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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Comuni alla svolta: l'attualità e la "storia" della voce "Fusioni". Bersone-Praso-Daone, al lavoro per un comune unico

Bersone Praso Daone verso un comune unico fusione
Ormai è di unanime attualità la voce "fusione dei Comuni": ne parlano i giornali, ne fanno argomento dei loro articoli i commentatori, lo ricordano gli studiosi. In terra di Giudicarie, dopo la vicina fusione fra Bleggio Inferiore e Lomaso, sono alla ribalta identiche problematiche fra Sténico e Comano Terme, fra Dorsino e San Lorenzo in Banale, fra Castel Condino e Cìmego, fra Bersone-Praso-Daone. Le stesse forze impegnate in vista delle elezioni provinciali d'autunno nella loro discussione programmatica pongono lo stesso argomento in primo piano.
Sarebbe interessante trovare fra i nostri convalligiani dei testimoni di quanto è stato vissuto in Giudicarie nel periodo delle unificazioni fra il 1928 e il 1952, quando cioè i Comuni giudicariesi erano stati ridotti dai 64 ex austroungarici ai 17 del periodo fascista (poi ridotti a 16 nel 1934 con il distacco della Valvestino aggregata a Brescia) ossia.
Val Rendena, 5 Comuni: Pinzolo, Strembo, Spiazzo, Vigo Rendena, Villa Rendena.
Busa di Tione, 3 Comuni: Bondo-Breguzzo (o Comune d'Arnò), Ràgoli, Tione di Trento.
Valli di Bono, del Chiese e Valvestino, 5 Comuni: Condino, Pieve di Bono, Roncone, Storo, Turano (Valvestino).
Giudicarie Esteriori, 4 Comuni: Bleggio, Lomaso, San Lorenzo in Banale, Sténico.
Sono stati oltre trent'anni di vita amministrativa aggregata, contrassegnati anche dalla guerra, che tuttavia sembra non abbiano lasciato il segno, in quanto, a livello giuridico-amministrativo, non se ne è quasi mai sentito parlare; eppure ci devono essere state difficoltà od avversioni, o anche benefici ed adesioni ad un provvedimento che aveva alle spalle degli studi europei e che era stato addirittura sottoposto ad analisi politica addirittura a metà del secolo decimonono come risulta da un documento pubblicato ufficialmente a Trento il 29 novembre 1859 sulla auspicata e motivata "Concentrazione dei Comuni", intuita nella sua capacità di «promuovere e conservare il tanto ai nostri dì apprezzato e indispensabile equilibrio politico non solo in tutta Europa, ma ben anche nell'intera sfera mondiale».
Un discorso che ci riporta - in particolare - agli sforzi in corso nella Conca di Pieve di Bono dove, appunto, nel 1928 erano stati aggregati nel nuovo Comune di Pieve di Bono ben 9 Comuni: Agrone, Bersone, Cologna, Creto, Daone, Por, Praso, Prezzo, Strada. Poi, nel 1952, richiesero la propria autonomia soltanto Bersone, Daone, Praso e Prezzo mentre gli altri cinque centri cinque abitati accettarono di rimanere uniti nell'attuale Comune di Pieve di Bono. In quella zona, quindi, si sono avute specifiche esperienze di unificazione ed ora - dopo sessant'anni - ci si sta chiedendo se non sia giunto il momento di

dare ragione ad una soluzione che già era stata ritenuta corretta ed adeguata dal pensiero giuridico-politico di quasi un secolo fa, e prevista dai testi giuridici di due secoli fa.
La lettura della storia dovrebbe obbligare soprattutto gli amministratori pubblici (ed in particolare i movimenti politici che li propongono alle elezioni) ad inoltrarsi nelle pagine del passato per intuire le direttrici su cui viaggiare verso un avvenire che non può più continuare ad essere la ripetizione del passato, ma che deve viaggiare su nuove strade capaci di essere più facilmente percorribili dei sentieri e delle carrarecce del passato.

La materia non è facile; occorre conoscenza ed esperienza, e certamente anche nella Pieve di Bono ci dovrebbero essere persone valide capaci di mettere a disposizione la loro esperienza visivamente documentata da una situazione ancora in atto, poiché le cinque frazioni tuttora "fuse in un unico Comune" erano già state per quasi un secolo dei veri e propri Comuni autonomi. La stessa situazione la si trova in Val Rendena nel Comune di Spiazzo che dal 1928 è la "fusione" degli antichi tre Comuni di Borzago, Mortaso e Fisto-Chés, ed al Comune di Villa Rendena rimangono accorpati i Comuni di Javrè e di Verdesina; come nelle Giudicarie Esteriori restano "fusi" nel Comune di Sténico gli antichi Comuni di Premione, Sclemo e Seo. Situazioni da poter prendere in considerazione nella valutazione delle necessarie nuove "fusioni" che via via si renderanno necessarie date le sempre più diversificate situazioni geo-politiche del terzo Millennio.

quell'illuso del Musón