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Storo, questa Asuc non s'ha da fare. Poca affluenza alla consultazione per il ripristino dell'ente per la gestione degli usi civici e delle proprietà collettive

Storo - 2016

STORO. Ieri a Storo solo il 25,2 per cento degli aventi diritto di voto ( 2.250) va alle urne e di conseguenza la consultazione per il ripristino del comitato ASUC finisce per decadere. Un dato sin troppo risicato considerato che per rendere valida la consultazione servivano circa 900 voti pari al 40 per cento.
A Storo paese il patrimonio silvo pastorale da gestire è di circa 6.630 ettari a fronte dei circa 800 che invece Darzo conta e che da parte sua continua ad amministrare come Asuc.
"Alle 20, ora di chiusura dei seggi, coloro che avevano esercitato il diritto di voto risultavano essere stati soli 468" è quanto ha comunicato l'avvocatessa Cristina Berti presidente di seggio. Ad affiancare la Berti c'erano il segretario Achille Zontini e come scrutatori Gino Domenico Lucchini e Ivan Nascimbeni.
Da mesi, comunque, un comitato di garanti si era impegnato affinché i beni di uso civico tornassero dopo 20 anni ad essere di nuovo amministrati dall'Asuc. Per l'occasione si erano raccolte oltre 500 firme utili ad indire la consultazione e successivamente era stato anche indetto un incontro pubblico al quale avevano partecipato sia Roberto Giovannini che Rodolfo Alberti rispettivamente presidente e segretario delle Asuc trentine. Ma non è stato sufficiente. (a.p.)