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La piazza dei Giudicariesi

Elimina tutte le tracce

elimina tutte le tracce

Della pubblicità qua sopra, per par condicio, c'è anche una versione nella quale è una donna a stringere fra le mani lo strofinaccio che nasconde le tracce dell'omicidio di un uomo. Tranquillizza davvero la sensibilità al tema dell'uguaglianza di genere. Altre cose fanno invece ribrezzo.
Chissà che è passato nella testa dei professionisti della creatività che l'hanno ideata questa campagna pubblicitaria, dei vertici dell'azienda che l'hanno approvata, dei grafici che hanno passato ore a modificarne le immagini al pc, degli stampatori che si sono occupati di portarla da file su carta, di chi nella notte ha tappezzato di cartelloni la città di Napoli. In questo piccolo mondo di persone impegnate a produrre qualcosa di talmente brutto e inutile ci sarà stato qualcuno a pensare che non era il caso, per vendere uno strofinaccio, di sdoganare come prassi quotidiana l'omicidio?

Non lo sapremo mai con certezza: magari in azienda ci si sarà raccontato "meglio se ne parli male, piuttosto che non se ne parli proprio", il pubblicitario si sarà detto che "la provocazione è indice di genialità", grafici e stampatori avranno liquidato il tutto con un pensiero ben diffuso: "mica è responsabilità mia il contenuto, io eseguo e basta, faccio il mio lavoro". Tutte queste figure, legittimamente forse, si saranno giustificate nel loro silenzio all'interno degli schemi di una divisione del lavoro e del potere gerarchica, ma gli uomini e le donne che stanno dietro a tutti questi ruoli, come si giustificano?

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