Storo, ragazzo compra auto su internet ma non trova né la Panda né il proprietario ma solo gli uffici della Polizia Locale

fiat panda seconda serie gpl usata 04STORO. Nel 1961 a Roma il povero Totò, in coabitazione con Nino Taranto, era riuscito a persuadere un turista italo - americano ad acquistare Fontana di Trevi. Allora, rispetto a quanto invece è avvenuto ieri l'altro a Storo, si trattava del film, Tototruffa di Pipolo e Castellano, la cui pellicola tanto era bella da vedere e raccontare che ha poi fatto il giro del mondo. Ma veniamo alla sequenza di ieri, per lo più approdata dentro il palazzo delle istituzioni storesi, dove si può trovare una qualche somiglianza con quello narrato dal celebre film. Un giovane bolognese G.B., con tanto di bonifico bancario, visura Aci e copia del documento di circolazione, arriva a Storo per ritirare la vettura Fiat Panda acquistata qualche giorno prima via Internet di cui però nel largo di quella piazza non c'è né sentore né traccia.
Ma all'indirizzo indicato un bell'edificio storico esiste, Palazzo Cortella, che però nulla ha a che fare con il fantomatico proprietario del veicolo bensì risulta invece essere da sempre la residenza di comune e da qualche anno a questa parte pure sede del corpo di Polizia locale.
Solo allora il venticinquenne bolognese incomincia a sospettare che qualcosa di strano in realtà stia per accadere. Tra le mani un documento di circolazione e rispettiva marca da bollo appiccicata, ma si tratta solo di una fotocopia taroccata. A tal punto l'acquirente incomincia a sospettare che l'affare che pensava di aver concluso rischia di avere soluzione spiacevole. La possibilità di rientrare nel capoluogo emiliano, non con la Panda ma piuttosto con l'auto con la quale era arrivato, incomincia allora diventare possibile.
Sorpresa, sconforto e delusione crescono nel ragazzo non appena salito nei piani alti del palazzo viene fatto accomodare in ufficio dal comandante. Mancava poco a mezzogiorno quando a tu per tu con il dottore Stefano Bertuzzi il compratore della utilitaria immatricolata nel 2003, pagata con bonifico bancario e originariamente appartenente ad un certo Cristian D'Adda si rende conto che procedure e compravendita non hanno i sospirati riscontri ma piuttosto rischiano di finire in cavalleria come poi puntualmente avviene. E' allora che Bertuzzi e colleghi si domandano se si tratta di uno scherzo o se invece l'interlocutore parla seriamente. Il ragazzo racconta nel dettaglio le procedure seguite, mostra il materiale cartaceo ma alla fine si deve pure lui persuadere che probabilmente è rimasto abbindolato.
La Fiat, dopo le immediate verifiche effettuate dagli stessi agenti e colleghe, in effetti esiste. Anzi un tempo apparteneva ad un fornaio che tutt'ora risiede a Monastero Vasco in provincia di Cuneo ma guarda caso che l'utilitaria ha però cambiato più volte intestatario e che al momento non si sa dove sia.