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A Zuclo, la carne bio di Razza Rendena. La famiglia Artini da 4 generazioni nel mondo dell'allevamento

i torelli di razza rendena 1

Gli Artini, a Zuclo, fanno "bio" da quattordici anni, ma di allevamento si occupano ormai da quattro generazioni. Rino Artini, classe 1958, rimane una colonna dell'azienda, ma è Ivan, uno dei suoi due figli che ha iniziato a seguirne le orme, il presente che sta crescendo e il futuro che arriverà. artini rino gen14 - drRino è anche la memoria storica della famiglia: racconta di come suo padre decise di non abbandonare la campagna quando il mondo scandito dai tempi del lavoro nei campi cominciò a sgretolarsi sotto i colpi dell'industria che avanzava e un profitto per chi si occupava di agricoltura e allevamento che si assottigliava sempre di più. "Al tempo eravamo in tanti – ricorda Rino – anche in quindici nei campi, c'erano zii e zie, tutta la famiglia allargata. Avevamo tempo di pranzare e pure di fare merenda, oggi fatico a prendere il caffè". L'azienda si è ingrandita negli anni, fino all'ultimo ampliamento, quello dell'aprile 2013: una nuova stalla destinata ai vitelloni a pochi metri da quella principale della famiglia Artini.
Latte e carne, i prodotti che l'Azienda Artini commercia, ma non sono per tutti, perché Rino Artini ha le idee chiare su cosa significa fare agricoltura biologica: "È come una boutique: non la puoi riempire o produrre quantità esagerate, perché non funziona. E' di nicchia il mercato, di persone che cercano un prodotto di qualità e sono disposte a pagare qualcosa in più per riceverlo. E le stalle sono medio/piccole: sui grandi numeri è impossibile farlo". E il nocciolo, è tutto nei costi: la norma che impone uno svezzamento per i vitellini di 90 giorni tutto a latte vaccino, per esempio, invece che a latte in polvere, fa sì che già dopo tre mesi allevare un vitello bio costi il doppio rispetto ai metodi agricoli più diffusi. "Ci mettono di più ad essere svezzati – spiega Rino – ma restano più sani perché il latte vaccino li rende forti, quindi si risparmia qualcosa in cure".

E poi i costi del fieno e dei mangimi biologici sono molto elevati. "C'è da stare attenti oltretutto – continua Rino – perchè in tante aziende di mangimi si sono buttate sul bio, ma molte non sono affidabili. Il rischio di comperare prodotti che non rispettano invece i protocolli e nel caso di un controllo di vedersi ritirata la certificazione, c'è ed è concreto".

Costi e protocolli non sono però un deterrente: "Non c'è pubblicità migliore della mia carne e io devo essere sincero non fatico a commercializzarla, ho clienti fissi e me ne chiederebbero anche di più. Ma il bio ha i suoi tempi" ama ripetere l'allevatore di Zuclo, che rifornisce la macelleria Ballardini di Tione, qualche privato a patto che si prendano il capo intero – e così fanno alcuni gruppi di acquisto locali che si riforniscono da lui da qualche anno – e da molti anni gli chef del ristorante campigliano "Cascina Zeledria".

Il latte, l'altra produzione principale di Artini, viene conferito fino all'ultima goccia al Caseificio di Pinzolo.

Vitelli di pura Razza Rendena: una sperimentazione tutta bio
La Federazione Trentina degli Allevatori ha scelto l'Azienda Artini per avviare una sperimentazione di carne bio in Giudicarie sulla razza più rappresentativa del territorio.
Il 28 gennaio 2013 24 vitelli di pura razza Rendena provenienti da 8 stalle della valle, tutte bio, sono stati affidati agli Artini per lo svezzamento e l'ingrasso seguendo un protocollo biologico molto rigido vidimato dall'unione Europea. L'obiettivo della Federazione è quello di capire se può essere proficuo e sostenibile avviare una produzione di carne di razza Rendena bio in valle.
Padre e figlio ci mettono arte ed esperienza, ma stanno anche seguendo un piano di allevamento ben preciso, studiato dal prof. Stefano Bovolenta del Dipartimento di scienze agrarie e ambientali dell'Università di Udine e presentato pubblicamente agli allevatori con due collaboratori (M. Corazzin e D. Nervo) e da Giorgio De Ros del Centro per il trasferimento tecnologico della Fondazione Edmund Mach di S. Michele. Oltre allo svezzamento a latte vaccino per i primi tre mesi di vita dei vitelli, la dieta prosegue differenziata in due gruppi da 12: un gruppo viene alimentato a fieno e pisello proteico, gli altri 12 al posto del pisello hanno la soja biologica.

stalla artini gen14 - dr

"Il primo è una produzione italiana, biologica, ma ancora piuttosto costosa - spiegano i tecnici - mentre la soja è sempre più difficile da reperire, per questo proviamo anche il pisello proteico per valutare resa ed economicità del ciclo". Sono previsti 15 mesi per arrivare alla macellazione, nella struttura specializzata di Roncone quindi per la primavera nel punto vendita della Federazione si conta di avere un angolino speciale per la carne bio prodotta dagli Artini

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