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Contributi per il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici esistenti:per le Giudicarie pronti 4,2 milioni di euro

cappotto risparmio energetico

Sono aperti i termini per presentare, alla Comunità delle Giudicarie, domanda di finanziamento per interventi di miglioramento dell'efficienza energetica degli immobili esistenti. Le opere ammesse riguardano singole unità abitative, comprese le relative pertinenze, di proprietà del richiedente, costituenti la residenza del nucleo richiedente o interventi su immobili non accatastati quale unità abitativa ovvero su unità abitative non adibite a prima casa di abitazione.

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Integrazione, informazione ed equità al centro della riforma socio-sanitaria. Quattro i presìdi in Giudicarie; l'Ospedale di Tione sarà un nodo fondamentale nella rete ospedaliera trentina

ospedale di tione di Trento

Il 20 febbraio 2012 si è svolto presso la sede della Comunità delle Giudicarie il Consiglio per la Salute alla presenza di  22 rappresentanti delle amministrazioni locali, dei rappresentanti del tavolo territoriale Michele Pupillo, Daniela Braghini, Angela Collotta, Maria Grazia Scaglia, Giorgio Zappacosta, Daniela Braghini, e Mariano Failoni con Anna Pironi anche in rappresentanza della Commissione assembleare politiche sociali e sanitarie, asili nido e assistenza scolastica a fianco di Maria Chiara Rizzonelli e di Frida Rossaro per il Comitato di Coordinamento per l'Integrazione Socio-sanitaria.

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Nominata coordina-trice dell'Unione per il Trentino nelle Giudicarie Alessandra Sordo

alessandra Sordo coordinatrice Unione per il Trentino

Non era per nulla scontata la nomina di Alessandra Sordo a coordinatrice dell'Unione per il Trentino nelle Giudicarie, anzi. La giovane architetto di 32 anni Presidente della Commissione Assembleare dedicata al Piano Territoriale di Comunità ha avuto infatti di fronte Marcello Mosca, capogruppo dell'Unione per il Trentino nell'assemblea della Comunità di Valle e presidente del Golf Val Rendena.

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Al via il corso sulle cure di fine vita

cure palliative

Simpa e Format Trentino presentano il percorso formativo "Cure di fine vita tra ospedale, RSA e territorio", della durata di 80 ore, che inizia il 24 febbraio e termina il 9 giugno 2012, destinato a 50 professionisti sanitari attivi nel territorio delle Giudicarie, che ha l'obiettivo di migliorare le competenze cliniche, relazionali e di lavoro d'equipe dei professionisti che assistono i pazienti nella fase di fine vita, rinforzando la rete di relazioni professionali e di confronto tra colleghi appartenenti a diverse strutture territoriali. Il progetto mira ad alzare il livello di competenze presenti sul territorio al fine di garantire una maggiore qualità delle prestazioni sanitarie.

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Pistole sì, pistole no... pistole per cosa?Perchè dobbiamo avere una polizia municipale armata?

pistole polizia municipale

Pistole sì, pistole no. Questa la sostanza, ma le implicazioni dell'armamento della polizia municipale delle Giudicarie aprono questioni più complesse perché una volta che l'arma è nella fondina bisogna capire quando e come verrà estratta. Considerazioni che pare pochi consiglieri abbiano fatto in questi mesi in cui la convenzione per armare i vigili del Corpo di polizia locale delle Giudicarie è passata senza troppo clamore: dei quindici comuni interessati – quelli delle Esteriori, la Busa e la Rendena fino a Caderzone Terme - dodici l'hanno già approvata, Darè e Vigo Rendena non l'hanno ancora portata in consiglio e solo Villa Rendena ha dato parere negativo.

L'impressione che vi sia stata troppa superficialità nelle amministrazioni e nessun coinvolgimento dei cittadini su un tema tanto delicato ha portato il consigliere di minoranza di Preore Davide Ballardini a indire un incontro pubblico per parlarne e valutare l'opportunità di condurre una campagna di sensibilizzazione sul territorio in vista del rinnovo della convenzione in scadenza il 31 maggio prossimo. Tutto iniziò nel marzo 2011 quando il comune di Tione decise di rispondere all'esigenza espressa dai sindaci di avere un servizio di vigilanza notturna approvando il regolamento che, condizione indispensabile per pattugliare dopo le ore 22, stabilì la dotazione dell'arma per i vigili. Da novembre, dopo un corso di 36 ore e un'attività formativa interna di una decina di ore, 9 degli 11 vigili nostrani portano la pistola al fianco. Il dubbio sulle tempistiche sorge, e pensare che secondo la normativa nazionale sarebbero bastate le 36 ore: le ulteriori dieci fatte internamente dai vigili giudicariesi sono frutto di un accordo fra provincia e i vertici della forse di polizia.

Tant'è, a tre mesi dall'istituzione del servizio notturno il comandante del Corpo Carlo Marchiori riscontra una risposta positiva della cittadinanza: "ci hanno contattato più volte e in parecchi si sono informati su come chiamarci in caso di bisogno". Il servizio è però limitato a una sola notte a settimana di una sola pattuglia per tutto il territorio dei comuni convenzionati, e il monte ore è lo stesso di quando il servizio era solo diurno. Cioè, se si aggiungono ore di notte, si diminuiscono le ore di giorno. Davide Ballardini commenta: "Si è davvero risolto, se c'è davvero e ne dubito soprattutto nei piccoli comuni, il problema di vigilanza notturna? Non mi pare. In compenso le pistole ci sono anche di giorno".

Durante la serata sono stati illustrati i dati sulla criminalità elaborati da Transcrime - un servizio dell'Università di Trento che opera con l'Osservatorio sulla Sicurezza del Trentino – che raccontano di un tasso di criminalità già basso, e in discesa: sull'intero territorio delle Giudicarie i crimini nel biennio 2008/09 sono scesi del 18%, rispetto al biennio 2005/06, mentre quelli appropriativi hanno segnato un -8%. La tendenza per il 2011 era pure stata valutata come in calo, con diminuzioni del 15% nei reati violenti e del 3% nei reati appropriativi.

A fronte di una situazione che non appare grave i dubbi sulla dotazione di armi emersi l'altra sera fra i cittadini sono numerosi: serve per il tipo di reati che accadono in Giudicarie la possibilità di ricorrere alle pistole? Davvero vogliamo poter usare il potenziale distruttivo di un arma quando la stragrande maggioranza dei (limitati) crimini nostrani non coinvolgono armi? A problematiche sociali, non sarebbe più appropriato reagire con risposte sociali? E via chiedendo. Non ha invece dubbi il comandante Carlo Marchiori: "Se facciamo quello che fanno le altre forze che hanno l'arma è ovvio che anche la polizia municipale debba portarla, per dare un servizio ottimale alla popolazione, che lo sta apprezzando".

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