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Fusione San Lorenzo in Banale e Dorsino. Libera:«Dobbiamo essere protagonisti per non subire una decisione futura di altri. Rigotti: «Occorrerà tanta buona volontà e guardare al bene comune». Tonina: «Sogno un comune delle Esteriori»

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Qualche informazione era già arrivata alla popolazione, ma la scorsa sera è stata la prima nella quale i cittadini di San Lorenzo in Banale e Dorsino hanno avuto la possibilità di chiedere ai propri amministratori motivazioni e curiosità sul progetto di fusione che le due giunte in carica hanno avviato. C'è apertura da parte della popolazione, almeno dei presenti alla serata, e le domande sono estremamente concrete: dove saranno gli uffici? Che ne sarà del personale attuale? Come si chiamerà il nuovo comune? Ci sarà un vero risparmio? Il piccolo Dorsino perderà la sua identità per essere assorbito dal più popoloso San Lorenzo?

Di fatto, non sarà un cambiamento drastico per i due comuni del Banale che già hanno assieme scuola, Crm, ufficio tecnico e di segreteria oltre a diverse associazioni culturali.

Alessandro Ceschi, direttore del Consorzio dei Comuni ha anticipato i soggetti dei quali, prima o poi, dai cittadini arrivano sempre domande quando si parla di fusioni: caccia, Asuc e corpi dei vigili del fuoco. Sui vigili, la fusione non incide per nulla nel senso che non esiste obbligo di fusione fra i corpi; anche i cacciatori possono stare tranquilli perchè i rispettivi ambiti non verranno cambiati rispetto agli attuali; sulla gestione dei patrimoni frazionali le strade sono due: o si creano due Asuc, una per San Lorenzo e una per Dorsino, oppure i beni delle due frazioni verranno gestiti dal futuro comune ma comunque tenuti chiaramente separati. C'è poi la questione del nome. Le giunte hanno proposto quattro alternative in un sondaggio inviato ai propri cittadini: Comune d'Ambiez, Comune di Ponte sull'Ambiez, Comune di Ambiez nelle Dolimiti e Comune Alto Banale. Ma nuove proposte sono ben accette.

Perchè procedere a fusione quando tutto sommato San Lorenzo e Dorsino procedono bene anche separati e molto hanno già ottimizzato? Questo il quesito di fondo avanzato dal pubblico in sala. A rispondere, in primis l'assessore Carlo Daldoss, fresco di delega agli enti locali e alla prima uscita pubblica in Giudicarie: "Per mantenere i servizi che il Trentino è in grado di offrire, a fronte di un calo delle risorse evidente, ma anche di un patto di stabilità che di fatto rischia di bloccare l'attività amministrativa". Comuni più grandi, maggiore capacità di mantenere i servizi a fronte del blocco delle assunzioni e di realizzare opere pubbliche, questa l'equazione tracciata. "Per essere attori protagonisti invece di subire una decisione futura di altri" aggiunge il sindaco di Dorsino Giorgio Libera.

Il collega di San Lorenzo, Gianfranco Rigotti, ha ricordato l'unità storica dei due comuni ai tempi della Pieve del Banale e chiesto un onesto impegno: "Occorrerà tanta buona volontà – ha detto - ed intrinseca capacità di saper andare avanti insieme per il bene comune, insegnamento che mi auguro possa contraddistinguere il futuro".

Sulla falsariga anche l'intervento di Mario Tonina, rappresentante giudicariese in consiglio provinciale, che a margine non nasconde il sogno di un unico comune per le Esteriori. Volontà confermata anche dalla sindaca di Stenico Monica Mattevi, nonostante proprio il comune banalino per diverse volte si sia chiamato fuori in passato da ipotesi in questo senso. Che i tempi inizino ad essere maturi?

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Non è mancata dalla sala la critica, ormai è un po' come sparare sulla Croce Rossa, alle Comunità di Valle: dal pubblico qualche voce le abolirebbe, Daldoss risponde: "Problemi di gioventù della riforma istituzionale – ha detto Daldoss - certo come sono ora le Comunità sono difficili da difendere, ma con degli aggiustamenti diventeranno un luogo forte di decisione per le scelte del territorio, a quel punto saranno rispettate". Nessuna incompatibilità con le fusioni, anzi, per l'assessore meno comuni renderanno più snelli anche i processi decisionali delle Comunità.