Giudicarie.com

il quotidiano delle Giudicarie

Lun12182017

Last update11:13:26 PM

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

La piazza dei Giudicariesi

Nullatenenti, nullafacenti, nulla..

nulla immagine da gabrio.org

Sono due esemplari di persone diverse che mi sono venuti in mente leggendo le nauseanti e nauseabonde graduatorie degli incentivi al comparto edilizio.

I primi me li immagino nei loro uffici più o meno ampiamente finestrati, open space o loculi, giacche e cravatte, camicette e tacchi, scrivanie ordinate, pc acceso, un certo profumo di caffè che viene da in fondo al corridoio. Gente che gioca a calcetto, porta i figli a danza e a nuoto, fa aperitivo un paio di giorni alla settimana: a cosa avranno pensato quei dipendenti degli uffici provinciali che si sono occupati di redigere le regole sugli incentivi all'edilizia e ne hanno fatto quel che ne hanno fatto? Tutti soldatini, sottoposti, senza possibilità di sollevare un ma, un se, un'osservazione davanti a quello che - non potevano non saperlo e se non lo sapevano dove sta la competenza viene da chiedersi - sarebbe successo? Ecco, oltre agli assessori, dietro al disastro delle graduatorie mi sono venuti in mente loro: ombre che nessuno al ristorante o per strada riconosce, che nessun giornalista cita, pressa con qualche domanda, stressa di telefonate, loro il cui nome non compare mai sulle prime pagine e che mai saranno sottoposti a votazioni il cui esito potrebbe mandarli a casa.

Gli altri sono i benestanti e a volte più-che-benestanti i quali, metaforicamente parlando, chiedendo e ottenendo gli incentivi per i loro figli e mogli formalmente "nullatenenti" è come avessero trovato per terra un portafogli con una pensione minima dentro e se lo fossero intascato, bramando la prossima cena in un ristorante stellato.
George Orwell in un passaggio del suo meraviglioso libro sui suoi anni da barbone (Down and Out in Paris and London , 1933, ) parlava del suo amico Paddy, poveraccio affamato, di quando addocchiò una bottiglia di latte dimenticata sull'uscio di una porta e invece di rubarla per placare i morsi della fame la lasciò dov'era: "fu la paura – scrive Orwell – alimentata dalla fame, che lo fece restare virtuoso. Se solo avesse avuto due o tre lauti pasti nello stomaco, avrebbe trovato il coraggio di rubare il latte".

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Foto

Le ultime notizie 2

La BaKeKa