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Storo, qualità, cortesia e convenienza: la coop valle del Chiese si presenta con il nuovo comparto freschi

inaugurazione Coop valle del Chiese - foto Valentina Grassi 2

STORO. "Qualità, cortesia e convenienza" le parole ripetutamente pronunciate ieri pomeriggio a Storo in casa coop in occasione della inaugurazione del comparto fresco. Una innovazione sicuramente destinata a dare dei risultati ma anche qualche soddisfazione.
Per l'occasione dentro il punto vendita di Via Conciliazione né soste né interruzioni. La gente transita e fa provviste e all'ingresso inizia il cerimoniale. Molti vanno ad affollare il nuovo comparto dove le differenze sono parecchie.
"Quest'altro nuovo settore - ha detto il presidente della fondazione famiglia cooperativa Valle del Chiese Michele Pernisi - era il nostro obiettivo e gli sforzi saranno premiati". Su la stessa linea si pronunciano pure la sua vice Daniela Cortella e il rappresentante della Provincia Mario Tonina. Quest'ultimo ha anche aggiunto che "la base deve essere coinvolta onde poter dare un servizio maggiore".

inaugurazione Coop valle del Chiese - foto Valentina Grassi
A rappresentare l'amministrazione comunale oltre al sindaco Luca Turinelli anche gli assessori Poletti e Buetchiewietz nonché Ersilia Ghezzi in veste di vice presidente del consiglio comunale.
Pure Turinelli è espressione della cooperazione storese considerato che il nonno materno Marino Zontini dentro quella bottega c'era stato una vita. "A Storo la cooperativa è da sempre una istituzione e già negli anni 30 faceva servizio e anche credito. Al di là di tutto resta sempre un punto di riferimento per soci e compratori".
L'azienda, che in valle conta quattordici punti vendita, 52 dipendenti e 2.752 soci, ha di fatto tradizioni ultra solide.
Carlo Gualdi è considerato figlio d'arte e da poco più di un anno è il direttore. Dentro la sua famiglia quel mansionario lo hanno praticato sia il nonno che il padre. Erano partiti da Condino per poi approdare a Pinzolo dove alla cooperazione hanno tutti quanti poi dato molto nel farla crescere.
"Le idee e la voglia di fare non mancano attraverso questa innovazione - ha detto Gualdi - cercheremo di poter dare anche delle riposte".
Quindi è stata la volta della benedizione e del taglio del nastro. A espletare la parte religiosa il reverendo arciprete decano don Andrea Fava. Il sacerdote ha usato la metafora degli scaffali: Dovranno essere sempre adeguati e riforniti in modo da facilitare il cliente nelle provviste".
Poi una mega torta dentro la quale non solo creme ma la riproduzione di foto d'epoca relative alla coop. Altre sequenze in bianco e nero erano esposte all'ingresso le cui immagini riproponevano la bottega come si presentava negli anni 30.