Ieri la chiesa di Cimego ha accolto per l'ultimo saluto Pierino Bertini che dal 1980 al 1985 era stato anche sindaco. Una disgrazia tra le mura di casa se lo è portato via per sempre. Quel vano scala tra appartamento e piano di sotto gli è stato fatale. Una caduta nel vuoto e la disperata corsa al Santa Chiara dove è poi deceduto.
Aveva 77 anni ma non aveva mai trovato il tempo per farsi una famiglia. Un tempo si appoggiava alla sorella Silvana che però è deceduta anzitempo lasciando ai figli l'incombenza di continuare a lavorare con lo zio.
"La vita di ogni uomo - dice all'omelia il reverendo arciprete don Vincenzo Lupoli - come la vita di Pierino, è come un libro. Vi sono pagine piene di gioia e piene di colore e altre più grigie, in bianco e nero, più scure. Vi sono momenti che avresti voglia di rivivere e altri che non vorresti mai aver vissuto. La vita di ciascuno di noi, come la vita di Pietro, contiene domande, dubbi, incertezze che non trovano risposta".
.Il prete parla poi della morte di " fronte alla quale possiamo pensare che il viaggio è finito, che la destinazione è raggiunta e che non ci sia più nulla da sperare .
Ora Pietro vive in Dio una vita nuova e che non vedrà mai più il buio della sofferenza e della morte e soprattutto la ricompensa per una vita spesa nel lavoro. Il lavoro, e soprattutto quello creativo ha caratterizzato la vita di Pietro che ha saputo rimboccarsi le maniche . A voi carissimi famigliari tutti resta la certezza che ora in Paradiso, Pietro, vive una vita nuova dove, dialogando con Dio, troverà pace e risposte agli interrogativi di una vita ".