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Le fontane protagoniste a Tione. Presentato al Centro Studi Judicaria il progetto La via dei Lavandin

COPERTINA OPUSCOLO la via dei lavandn

La presentazione del Progetto storico-culturale de "La via dei Lavandin" avvenuta sabato 21 ottobre nell'auditorium del Centro Studi Judicaria, ci ha riportato nel passato, di quando la borgata di Tione era poco più di un villaggio. Di che si tratta? "È un insolito percorso che invita a conoscere la borgata tionese attraverso le tracce del passato che ancora sanno parlarci, rendendoci partecipi – attraverso le tradizioni – di un mondo antico e in parte sconosciuto".

Con questo incipit la Pro Loco di Tione apre la brochure che ci propone un viaggio attraverso le fontane (lavatoi) costruite verso la fine del 1800 in Tione. Manuela Ferrari, presidente della Pro Loco nel dare il saluto di benvenuto ha sottolineato l'importanza di questo progetto al quale ci ha lavorato per qualche anno l'architetto Aldo Marzoli, incaricato dall'amministrazione comunale per il ripristino urbanistico delle antiche fontane. La Ferrari ha aggiunto che la brochure che viene presentata è un anteprima, poiché sarà stampata in tre lingue italiano, inglese e tedesco e diffusa sia ai tionesi che ai visitatori 'turisti' che vorranno farsi una passeggiata attraverso il percorso proposto. Ha poi ringraziato Mario Antolini Musón, Gilberto Nabacino e Lorenzo Maffei per la loro preziosa collaborazione.

L'arch. Marzoli, quale tecnico, ha rilevato le principali modalità di recupero e ripristino di questi antichi lavatoi, dove in alcuni casi è stato necessario smontare i blocchi di granito e rimontarli o addirittura ridurli come misure per fare spazio ad eventuali parcheggi per le autovetture.
Il sindaco Mattia Gottardi, come amministratore ha messo in risalto sia l'aspetto storico che quello di riqualificazione urbana che in questi ultimi anni l'amministrazione ha caldamente voluto.
Gilberto Nabacino, storico tionese, ha segnalato - nel suo excursus storico – la presenza di ben tre acquedotti già nel lontano 1502: uno proveniente dal torrente Maftina per la frazione di Villa, Pleù e Sivrè, uno dalla sorgente Fontanella per la frazione di Càntes e uno proveniente da Bolbeno unicamente per la frazione di Brévine. È intervenuto anche lo storico per eccellenza: Mario Antolini Musón, che – data la sua conoscenza in questo ambito – ha sottolineato che le fontane un tempo erano 'vita', la gente ci andava con le bestie ad abbeverarle, mentre le donne trascorrevano il loro tempo alla fontana 'lavandin' a lavare i panni – evidenziava – Mario Antolini – e noi bambini o ragazzini giocavamo attorno alle fontane. Le fontane erano i nostri punti di ritrovo dove si parlava, si giocava... insomma erano 'Vita'. Mi auguro – ha poi concluso – che questo progetto non sia solo strutturale, ma possa farci scoprire la storia sì, lasciandoci coinvolgere nel ricordo del passato.

Ecco le fontane elencate nell'opuscolo con l'anno di costruzione:
Fontana di Brévine in piazza Marconi 1845
Fontana di Càntes 1840
Fontana "Lavandìn dei Borón" alle Ville Alte 1874
Fontana del "Bigolot", sempre alle Ville Alte accanto alla casa dei "Patilòta" 1882
Fontana in piazza della Villa (attuale piazza Luciano Manara) 1819 (ricostruita poi nel 1860)
Fontana dei "Scandolèr" (in via dei Salvadór) 1855
Fontana "Lavandìn én piaza dei Màzze" (attuale piazza Centrale alle Ville) 1820
Fontana "de piaza Pleù" – nella piazza Pleù 1819
Fontana di "Pleù-Sivrè" si trovava al centro delle due frazioni fino al 1870. Si ha notizia che fosse stata costruita nel 1846
Fontana "dé piaza Sivrè" 1871

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