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Bondo, l' assessore Donata Oliana si dimette. Alla base, incomprensioni con il sindaco Bonenti. Sullo sfondo contrasti per la centralina

Bondo Valle del Chiese

Un'altra defezione per il comune di Bondo. Dopo le dimissioni rassegnate dodici mesi or sono dall'assessore al bilancio e patrimonio Gian Claudio Amistadi, anche Donata Oliana, assessore alle politiche sociali e all'istruzione, ha abbandonato l'esecutivo.
Le sue dimissioni sono arrivate sul tavolo del sindaco Giuseppe Bonenti, come un fulmine a ciel sereno. Le recenti chiusure da parte del primo cittadino di Bondo alla realizzazione di una centralina idroelettrica sul torrente Arnò, più volte sollecitata dal comune di Breguzzo, senza peraltro ottenere risposta da parte dell'amministrazione di Bondo, avevano suscitato molti malumori all'interno del già fragile esecutivo del piccolo comune chiesano. Non sembravano però tali da produrre lo strappo da parte della più votata alle ultime elezioni. Già il sindaco Bonenti, un anno fa, aveva dovuto provvedere alla surroga dell'assessore al patrimonio Gian Claudio Amistadi che se ne era andato sbattendogli la porta "per sopraggiunte incomprensioni" all'interno della giunta.
Amistadi era stato rimpiazzato dal consigliere Gaetano Bonenti. Oggi una nuova diatriba interna, mina un esecutivo segnato anche dalle recenti vicende della palestra da 4 milioni di euro ferma per il fallimento della ditta costruttrice e le palesi difficoltà a reperire i fondi per ultimare quella struttura ancora in attesa di un piano di utilizzo. L'uscita di scena dell'assessore Oliana che motiva la sua decisione con la palese difficoltà di dialogo tra lei e il primo cittadino, sta mettendo a dura prova l'amministrazione comunale, che a sei mesi dalla fine del mandato perde uno dei pezzi più importanti del suo esecutivo.
"Non avrei mai pensato dopo nove anni e a pochi mesi dalla fine del mandato di dover rassegnare le dimissioni" dice laconica Donata Oliana, che però non vuole entrare nei dettagli della decisione ("irrevocabile", peraltro) che giovedì scorso al termine dell'ennesima vivace riunione di giunta, l'hanno indotta a gettare la spugna. "Mi dispiace per i miei elettori – aggiunge – ma proseguire in quelle condizioni era davvero impossibile".
Come già aveva fatto Gian Claudio Amistadi, anche la dimissionaria assessora all'istruzione e alle attività sociali parla di impossibilità di confronto con il primo cittadino. "Che in giunta – dice – accetta il confronto. Ma poi va sulla sua strada su ogni cosa". In pratica la discussione c'è. Ma poi è quasi impossibile far cambiare a Bonenti la sua idea originaria. Da qui lo scontro. E l'abbandono. Dall'inizio della legislatura è il terzo consigliere che esce di scena a Bondo. Subito dopo le elezioni aveva rinunciato all'incarico Mario Colombo. I quindici consiglieri dell'unica lista presentata erano rimasti in quattordici. Poi la defezione di uno degli esponenti di peso come Amistadi, responsabile del bilancio. Oggi l'ennesima rinuncia. Che riduce a tre il numero degli assessori. Fino a un anno fa il sindaco Bonenti era il presidente della Conferenza dei sindaci delle Giudicarie. Dopo l'insuccesso della sua candidatura provinciale nelle fila del Patt (fino a pochi mesi prima era in forza all'Upt) ha però rassegnato le dimissioni da presidente, annunciando che voleva occuparsi solo del suo comune.