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Comune unico San Lorenzo Dorsino. I sindaci: «I cittadini hanno capito che il bene comune è più importante del campanile. Una scelta di responsabilità e lungimiranza che potrà avere un effetto domino in tutto il Trentino»

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Una giornata al cardiopalma. Vissuta con grande apprensione da parte degli amministratori. Prima a Dorsino. Poi a San Lorenzo. Dove a metà pomeriggio l'affluenza alle urne non riusciva a schiodarsi da quel 40% raggiunto al secondo rilevamento giornaliero. Solo nell'ultima ora il sospiro di sollievo che ha permesso, non solo di avvicinare il quorum, ma di superarlo abbondantemente con un eloquente 61,82% e 460 "sì", contro solo 84 no. Diverso il film della giornata referendaria per Dorsino. Dove, a mezzogiorno, c'era il pessimismo più nero: solo l'8,47% si era recato alle urne, e i commenti negativi della vigilia facevano temere il peggio. Poi, d'un tratto, quelle scale irte e anguste che portavano ai seggi hanno cominciato ad animarsi. Alle 21.00, ora di chiusura della consultazione, gli esiti insperati. Il 73,44% degli aventi diritto era andato a votare, e i "sì" erano stati 260 contro 97 no. A quel punto il sindaco Giorgio Libera è potuto uscire dal silenzio in cui si era trincerato per tutta la giornata. Le dichiarazioni del giorno dopo, però, sono entusiasmanti, ed esulano dal risultato di ambito. Per proiettarsi su scala comprensoriale e provinciale.

Per Giorgio Libera, primo cittadino di Dorsino - il comune che in proporzione ha accumulato più no nel corso del referendum di ieri - le spicciole preoccupazioni gestionali del suo piccolo comune passano in secondo piano rispetto all'effetto domino che le consultazioni di domenica procureranno a tutto il Trentino. "La nostra – dice - è stata una scelta politica importante che non tarderà ad avere effetti positivi per tutta la provincia e tutti i comuni giudicariesi". A suo avviso, troppi, per poter essere gestiti in futuro con razionalità ed economia di scala. "A regime - dice il sindaco di Dorsino – il nostro comune supererà di poco i mille abitanti. Ma, in Giudicarie, ce ne sono almeno altri quattordici, con le stesse caratteristiche". Per questo il primo cittadino del Banale è grato ai suoi concittadini, che "hanno capito" e dato "un grande esempio di responsabilità e lungimiranza".

Il leitmotiv della troppa frammentarietà dei trentanove comuni in Giudicarie lo riprende anche Gianfranco Rigotti, sindaco di San Lorenzo in Banale che, grazie alla consultazione referendaria di due giorni or sono diventerà "San Lorenzo Dorsino", e sede di municipio. Rigotti, addirittura amplia il discorso a tutti i censiti dei comuni che domenica scorsa sono stati impegnati nel progetto di fusione. Da "Valdaone", a "Predaia". Riconoscendo a tutti un grandissimo senso di responsabilità e consapevolezza. "Hanno capito – dice – che il bene comune è più importante del campanile". E soprattutto, spiega, hanno guardato alle generazioni future: all'eredità che le amministrazioni e i cittadini di oggi lasceranno ai loro figli. Le trepidazioni di ieri hanno dunque lasciato posto alle riflessioni sui benefici di domani. Prima che i 1.164 abitanti di San Lorenzo diventino un tutt'uno, con il 435 di Dorsino, passerà ancora almeno un anno. Fino al 31 dodici le due distinte amministrazioni rimarranno in carica. Il Comune Unico entrerà in funzione con decorrenza 1° gennaio 2015. Da allora sarà un commissario ad accompagnare le due realtà amministrative al voto del maggio 2015, come in tutti i comuni trentini. Carte d'identità e passaporti manterranno la loro validità, fino a scadenza. I comuni provvederanno all'aggiornamento dei dati per i rapporti con gli enti pubblici, senza nessuna spesa a carico dei cittadini.