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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

"Unità d'Italia": dove sei? Siamo un popolo allo sfascio, ognuno viene attratto dalle forze politiche che tirano l'acqua soltanto al proprio mulino, senza mai parlare chiaramente dell'Italia e di tutti gli Italiani

italia-disunita
Tutti i commentatori che stanno saltando addosso all'esito delle elezioni ed alle singole forze politiche scese in campo ne stanno dicendo di tutti i colori e di cotte e di crude, ma - per quello che può giungere nel mio "buco solitario" sopra i tetti - non ho ancora sentito nessuno che sia andato al nocciolo della questione, ossia a ciò che sta a monte di questa "frantumazione" del risultato elettorale.
Due anni fa si è strombazzato l'anniversario della nascita della nazione italiana declamando in tutte le salse la parola "Unità d'Italia". Ma dov'è questa "unità"? Siamo un popolo allo sfascio, ognuno pensa e viene attratto dalle forze politiche che tirano l'acqua soltanto al proprio mulino, senza mai parlare chiaramente dell'Italia e di tutti gli Italiani: la voce delle forse politiche e la loro azione sono solo dirette a chi aderisce al singolo partito, al singolo movimento e, il più della volte, anche parlando male degli altri e combattendo gli altri come se "gli altri" non fossero italiani.
Il buon e pacato Bersani parlava sempre di voler salvare l'Italia, ma solo a modo suo, cioè solo con i "suoi" di sinistra. Così Monti, quando era solo al comando, si è dato da fare e si è battuto per la nazione italiana come tale, ma poi si è messo anche lui con i "centristi", e perciò ha dovuto scegliere unicamente una "parte di Italiani" che volevano distinguersi da tutti gli altri.
Dal Cinquanta in poi abbiamo avuto un governo a Roma votato democraticamente, ma non hanno mai comandato gli Italiani come tali nella loro compattezza nazionale; purtroppo per giungere al governo si sono combattuti e si sono alternati i democristiani, i socialisti, i comunisti, i liberali, i missini... ed addio alla "unità nazionale". Anche in queste ultime elezioni abbiamo avuto in mano delle "schede/lenzuolo" con tanti di quei simboli che erano il chiaro segno che gli Italiani, come unità di popolo, non esistono affatto: ci sono gli italiani di destra e quelli di sinistra, i grillini e i berlusconiani, i centristi e i progressisti, i vendoliani e i montiniani... e la serie non è finita.

Per forza di cose, con a monte questa massa di dissociati, di gente sparpagliata, non si poteva attendersi che dalle urne scaturisse che una intricata "dissociazione" di governanti, per di più agguerriti gli uni contro gli altri... in barba dell'unità nazionale. Purtroppo i partiti ed i movimenti politici hanno sempre e solo lavorato per se stessi, e ciascuno ha fatto incetta di adesioni a se stessi come se stessi e non in nome dell'unità nazionale; ognuno voleva vincere per se stesso e come se stesso, e perciò il nepotismo di "casta" ha potuto far tanta strada lasciandosi dietro una massa di malcontenti che, addirittura a milioni, sono stati incapaci di scegliere col loro voto uno dei tanti proponenti/promettenti.

Io credo che all'interno di ciascun partito e di ciascun movimento che si dedica al "bene comune" si cominci a dare senso e contenuto al concetto di "unità nazionale italiana" - nel Trentino, per le prossime elezioni autunnali, al concetto di "unità provinciale del popolo trentino" - evitando il discredito sulle forze "concorrenti" per dedicarsi, invece, alla costruzione di strumenti capaci di costruire comunità di persone che sentono l'appartenenza alla stessa società, e altrettanto solerti nell'impegnarsi, in visione unitaria, a concepire e creare Enti Pubblici in cui non ci si contrappone gli uni agli altri, ma tutti insieme si cammina su un'unica strada comune: quella del servizio al bene dei cittadini.

quell'illuso del Musón