Iva Berasi sui campi elettromagnetici a Condino: «Asilo a rischio»

antenne elettromagnetiche

Il pubblico ministero Guariniello apre un fascicolo in conseguenza della denuncia di un torinese che ritiene di aver contratto il cancro per le onde elettromagnetiche incamerate utilizzando il cellulare. Il problema degli effetti delle esposizioni elettromagnetiche è ancora aperto. L'agenzia internazionale della ricerca sul cancro, lo scorso anno aveva però messo in relazione il cancro al cervello con le onde elettromagnetiche sprigionate dal cellulare. Sta di fatto che se posso decidere quando e se, utilizzare il cellulare, la stessa cosa non avviene quando accanto a casa viene istallata un'antenna di telecomunicazione. E' quello che sta succedendo a Condino dove un'antenna Telecom alta 10 metri ancora non rimossa dal paese viene ora portata addirittura a 20 metri per istallarci altri trasmettitori.

Alcuni anni fa era il 2001 la battaglia in difesa della salute dei cittadini aveva impegnato la Giunta provinciale in un regolamento innovativo che obbligava i gestori di telefonia ad accordarsi con i Comuni per pianificare istallazioni di antenne lontano dai paesi. Nel dubbio sull'effettiva nocività delle onde elettromagnetiche la Giunta aveva giustamente scelto di applicare il principio di precauzione e vietare fonti di campi elettromagnetici accanto alle abitazioni ed in particolare accanto a luoghi pubblici ,scuole, asili, parchi gioco, case di riposo. I gestori si sono sempre appellati all'assenza di studi certi sull'entità del rischio ma l'esigenza di tutelare la salute pubblica pone i sindaci nell'obbligo di non attendere precisazioni ma agire con interventi di tutela. E fanno bene i cittadini a scendere in strada a difendere la propria salute e quella dei loro figli di fronte all'ostinazione di gestori che giustificando la pressante richiesta di servizio efficiente da parte dei possessori di cellulari rifiutano soluzioni di tutela rivendicando un diritto che va messo in discussione. La causa aperta a Torino è un segnale importante ed altre potrebbero essere aperte verso gestori che non sentono ragione e minacciano di richiedere cifre iperboliche per danni aziendali.

A Condino l'antenna Telecom è a 60 metri da una scuola materna sicuramente la documentazione aziendale rientra nei parametri di legge, i valori calcolati sulla potenzialità dell'antenna non su un pieno regime della stessa che si dirà non si verificherà mai. Accanto a luoghi dove le persone si fermano più di un'ora va applicata l'opzione zero perché quello elettromagnetico è un inquinamento subdolo, non si vede ma molti sono i medici e i ricercatori che mettono in guardia la popolazione dai danni possibili. È successo così anche per l'industria chimica, pensiamo all'amianto, e per l'industria del tabacco: quello che si riteneva innocuo o per lo meno non pericoloso, nel tempo si è dimostrato dannoso per l'uomo e si è dovuto correre ai ripari.

Contro l'intenzione di alzare l'antenna Telecom a Condino sono giustamente insorte le madri dei bambini, si è costituito un comitato affinche' quella antenna venga definitivamente tolta di mezzo applicando la prevenzione del pericolo e un responsabile atteggiamento di cautela di fronte a dati e posizioni scientifiche che non danno certezze.

La Giunta provinciale nel 2000 su proposta dell'assessore all'ambiente aveva approvato un regolamento restrittivo affrontando la fortissima opposizione di gestori di impianti che tendono a minimizzare gli effetti negativi. Purtroppo, in corso d'opera, il governo di centro-destra, dopo il 2001, con una legge promossa dal ministro Gasparri, ha risolto a modo suo la questione, elevando le soglie di pericolo e quindi mettendo «tutto in regola». Un po' come negli anni '80 era stato fatto con il decreto sull'atrazina nell'acqua dei pozzi della pianura padana: era troppa e i pozzi si dovevano chiudere. Si è preferito alzare la soglia di pericolo!

Gli abitanti di Condino hanno la mia solidarietà e non devono mollare, passare anche alle vie legali sorretti da un'amministrazione consapevole del pericolo. Sono passati 10 anni ,la Giunta provinciale riprenda in mano quel regolamento , faccia un censimento dei luoghi sensibili e torni ad applicare il principio di precauzione in tutte le situazioni come quella di Condino.

Iva Berasi, già assessore all'ambiente Pat