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Maso al Pont, una vetrina per il turismo e per i prodotti agricoli delle Esteriori

Maso al Pont, Stenico 

L'ultima di quelle case, in Giudicarie, ha retto a Tavodo fino all'aprile del 1969. Poi, come tutte le altre, è stata distrutta da un violento incendio. Aveva il tetto di paglia di segala. Era tipica di quella zona, dove viveva un'economia contadina patriarcale. Oggi, una struttura con le ste sse caratteristiche, rivive a Ponte Arche, lungo la SP 249. E' Maso al Pont. Ristrutturato dall'Asuc di Stenico. Ospiterà una vetrina dei prodotti della terra e della cultura locale. E non si esclude vi possa trovare sede anche l'Apt delle Terme. L'edificio, con il tipico tetto che per anni ha rappresentato l'abitazione tradizionale delle Giudicarie Esteriori, è in via di completamento. Dal settembre 2012 vi hanno lavorato alcune ditte specializzate, utilizzando le stesse tipologie costruttive di un tempo. Per la copertura sono stati usati i covoni di paglia di segala. Proprio come quelli che, unici in tutto il Trentino, hanno rappresentato i singolari tetti a grandi spioventi del Bleggio, del Banale. Dove i contadini del luogo essiccavano e conservavano le masserizie. La coltura della segale e l'abbondanza di boschi furono fattori decisivi per lo sviluppo di queste strutture rurali. Nella quali, la muratura si limitava alla parte bassa. Mentre sopra si ergevano ardite incastellature di legno contenenti l'aia e i depositi dei prodotti agricoli. E' con tali caratteristiche costruttive che a Ponte Arche, a ridosso del centro termale, è in via di ultimazione Maso al Pont. L'impermeabilizzazione e l'aereazione del sottotetto ovviamente hanno utilizzato criteri moderni. Ma, la copertura rispecchia le antiche abitazioni risalenti al 700 che, avevano nel tetto il tallone d'Achille. Nel 2009, su proposta della cooperativa agricola Copag - cui si sono accodati Apt, Ecomuseo, Parco Adamello -ha preso corpo l'idea di ristrutturarne un esemplare. L'edificio, di proprietà degli Usi Civici di Stenico, finanziato con 2.000.000 di euro dal Servizio Urbanistica della Provincia (il progetto è degli architetti Firmino e Alessandra Sordo) è alle fasi conclusive.

"Ora – dice il presidente dell'Asuc, Gianfranco Pederzolli – è tempo che ci si metta attorno a un tavolo, per verificare la disponibilità delle associazioni interessate, a concretizzare il progetto iniziale. Per questo, nei prossimi giorni, partiranno gli inviti per tutti i soggetti coinvolti". "Gli Usi Civici di Stenico – spiega Pederzolli – sono i proprietari dell'immobile. E si sono impegnati a metterlo a disposizione della comunità. Adesso, bisogna mettere in pratica la proposta della Copag, per trasformare il maso in una vetrina del turismo e dei prodotti della zona". "Se i propositi saranno mantenuti - aggiunge il presidente dell'Asuc – dalla prossima estate vi potranno prendere posto le esposizioni dei prodotti locali: da quelli agricoli, alle erbe officinali del Parco". Al progetto, che prevede pure sale di rappresentanza per la promozione del territorio termale, ha collaborato anche l'Università di Trento. Mancano solo alcune opere da falegname e le finiture all'impianto elettrico, conferma il presidente dell'Asuc. Poi le Giudicarie Esteriori disporranno di un modello di casa rurale, emblema di un passato remoto, destinato a diventare una grande esposizione promozionale dell'intero bacino territoriale.