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San Lorenzo Dorsino, nella grotta di Collalto la manovra di esercitazione dei tecnici del soccorso di Trento, Vicenza e Verona

SOCCORSO ALPINO 1

Importante e suggestiva operazione congiunta da vari esponenti del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, noto semplicemente a tutti come soccorso alpino. Nei giorni scorsi la grotta di Collalto, nel comune di San Lorenzo Dorsino, è stata il palcoscenico di una simulazione di intervento da parte dei tecnici del soccorso di Trento, Vicenza e Verona, appartenenti alla VI Delegazione speleo Veneto – Trentino Alto Adige.
I partecipanti alla manovra hanno preso parte a un addestramento congiunto, simulando il recupero di un ferito nella grotta, situata all'imbocco della Val d'Ambiez. La cavità, che si spinge fino a 230 metri sottoterra, ha uno sviluppo reale di oltre cinque chilometri, come rilevato da Nicola Ischia del Gruppo speleologico SAT Arco nelle sue escursioni tra il 1980 ed il 1994. L'ingresso naturale si apre sul versante orientale del Col Alto, poi una breve condotta orizzontale-lunga un centinaio di metri-porta alla sommità del primo pozzo (22 m) con il quale si iniziano ad ammirare una serie di fessure verticali che scendono, 120 m più in basso, nelle gallerie basali del complesso.
Verso nord la grotta incrocia più volte la galleria artificiale dell'Enel, si riunisce alla Grotta della Condotta di Val d'Ambiez e si perde fra le quote 840 e 900 nei rami denominati Caterpillar e Gold One.
Si tratta dunque di una importante cavità, caratterizzata come detto da un primo tratto verticale particolarmente stretto e angusto che immette in una zona di gallerie che portano a ambienti di dimensioni davvero imponenti. È una grotta molto frequentata in inverno: l'unico periodo in cui è percorribile in totale sicurezza, a causa dello scorrimento idrico interno che la rende difficilmente percorribile nelle altre stagioni dell'anno.
Nei periodi primaverili, in modo particolare, questo tratto infatti è interamente allagato e battuto da violente correnti, al punto da strappare le corde dagli ancoraggi precedentemente fissati. Nel punto più basso è compresa la parte più intricata della grotta, un sistema di gallerie anastomizzate, disposte ad anello intorno al condotto principale e collegate a questo con pozzi e camini. Da tale intreccio di condotti si sviluppano due lunghe e importanti gallerie che si inoltrano nelle parti più interne del complesso: il Lunapark ed il Fantobus, la quale si arresta davanti ad una frana, a una quota di poco superiore a quella dell'ingresso. I tentativi di disostruzione della frana terminale, nella speranza di proseguire l'esplorazione di questo importante ramo, non hanno ancora portato gli effetti desiderati. Tornando all' esercitazione, va precisato che è stata incentrata sul recupero di un escursionista infortunatosi nel primo salone della grotta, posizionatosi ad alcune ore di progressione rispetto all'ingresso, il volontario è stato caricato su di una barella e trasportato fino alla base degli stretti pozzi verticali dell'entrata, il tutto in un clima di grande collaborazione tra i vari corpi.