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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

All'inizio del nuovo mese... molti di noi stanno rivedendo il loro modo di vivere e di intendere la "modernità" non più come il tempo dello sperpero, ma come un ritorno a quel vivere parsimonioso che è stato alla base di intere generazioni

chi risparmia vive felice

Affrontare un nuovo mese... cosa significa? Certamente ognuno di noi si fa - magari anche inconsciamente - questa stessa domanda che ci si pone ad ogni cambio di luna da quando l'uomo ha legato la propria esistenza al lavoro dei campi ed all'allevamento del bestiame in simbiosi con la Natura seguendo, con la massima attenzione, il succedersi delle fasi lunari più che il sorgere ed il tramontare del sole.
Oggi ecco che ci troviamo ad affrontare la prima settimana d'aprile del 2013 con le sue intemperanze atmosferiche, ma ancor di più con le sue turbolenze socio-politiche che incidono negativamente sulla vita quotidiana di ogni cittadino. Mentre la Chiesa, grazie a Papa Francesco, è già sul cammino di una sua consistente riaffermazione di unità pastorale e di revisione organizzativa, lo Stato italiano si trova nel marasma di una situazione complessa e pericolosa, senza avere a disposizione Uomini e Donne capaci di risolvere la matassa aggrovigliata della sua ancora inesistente - eppur necessaria - unità nazionale.
Ed accade che ciascuno di noi, ad ogni inizio di mese, sembra trovarsi quasi "fermo" come ad un bivio o per confermare la direzione già presa per il proprio cammino o nella necessità di cambiare rotta di fronte a situazioni che improvvisamente vengono ad ostacolare la propria vita quotidiana. È proprio ciò che sta accadendo in tante famiglie anche giudicariesi dove è venuto a mancare il lavoro, dove le attività economiche segnano sempre più il meno anziché il più, dove magari è venuta a mancare l'occupazione sicura.

Si sente ripetere dagli anziani "sti agn"; ossia diventa ricorrente il riferimento specialmente alla prima metà del secolo scorso quando si doveva "risparmiare", quando si era parsimoniosi nelle spese quotidiane, quando il denaro era scarso e prezioso e la vita era impostata sulla massima attenzione a come lo si usava. Vi era - allora - più equilibrio in una quotidianità in cui il "progresso" non aveva ancora voce in capitolo e l'abbondanza non si sapeva neppure che cosa fosse. Fin da piccoli si era educati al "risparmio" inteso in tutta la gamma del suo significato, di modo che l'imprevisto anche peggiore era tenuto in considerazione in maniera da non esserne travolti.

È questo che il nuovo mese - questo strano e doloroso aprile 2013 - ci chiama a prendere in considerazione? In quante famiglie si comincia a fare i conti d'una quotidianità sempre più pesante e diventata difficile da affrontare? È questa l'atmosfera che sta per avvolgerci in questa primavera diventata così diversa ed astrusa dalle ultime primavere del passato? Non so se siano i miei 93 anni a pesarmi più del solito, o se siano invece le notizie che televisione e giornali ci mettono addosso attraverso tutto ciò che sembra andare a rotoli. Fa bene il Papa ed invitare i giovani a "non perdere la speranza", anzi a coltivarla meglio e più di prima; ma di sola speranza non si vive, per cui mi sembra che molti di noi stiano rivedendo il loro modo di vivere e di intendere la "modernità" non più come il tempo dello sperpero e della dissoluzione, ma come un ritorno a quel vivere parsimonioso che è stato alla base di infinite generazioni.

Forse sono considerazioni negative d'un povero vecchio illuso, che non aiutano certo a risolvere i problemi ancora insoluti; ma credo che questo "periodo di crisi" potrebbe risultare salutare per una riconsiderazione critica di quel "benessere" che tutti credevano splendesse come "il sole dell'avvenire"; ma non sempre le illusioni possono costituire il toccasana della vita.
quell'illuso del Musón