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Condino, dai lavoratori di Legno Più Case il grido di allarme: La Valle del Chiese, nella sua vocazione manifatturiera, sta scomparendo dalla geografia del lavoro. Butterini: Servono progetti di rilancio, conversione o ristrutturazione dell'economia

legno più case condino

"La Valle del Chiese, nella sua vocazione manifatturiera, sta scomparendo dalla geografia del lavoro! E' un declino che non va accettato passivamente! Dall'ennesimo dramma della Legno Più Case si parta per la ricostruzione di un futuro sereno fondato sul diritto al lavoro!". È questo il grido lanciato dal sindacato e dai lavoratori della Legno Più Case radunati in Municipio per chiedere alle istituzioni ed in particolare al sindaco di Condino Giorgio Butterini di farsi carico dei loro problemi e della loro difficile situazione.

«Chiediamo all'attuale proprietà della società un piano industriale serio che rilanci veramente la Legno Più Case, in un segmento di mercato, quello della bioedilizia e delle case in legno, che, pur in un contesto di grande crisi del comparto edile, è l'unico ad avere prospettive e margini di crescita» è il messaggio dei lavoratori. Inoltre «pretendiamo dalla istituzioni pubbliche, dai Comuni, dalla Comunità di Valle e dalla Provincia, di ripensare al modello di sviluppo della filiera del legno, di ricostruire le linee di una vera politica industriale per il settore, che parta dalla coltivazione del bosco per arrivare alla costruzione della casa chiavi in mano, in un'ottica sinergica di filiere corte all'interno di un distretto provinciale. Il legno è la materia prima su cui puntare per continuare a dare prospettive di sviluppo industriale, e quindi garantire lavoro alle famiglie della Valle del Chiese».

La speranza è di far nascere «maggiore consapevolezza attorno al dramma occupazionale vissuto dai dipendenti di Legno Più Case. Dramma che, prima di loro, altri lavoratori di altre aziende hanno subito e che, in assenza di strategie diverse e dell'attenzione delle amministrazioni pubbliche, toccherà inesorabilmente altre realtà produttive in futuro».

Puntuale la presa incarico del problema da parte delle istituzioni tramite il sindaco di Condino Butterini che ha espresso la propria solidarietà e il proprio impegno ai lavoratori: «Mi sono impegnato a richiedere un incontro con l'assessore Olivi e con i rappresentanti della comunità di Valle. L'intento è quello di capire se la proprietà ha effettivamente intenzione di investire in un piano di rilancio e se le amministrazioni pubbliche, in sinergia con l'imprenditoria possano elaborare un progetto di medio e lungo periodo per lo sviluppo o il consolidamento dell'economia delle Giudicarie e del basso Chiese in particolare, poiché le criticità riscontrate presso Legno Più sono comuni a quelle vissute da numerose aziende locali e purtroppo esistono i presupposti per ulteriori situazioni di criticità. Più che a interventi tampone, ripeto, dovremmo pensare a progetti di rilancio, conversione o ristrutturazione dell'economia locale, partendo magari dai settori strategici come quello riconducibile alla filiera del legno: lì, se c'è la volontà politica e convinzione da parte dell'imprenditoria, spazi potrebbero esservene».