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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Rimborso Imu, "Silvio ha scritto a mio padre, ma in Paradiso non si vota". Una lettera da Bondone, il piccolo sperduto paese dei "Carbonèr

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Strabiliante!
Aprendo il giornale "l'Adige", mi sono trovato nella pagine delle Lettere&Commenti una stupenda letterina da Bondone, ossia dallo storico piccolo paese sperduto fra le vallate meridionali del Trentino noto soltanto per la sacrificata vita dei poveri "Carbonèr": una lunga serie di generazioni che nella preparazione del carbone di legna sugli impervi ed emarginati declivi montani delle vallate trentine hanno unicamente conosciuto "quanto sa di sale il pane dalle sette croste".
Ebbene, proprio nella bussola delle lettere di uno dei discendenti degli ultimi "carbonér da Bondó", è stata imbucata una lettera spedita, da chissà quale ufficio postale italiano, dal personaggio più in voga del momento sulla scena politica nazionale: una lettera indirizzata a suo padre, ma giunta nelle mani di sua madre, e che lui, dopo averla letta, così si è sentito di scrivere un'altra lettera al giornale, il cui direttore l'ha così intitolata: "Silvio ha scritto a mio padre, ma in Paradiso non si vota"; uno scritto davvero stupefacente nella sua lineare semplicità e che, penso, merita di essere riportato anche in questa testata online.
Scrive Mariano Valerio da Bondone: «In questi giorni a mia madre settantasettenne è stata recapitata una lettera contenente un "avviso importante". Per la verità la busta era indirizzata a mio padre, deceduto purtroppo 9 anni fa. Incredula, la donna ha subito aperto la missiva, desiderosa com'era di sapere al più presto che cosa ci fosse di tanto importante da comunicare e soprattutto chi fosse il mittente. Così, dopo aver inforcato gli occhiali ed aver lentamente passato in rassegna le singole frasi, leggendole e ripetendole più volte ad alta voce, ha capito che la lettera preannunciava effettivamente una buona notizia. Talmente nuova che per la prima volta, ricevendo una lettera dall'Amministrazione finanziaria, perfino mio padre avrebbe potuto "finalmente sorridere". Penso proprio che questa volta il Cavaliere, o meglio il nuovo "Ministro dell'Economia e dello Sviluppo" come egli si firma, sia veramente riuscito nel suo intento di far sorridere mio padre dal cielo. Prima di tutto perché fortunatamente nell'aldilà non circola denaro e quindi nessuno si aspetta rimborsi. In secondo luogo perché in Paradiso, non essendo in previsione alcuna scadenza elettorale, nessuno chiede un voto in cambio di un aiuto. Immagino, invece, quale potrebbe essere il commento di mio padre, anche lui classe 1936 come il nostro Silvio nazionale: "Vatti a fidare dei coscritti!"».
Ogni commento ai nostri cortesi Lettori, certamente anch'essi colpiti da così nitide considerazioni, che non ci giungono da esaltanti "firme" di notabili del momento o da oculate sedi cittadine di partiti politici, ma da una persona comune resa forte e consapevole da quella saggezza montana che è stata forgiata nella fatica, nel lavoro, nella sofferta ma onesta e consapevole quotidianità.
quell'illuso del Musón