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Giudicarie, entro un mese 3 nuovi medici all'ospedale di Tione nei reparti di Medicina, Ortopedia e Radiologia

ospedale di tione nuovi medici

Torna nelle Giudicarie l'assessore alla sanità provinciale Luca Zeni, questa volta accompagnato dal direttore generale dell'Azienda sanitaria Paolo Bordon che invece ci arriva per la prima volta. Riunione con i primari dell'ospedale e i caposala, poi a seguire con gli amministratori locali: arrivano i promessi medici all'ospedale di Tione, saranno 3 le nuove figure che nel giro di un mese entreranno a far parte dell'organico tionese, una in Medicina, una in Ortopedia e una in Radiologia.

Per iniziare, secondo le promesse del protocollo siglato fra Provincia e Comunità delle Giudicarie qualche mese fa, sono attesi anche il primario di anestesia e un nuovo medico, sempre di anestesia, per arrivare ad un equipe completa di quattro elementi che garantirebbe sia l'attività chirurgica che di pronto soccorso. Su questo fronte di certo per il momento c'è il concorso per il primariato, fissato per il 26 agosto prossimo venturo e per il quale ieri sera si è detto che ci sono 11 candidati. Amministratori silenziosi in sala e palese soddisfazione della Comunità di Valle che ha guidato la mediazione quando i rapporti con Trento erano tutt'altro che sereni: "Il clima è cambiato significativamente – ha dichiarato il presidente della Comunità delle Giudicarie Giorgio Butterini – qualche mese fa eravamo in conflitto con la Provincia, oggi sono state concretizzate le procedure formali per l'assunzione di sei medici a potenziamento delle unità operative. Teniamo conto che delle criticità ci sono e vanno tenute in considerazione per il futuro e perché questo sia non la conclusione di un iter ma un fondamento e un inizio per il miglioramento dell'ospedale di Tione".

Fra gli aggiornamenti di ieri, che seguono scrupolosamente i dieci punti del protocollo di intesa, anche i lavori al nuovo pronto soccorso di Tione: "I lavori proseguono come da tabella di marcia – ha dichiarato l'assessore Luca Zeni – anzi anche più velocemente perché la ditta sta lavorando bene". Voce fuori da un coro per il resto chiuso in un silenzio soddisfatto dai primi concreti risultati del protocollo, il sindaco di Caderzone Terme Marcello Mosca, strenuamente contrario alla chiusura del punto nascite dell'ospedale di Tione, che ha portato in assemblea la voce di una cittadina: "Vi riporto solo una delle email che ho ricevuto – ha esordito Mosca – e indica il disagio che le partorienti giudicariesi vivono ora che devono andare a Trento o Rovereto e questo ha trasformato la nascita di un figlio, che dovrebbe essere il momento di maggiore felicità per una donna e una famiglia, in un momento di preoccupazione e disagio". La missiva è quella di una mamma che riporta il disagio di arrivare a Tione con le doglie, trovare un pronto soccorso dove, come letto da Mosca, " fossi stata in fin di vita sarebbero stati meno preoccupati, ma è normale perché non è un'infermiera in pronto soccorso a dover saper gestire un parto", vedere poi la ginecologa di turno chiamare Trento tre volte senza risposta e infine essere elitrasportata a Trento dove la raggiunge il marito e visto che non era ancora arrivato il momento, ritornarsene la sera in Giudicarie. "una fatica di una giornata in giro per Trento per capire il da farsi e vista la distanza decidere alla sera di ritornare a casa. Fossimo stati a Tione, saremmo andati a casa subito, con disagi molto minori anche per gli altri figli, i nonni e tutti noi". Un caso singolo, o magari una manciata di casi solo, lo riconosce lo stesso Mosca all'incontro, ma significativi a dimostrare che il servizio percepito dagli utenti non è così tranquillo come le positive notizie sui progressi nell'assunzione di personale farebbero credere. Una voce che, secondo Mosca, non va ignorata o liquidata con una scrollata di spalle. La proposta di Mosca: "Il punto nascite è stato chiuso – ha concluso - ma le partorienti giudicariesi siano trattate con i guanti e non subiscano disagi, solo questo si chiede. Per esempio si pensi ad un'accoglienza adeguata a Trento, sapendo che sono distanti minimo un'ora e a volte anche più rispetto alle loro famiglie e alla loro casa, dove magari hanno altri bambini dei quali occuparsi e un avanti e indietro da Trento o Rovereto per un falso allarme crea disagi e mancanza di serenità in un momento dove invece questa dovrebbe essere massima". Una proposta di predisporre un'accoglienza definita "molto interessante" dall'assessore Zeni.

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