sera qualcosa di nuovo e di interessante, pur fra le "cianfrusaglie" delle troppe superficialità rincorse dalla necessità televisiva di vendere anche sottoprodotti ad ogni costo.

Stasera, antivigilia di Natale, dopo aver intraviste di passaggio le solite insulse chiacchiere dei giornalisti sulla crisi politica (dicono sempre di tutto sul vuoto più assoluto!), e dopo aver scorto le tavole imbandite con tanta ricchezza di vivande per le prossime festività, solo per caso mi sono imbattuto su uno splendido servizio sull'arte di Vik che ha brillantemente documentato le proprie opere artistiche elaborate nell'ambito delle discariche dei rifiuti urbani di Rio de Janeiro.

Un servizio documentaristico fatto con la massima serietà ed oggettività, che ha riproposto ed illustrato dettagliatamente quell'immenso susseguirsi di colline di immondizie, fra le quali si muoveva un formicaio di uomini e donne, giovani e non più giovani, condannati per anni ed anni, da mattina a sera, dal primo all'ultimo giorno dell'anno, a vivere fra quegli ammassamenti maleodoranti di ogni tipo di rifiuti nell'affannosa continua "ricerca" di quanto è possibile recuperare che dia loro la capacità di racimolare qualche moneta per poter vivere alla meno peggio.

Quanta povertà, quanto avvilimento della condizione umana, fra quei diseredati ma, nel contempo, quanta stupenda ed ammirevole "dignità", quanto ordine per riuscire a convivere attraverso regole severamente osservate per lavorare insieme, per trovare modo di essere capaci di accettare quella tremenda realtà quotidiana così da renderla la loro vita normale da vivere per sempre come qualsiasi altro essere umano.

Mi sono sentito travolto da quel numeroso gruppo di "povera gente" senza Natale e senza Capodanno, senza assistenza, senza nessuna struttura a loro disposizione, senza diritti umani, sola tra i rifiuti fetidi... che mi hanno ricordato la puzzolente solitudine della stalla di Betlemme.

E così, anche il mio Natale ha immediatamente acquistato un sapore del tutto diverso: sono stato preso da un'immensa tristezza, quasi da un'angoscia e, per forza di cose, mi porterò dietro i volti di quelle persone e me le sentirò vicine in qualsiasi momento di queste giornate sia durante le funzioni religiose, sia a tavola a far festa con i miei famigliari... per tutto il tempo di queste prossime giornate diventate, per me, immediatamente del tutto diverse. La mia mente passerà il suo Natale sulle discariche maleodoranti di Rio de Janeiro.

quell'illuso del Musón