1801: delibera della Comunità di Tione di vendere l’argenteria della Chiesa per soccorrere i poveri

Nel nome di Dio. Correndo l’anno di nostra salute mille ottocento e uno, indizione quarta, in girono di Domenica del mese d’Aprile, dico 12 Aprile 1801, in Tione ed in faccia alla casa Serafini, ove di solito viene congregato il pubblico Consiglio;

E per effetuare ciò furono nominati in procuratori Andrea Failoni, massaro, e Giacomo Salvaterra, presenti e tal peso accettanti e stipulanti, affine ed effetto di poter in nome della sudetta Comunità passare alla vendita dell’argenteria sudetta a chi che sia, per il prezzo che verrà convenuto, con facoltà di poter incassare il denaro e di poter fare ed aggire e tratare tutto ciò che sarà creduto opportuno e necessario dalli predetti procuratori, come se fosse sempre presente tutto il Consiglio e Reggenza sudeta di Tione; prometendo li sudeti consoli e massaro e giurati per la loro Comunità principale di avere il tutto che verrà apperato da detti procutatori fermo e rato; rinunciando perciò a qualunque eccezione ecc.; obligando ecc.; me notaro come publica persona stipulante; dandogli ecc.; concedendogli ecc.; ed accettante a nome di che ecc.

Io, Antonio Oradini, publico notaro di Tione, alle premesse cose fui sempre presente e quelle, pregato, ho scritto, letto e publicato. In fede di che mi sono quivi autenticamente sottoscritto, apposito ecc.

 

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In: Archivio della Curia Arcivescovile di Trento. Libro B 1801 n° 104 doc. 100.