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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Parte dal "paesaggio rifiutato" un percorso lungimirante di pianificazione delle Giudicarie. Un modello del "pianificar facendo" per individuare utili progetti inseriti in una strategia di lungo respiro

Campo Carlo Magno -Floriano Menapace  

Corriere del Trentino, 25 gennaio 2013. - A molti è certamente sfuggito che il fondo di oggi "Cosa insegna il paesaggio" di Giuseppe Scaglione - considerato dall'autore un "tema rimosso dalle elezioni" - si richiama al convegno in corso presso la Comunità delle Giudicarie.
Infatti l'A., che considera i "paesaggi rifiutati" come l'obiettivo su cui concentrare le proprie considerazioni, scrive: «Questi temi sono stati messi al centro, con coraggio e lungimiranza, del nuovo percorso di pianificazione della Comunità delle Giudicarie: il tutto dentro un laboratorio di strategie e progetti permanente per incontrare interlocutori, cittadini, amministratori, progettisti, università, facendo lievitare il dibattito sulla qualità e sulle scelte future condivise».
È certamente rilevante il fatto che una testata quale il "Corriere della sera", con il suo inserto speciale del "Corriere del Trentino", abbia evidenziato un avvenimento ed una iniziativa che sono stati valuti e portati alla ribalta dalla Comunità delle Giudicarie: il più emarginato lembo del Trentino, quasi sempre "tagliato fuori dall'interesse generale" - come provato anche dalle elezioni nazionali in corso - ma nel quale la vivacità degli studiosi, degli operatori economici e dei pubblici amministratori presenta una vivacità ed una antiveggenza troppo spesso emarginata e non presa nella debita considerazione.

Ed invece, anche questa volta, è proprio in questo emarginato territorio così immensamente ricco di un ineguagliabile "paesaggio" ambientale ed umanizzato che si è alzata la voce per l'interessamento di un settore qualificante la vita stessa di tutta la nazione.

Commenta il citato autore: «Se le molte amministrazioni del Trentino operoso adottassero un simile modello del "pianificar facendo" non avremmo più piani urbanistici quali inutili cumuli di carte che languono in cassetti, bensì pochi e utili progetti inseriti in una strategia di lungo respiro».

E mi viene da pensare a quel cumulo cartaceo - in se stesso ricchissimo e preziosissimo - che giace nei nascosti e dimenticati archivi del già Comprensorio delle Giudicarie, dove ammuffisce la testimonianza di un "Piano urbanistico comprensoriale" studiato e sostanziato da eminenti studiosi ed elaborato e progettato da tecnici che a suo tempo hanno dato l'anima.

I "comunicati stampa" della Comunità stanno portando a conoscenza degli organi di informazione il lavoro che si sta facendo in occasione del Convegno in corso; ci si augura che ancora non volta non si tratti di una bella fiammata subito spenta, ma effettivamente di un punto centrale di lavoro continuato che parta dalle Giudicarie per animare tutto il Trentino ed anche l'Italia, poiché il "paesaggio rifiutato" ha una sua valenza ormai universale.