Giudicarie.com

il quotidiano delle Giudicarie

Thu06272019

Last update10:52:22 PM

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Strabiliante convergenza. Il paesaggio torna ad essere al centro dell'attenzione

78 Pimont alt- floriano menapace

Nel giro di poche settimane si è ripercosso nell'ambito delle Giudicarie il richiamo al "paesaggio": argomento della massima attualità.
Nella prima decade del mese, presso la Comunità di Valle, l'incontro del "Tavolo di confronto e consultazione" per la compilazione del "Piano Territoriale" con al centro dell'attenzione dei componenti la commissione "la mobilità sostenibile, la vivibilità dei centri abitati, il recupero dei volumi già costruiti, il metodo e gli indirizzi di fondo volti a favorire la competitività del settore turistico e di quello agricolo e zootecnico". Visione conclusiva dell'incontro, proiettata al futuro prossimo delle mete da conseguire tempestivamente e con perfetto e saggio equilibrio, "la ricerca di una maggiore integrazione dell'offerta delle Giudicarie, favorendo la creazione di un prodotto integrato che valorizzi le peculiarità delle diverse aree" comprensive del territorio e dell'intera popolazione.
Negli stessi giorni appariva su un quotidiano locale un articolo di Ugo Morelli che parlava del "Paesaggio da difendere" asserendo che «al centro c'è la voglia di uscire da un modo di intendere il territorio come sede di tutto quello che ci va di farci; l'ambiente come scontato e il paesaggio come contorno decorativo. Ma si sta anche andando, invece, verso una centralità del paesaggio come spazio per noi e per quanti vengono a visitarlo; l'ambiente come il contesto di cui siamo parte; il territorio come sede delle scelte responsabili coerenti con scelte sagge e ponderate».
E poi... la "botta" finale che è giunta addirittura dal nuovo Papa il quale ha parlato immediatamente dell'uomo ۫che deve amare e custodire il Creato, poiché «col Creato non sempre abbiamo un rapporto troppo bello»! Non era che l'eco lontana, ma ancora potente, della voce del poverello d'Assisi lanciata nel mondo con il suo "Cantico delle creature".
Una convergenza incredibile di visioni e di sollecitazioni, quasi impensabile in questo traballante momento, in cui l'apparato politico-amministrativo nazionale e provinciale sembrano incapaci di trovare la giusta rotta per portare la società - gli uomini e le donne del nostro tempo - verso il sereno ed universale godimento della Terra e delle sue risorse prospettato e finalizzato già nell'ideazione e nell'impostazione della Creazione.

quell'illuso del Musón