Giudicarie.com

il quotidiano delle Giudicarie

Ven12062019

Last update08:01:19 AM

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

Feliz Navidad dalla Colombia

arcoiris en el resguardo

Hola amigos y amigas,
vi abbraccio! Un abbraccio con profondo affetto a ciascuno e ciascuna di voi dalla Colombia. Vi scrivo dal resguardo indigeno della comunità nonam di Santa Rosa de Guayacan, nel Basso Calima.

È una gioia grande scrivervi in questi giorni di festa, collegandomi così a voi e a tutti coloro che, in diverse parti del mondo, si preparano a celebrare il Natale. Ciascuno a suo modo, ciascuno coniugandolo con il proprio sentire e la propria visione del mondo.
In queste righe, vorrei raccontarvi della comunita' che mi ospita in questo momento, del territorio indigeno di Santa Rosa di Guayacan, della sua bella gente, regalarvi frammenti della sua storia e della sua quotidianita'. Attualmente, vivono qui 24 famiglie, molti bambini: una comunità indigena che da generazioni abita questa terra che è territorio collettivo. Vi si accede solamente via acqua, navigando lungo il Rio Calima. Oltre a questa comunità indigena, lungo il fiume vivono varie comunità afrodiscendenti (che, nel momento in cui vi scrivo, vivono una situazione di emergenza data dalle inondazioni che hanno allagato la maggioranza delle case, inondato i campi e causato quindi la perdita di gran parte del raccolto).
Nell'agosto 2010, i paramilitari sono entrati nel territorio del Rio Calima seminando terrore; hanno ucciso due persone e causato il desplazamiento di tutta la comunità indigena. Rapidamente tutte le famiglie nonam hanno dovuto lasciare le proprie case, le terre, i campi coltivati, i luoghi delle proprie radici,... e rifugiarsi nella vicina città portuaria di Buenaventura, crocevia di immensi interessi economici nazionali ed internazionali.
A Buenaventura le condizioni di vita erano durissime: mancanza d'acqua, spazi di vita ristrettissimi, senza terra da coltivare, senza gli aiuti necessari da parte dell'autorità pubblica,... due bambine sono morte in questo contesto per mancanza di attenzione medica.
La comunità ha quindi deciso di tornare alle proprie terre e, con l'accompagnamento della Comissione Interecclesiale di Giustizia e Pace (con cui sto collaborando in questo momento), dal 31 agosto 2011 è tornata a vivere nel resguardo.
Pur in una situazione che continua critica e con la difficolta' di dover rimettere in piedi tutte le attivita', la comunità ha ripreso la sua vita nel territorio collettivo, dichiarandolo "resguardo humanitario y biodiverso", ossia territorio esclusivamente di popolazione civile (a nessun attore armato e' consentito l'ingresso) che tutela la Madre Terra. Qui è tutta un'altra vita rispetto alla situazione da sfollati! È bello vedere i bambini giocare felici all'aperto e nuotare nel fiume, le madri dai lunghi capelli neri lavare i panni lungo la riva e allattare i più piccoli, gli uomini nelle canoe che buttano le reti sperando che i pesci vi si gettino numerosi.
Ci stiamo preparando al Natale, momento in cui le celebrazioni tradizionali del popolo nonam si uniscono con le ritualita' di origine cristiana, in un importante appuntamento che e' espressione della comunita' che si riunisce, si ritrova danzando la gioia dell'incontro e festeggia.
Sono felice di passare il Natale in questa comunità, con volti divenuti già amici che stanno difendendo i propri diritti e costruendo uno spazio di pace senza piegarsi alle logiche del conflitto che li vorrebbe costringere a lasciare questa terra nelle mani di chi vuole sviluppare mega progetti e sfruttare il territorio per ricavarne profitti (per pochi).
Prima di venire nel Basso Calima, sono stata nella regione del Meta, collaborando con comunita' campesinas che stanno difendendo gli acquedotti comunitari dal tentativo di privatizzazione. In un movimento planetario, ritrovo qui quanto grida il popolo italiano: acqua bene comune, acqua che non puo' essere ridotta a merce per arricchire pochi, acqua diritto di ogni uomo e donna.
Il 25 novembre, a Medellin del Ariari (municipio de El Castillo – Meta), c'e' stata una tappa importante in questo movimento di resistenza: il "Cabildo Abierto" per l'acqua come diritto umano ed ambientale, una sorta di consiglio comunale aperto, convocato su richiesta della comunita' organizzata che ha espresso in quella sede preoccupazioni e richieste. Vi ho partecipato con oltre 400 uomini e donne, per lo piu' contadini, in rappresentanza di tutte le comunita' che esigono sia rispettato il loro diritto a continuare a gestire comunitariamente gli acquedotti che portano l'acqua alle loro case, ai campi, agli animali. Sono acquedotti ne' privati ne' pubblici, sono comunitari.
Amici e amiche carissimi, da queste amate terre colombiane vi penso molto. Come va la situazione italiana? E la resistenza dei popoli, per l'acqua e per i diritti? A volte non e' facile farvi arrivare notizie, ne' riceverle (per esempio, qui nel resguardo l'elettricita' dipende dal generatore che accendiamo la sera e la connessione ad internet e' molto instabile, per cui riusciamo solo a leggere la posta, quasi mai a consultare siti di notizie internazionali). Vi ringrazio per il prezioso dono di ciascuno dei messaggi che mi avete scritto e che mi ha portato aria amica d'oltreoceano.
Dalla difesa dei beni comuni alla tutela della biodiversita', dalla denuncia della militarizzazione dei territorio alle azioni contro il saccheggio delle risorse naturali, dal rispetto di ogni cultura alla solidarietà come proposta politica di giustizia, dall'educazione come pratica di coscientizzazione alla memoria come impegno contro l'impunita',... in ogni mio, e nostro, passo in queste terre sento la profonda vicinanza con molti di voi. Camminiamo in sintonia ascoltando i battiti del cuore dell'unica umanità, cantiamo insieme il sogno del mondo.
L'altro giorno stavamo condividendo riflessioni sul Natale con un gruppo di amici e amiche, a partire dalla lettura del Vangelo fatta con gli occhi pieni delle lacrime, speranze e gioie dei popoli colombiani e latinoamericani: se Gesù nascesse oggi, dicevamo,... non c'è dubbio che nascerebbe di nuovo povero! Sarebbe forse ancora una volta desplazado (come 4 milioni di colombiani), costretto a fuggire alle violenze degli Erodi di oggi, cacciato di casa da coloro che vogliono impadronirsi della terra e delle sue risorse. Camminerebbe con i movimenti che difendono l'acqua, proclamandone la sacralità come dono di Dio. Si sporcherebbe le mani con i popoli che difendono la Madre Terra e se ne prendono cura con tenerezza. Avrebbe il volto di operaio e operaia, di campesino e campesina, di indio, di afrodiscendente, di rifugiato, di migrante, di rom,... probabilmente i ricchi e potenti gli sbatterebbero la porta in faccia, come duemila anni fa. Potrebbe nascere clandestino in un'Italia preoccupatamente xenofoba che fa carta straccia di molti diritti... Chissa' se ci sarebbe posto per questo Gesu' in tanti presepi sfavillanti!
Con queste riflessioni sparse, condivise con gli amici e le amiche delle comunita' di base con cui sto riscoprendo il Vangelo come messaggio profetico e rivoluzionario, speranza dei popoli, giungano a ciascuno di voi i miei migliori auguri per questo Natale. Auguri anche alle nostre comunita', perche' sappiamo essere comunita' accoglienti che celebrano ogni giorno il Natale del Gesu' che nasce oggi, che si fa uomo e donna e cammina con i popoli del mondo.
Auguri. Feliz Navidad.
Anna