Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Amarezza... corretta. Elezioni nazionali 2013...

elezioni nazionali 2013 bisLa mia precedente "amarezza senile" ha lasciato amareggiato qualche cortese Lettore, che mi ha fatto giustamente osservare che un vecchio come me avrebbe dovuto dimostrarsi più positivo nell'incoraggiare i giovani verso la speranza e verso il bello e non soffermarsi a "piangere" su ciò che il passato ha lasciato dietro di sè di nauseante. Io, invece, pensavo che noi vecchi dovremmo dare anche testimonianza di ciò che abbiamo sbagliato e che abbiamo constatato che sia naufragato, affinché proprio coloro che vengono dopo di noi abbiano a stare più attenti e sagaci per evitare che si ripetano le manchevolezze e trovare in se stessi la spinta per migliorare il difficile commino sia di ciascuna persona che, soprattutto, della società.
Malaugaratamente non sono stato capace di chiudere in me stesso il senso di avvilimento per non essere riuscito a costruire - con i miei conterranei - quella società dell'avvenire che ci avevamo proposti con l'avvento della democrazia: un avvilimento che ha il sapore della sconfitta, poiché la visione della democrazia negli anni Cinquanta era davvero qualcosa di grande e di meraviglioso, sia che fosse una visione ammantata vuoi dai democristiani, che dai comunisti, che dai liberali o da qualsiasi altra forza politica in campo. Purtroppo ciò che ha portato al senso di impotenza e di povertà politica proprio del Duemila ed acuito dall'arrembaggio disordinato e "parolaio" in vista delle vicine elezioni nazionali attraverso troppo numerose "liste" fra loro contrastanti, ha suscitato dentro di me quel senso di "amarezza" e di disgusto che non ho saputo nascondere e che ho esternato forse con troppa indelicatezza.
Vorrei però che i nostri entusiasmi di oltre mezzo secolo fa potessero ritornare in quelle forze giovanili che sembrano rinascere sulle nostre ceneri, ma con molta più avvedutezza. Le persone che eleggerete non lasciatele camminare da sole, ma incalzatele coi vostri entusiasmi e con le vostre pressanti richieste quotidiane. Non lasciate che parlamentari, amministratori regionali, provinciali e comunali facciano "gli affari loro" lontani da voi, come purtroppo abbiamo fatto noi che li abbiamo lasciati "posizionarsi" ed arricchirsi alle nostre spalle senza che loro si facessero parte attiva di curarsi della gente e di venire di valle in valle, anche nei più piccoli villaggi, a sentire ed a vedere come stavamo e di che cosa avevamo bisogno.
Accetto, pertanto, con pieno rispetto il "rimbrotto" che mi è stato fatto nell'accusarmi di un pessimismo socialmente deleterio. Ne chiedo scusa a quelle persone più sagge di me che hanno considerato il mio sfogo come un messaggio negativo da non passare ai giovani. Ma nel contempo invito le nuove generazioni a non fermarsi ai momenti delle elezioni, rimanendo, invece, vigili e "alle costole" degli eletti per renderli veramente responsabili dei loro compiti istituzionali e solo "a servizio" della gente con impegno, con lo studio, con la preparazione professionale, col costante aggiornamento e costantemente vicinissimi e partecipi della sofferta e difficile quotidianità di chi li ha eletti.
Quell'illuso del Musón