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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Cultura e paesaggio: «L'identità e l'unità delle Giudicarie sta nella cultura»

 Pinzolo chiesa di San Vigilio

Tione in Giudicarie. Mi accompagna ancora l'eco della voce accorata di Giorgio Butterini, presidente del Bim del Chiese, che nella gremita sala della Comunità aveva sottolineato con forza: «L'identità e l'unità delle Giudicarie sta nella cultura». Un'affermazione precisa, quasi un imperativo categorico rivolto ai 37.775 Giudicariesi sollecitati a ritrovare tutti insieme sia la rivalutazione delle loro comuni vicende storiche, sia il recupero conservativo del loro territorio. Si stava presentando la riedizione - ammodernata e completata - del volume "Le Memorie delle Giudicarie" di padre Cipriano Gnesotti, il primo storico delle popolazioni insediatesi nei secoli negli alti bacini della Sarca e dell'Arnò e, pertanto, se ne stavano deducendo argomentazioni che investivano tutta l'area comprensoriale della odierna Comunità delle Giudicarie.
Ed ecco che oggi - 6 febbraio - i quotidiani provinciali ripropongono temi della massima attualità culturale e territoriale: infatti Ugo Morelli (Trentino), riferendosi al distretto culturale afferma: «Se ne parla tanto ma nulla si fa» e, contemporaneamente, Annibale Salsa (l'Adige) disserta su «Le Alpi: l'autonomia responsabile»; a ciò si aggiungano le cronache di tutte e tre le testate trentine che annunziano come "la Montagna" sarà il punto di riferimento della presenza a Trento del presidente Monti.

Una precisazione del concetto chiave già espresso da Butterini lo troviamo nel testo del Morelli quando scrive: «L'autonomia di un'istituzione culturale, dalla scuola ai musei, dalla ricerca scientifica all'informazione, non è un vezzo: stiamo parlando della ragion d'essere stessa della cultura nelle sue molteplici manifestazioni (...); e senza una cultura viva non vive la società». Ed insiste: «Sarebbe bene rendersi conto che l'humus dell'economia è la cultura di un territorio, da cui deriva la densità della conoscenza investibile. (...) La cultura è principalmente un investimento che una comunità fa per se stessa e per essere attraente, pertanto, è evidente l'esigenza di un investimento pubblico». Penso che commento più bello e confortante non vi sia per l'iniziativa del Bim del Chiese nell'aver messo a disposizione di tutti i Giudicariesi l'opera completa di un'autorevole autore come rimane lo Gnesotti: un vero "investimento" che merita di essere preso nella massima considerazione anche per altre simili iniziative future.
Da parte sua l'antropologo Salsa richiama «l'esercizio alla responsabilità individuale e collettiva, base dei modelli di autogoverno delle comunità alpine di ieri e di oggi": concetti che sono parte della sua relazione che oggi terrà a Trento all'incontro con Mario Monti parlando sul tema: "Terre alte: una proposta per la montagna alpina". Un argomento per il quale sta battendosi da anni e mettendo anche a favore dei Giudicariesi la sua dotta preparazione scientifica essendo stato chiamato a fare parte come membro della "Commissione Pianificazione Territoriale e Paesaggio della Comunità delle Giudicarie".
Due vocaboli - territorio e paesaggio - che proprio i politici sembra abbiano dimenticato, presi come sono a parlare solo di soldi (banche e tasse) dimenticandosi che la gente ha bisogno di raggiungere favorevoli "modi e comportamenti" di vita sociale, attraverso i quali ciascun individuo riesce a raggiungere le proprie "soddisfazioni" come persone singole e come comunità: e tutto ciò si chiama "cultura".
Mario Antolini Musón