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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Comunità delle Giudicarie: dopo il Referendum... «Avanti tutta...»

Comunità delle Giudicarie - referendum abrogativo

Sono le 23 di questa diventata "fatidica domenica 29 d'aprile del 2012": la non affluenza alle urne per il referendum che chiedeva l'abolizione delle Comunità di Valle non ha raggiunto il quorum richiesto per la sua validità. Ciò vuol soltanto dire che chi di dovere deve mettercela tutta per far scomparire le incertezze che il 34 per cento dei Giudicariesi avevano nei riguardi del nuovo Ente, in cui il legislatore aveva poste tante speranze, ma che la popolazione anche delle periferie del Trentino non erano ancora riuscite a percepire nella pienezza della concezione stessa della nuova legge.

Il referendum ha avuto il merito di portare alla ribalta dell'opinione pubblica una problematica politico-amministrativa di alta valenza nella sua intuizione e nelle sue finalità, ma che nel primo anno di vita delle Comunità le popolazioni non sono state poste nella possibilità di venirne nella debita conoscenza. Il referendum ha fatto sì che se ne sia parlato, che giornali e televisione ne abbiano affrontato le varie problematiche, che persone competenti si siano impegnate e sondarne contenuti e finalità. Ora, però, bisogna avere l'onestà sociale, tutti insieme, di impegnarsi vicendevolmente ad attuarle nella pienezza delle loro potenzialità, con maggior tempestività e profondità da parte del legislatore e con maggiore incisività da parte di chi si è assunto l'impegno di farle nascere e crescere sia accettando di far parte delle singole assemblee, sia soprattutto accettando i gravosi impegni della presidenza e dei vari assessorati di giunta.

Il "remare contro" e lo stesso "frenare" i tempi di attuazione ostacolando la necessaria tempestività sono atteggiamenti che vengono a ledere i bisogni dei cittadini che hanno, invece, estremo bisogno che tutto ciò che era previsto dall'attuazione delle Comunità periferiche abbia ad attuarsi non solo nel migliore dei modi possibili, ma anche con l'impellente esigenza di accorciarne i tempi di attuazione.

Chi segue il logorante lavoro degli amministratori lodevolmente impegnati nelle Comunità sa che le difficoltà sono enormi, per un complesso di cause che non possono essere giudicate "colpe" attribuibili a qualcuno; certo è, tuttavia, che occorre maggior duttilità e maggiore tempestivo coraggio da parte de legislatore nel far sì che le Comunità entrino nel pieno di quella "autonomia di competenza" che ogni singola Vallata periferica trentina da troppi anni aspetta invano... fin dai tempi "sognati" negli anni Settanta con il Comprensorio.

Ai nostri "amministratori di Comunità delle Giudicarie"... auguri e buon lavoro carico dei frutti sperati da parte...

del Musón