Famiglia Cooperativa Brenta Paganella in assemblea nell'anno dei 120 anni dalla sua fondazione: 130 mila euro di utile su un fatturato di 9 milioni e mezzo di euro, ma soprattutto 48 dipendenti e 22 stagionali

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La Famiglia Cooperativa Brenta Paganella, nota per la produzione della Ciuìga del Banale, riunita in assemblea al Palacongressi di Andalo per l'appuntamento annuale con i soci. E' un anno speciale: ricorrono infatti i 120 anni dalla sua fondazione, fondazione alla quale partecipò attivamente anche Don Lorenzo Guetti, riconosciuto padre del movimento cooperativo trentino.
Era il 24 agosto del 1893 quando, in una San Lorenzo al tempo Curazia della Pieve del Banale, Don Antonio Prudel diede i natali alla famiglia cooperativa di San Lorenzo. Fu il nucelo primario di quella che oggi, dopo diversi acquisti e fusioni, è diventata la Brenta Paganella, cooperativa che con la sua ciuìga, certificata presidio slow food, detiene uno dei simboli più forti delle tradizioni e della storia del Banale. I soci sono chiamati stasera in assemblea per la tradizionale approvazione del bilancio e il rinnovo delle cariche. In primis, la presidenza, che vede attualmente in carica Ivo Cornella, il Collegio sindacale formato da Patrizio Donini (capo sindaco), Eduino Gabrielli e Pierluigi Bottamedi, nonché oltre un terzo del Consiglio di amministrazione, in particolare gli uscenti Ciro Bottamedi, di Andalo, Ivan Meneghini di Molveno, Werner Decarli di Spormaggiore e Silvana Merli di Sclemo. Tutti gli uscenti si ricandideranno.

Distribuiti in un territorio che va da Castel Belfort di Spormaggiore fino a Castel Campo, nel Lomaso, sono dieci i punti vendita della Famiglia, e impiegano 48 dipendenti e 22 lavoratori stagionali: Spormaggiore, Cavedago, Andalo, Andalo C+C, Fai della Paganella, Molveno, Campo Lomaso, Sclemo, Dorsino e San Lorenzo in Banale. Le cifre che verranno presentate venerdì ai 1750 soci della Brenta Paganella mostrano un utile di esercizio di 131.786 euro e un fatturato di circa 9 milioni e 455mila euro. La politica commerciale a favore di soci e clienti – cioè vendite in offerta e promozioni – ha registrato un incremento di 320mila euro rispetto all'anno precedente, per attestarsi a 1 milione e 629mila euro circa, generando un risparmio di 598mila e 448 euro. Il 10 per cento di sconto tradizionalmente riservato ai soli soci, è stato monetizzato in un beneficio di 67.802 euro. Diminuito il costo del personale, di circa 104mila euro rispetto all'esercizio precedente, per attestarsi sulla cifra di 1 milione e 660mila euro circa, quasi il 18 per cento del fatturato.