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Stop alle guardie mediche di Tione e Madonna di Campiglio. Si punta ad un risparmio di 250mila euro annui

Assessore Luca Zeni

«Parlando di guardie mediche, spesso emerge un fraintendimento di fondo. Deve essere chiaro che queste figure non vanno consultate in caso di urgenza ed emergenza, ma semplicemente in assenza del medico di base. Per le urgenze esistono Pronto soccorso e 118». Queste le parole dell'Assessore alla Sanità Luca Zeni a commento del taglio alle guardie mediche sul territorio Trentino. 

Nel nuovo "piano di risparmio" i presidi territoriali delle guardie mediche subiscono una riduzione del 30% per un risparmio calcolato in 2,5 milioni di euro all'anno. In termini numerici si passa da 33 presidi sparsi sul territorio a 20 con due sedi (Malè ed Andalo) che diventano operative durante la stagione turistica, e da circa 150 guardie mediche operanti in Trentino si passa ad un centinaio.

Le ragioni delle decisioni di piazza Dante sono tutte nei numeri: secondo una disposizione nazionale che la Provincia ha recepito il apporto ottimale tra medici e bacino di utenza è di uno ogni 5.000 residenti, quindi è arrivato il mandato all'Azienda sanitaria di procedere alle riduzioni dove questo rapporto non era rispettato e indicare chi chiude e chi rimane fra gli ambulatori di continuità assistenziale provinciali: il Distretto Centro Sud, al quale le Giudicarie fanno riferimento, ha avuto una riduzione da 12 a 7 sedi, mentre i medici passano da 49 a 36. quindi decisa la chiusura di Tione, contando sulla presenza dell'ospedale e del suo pronto soccorso, e quello stagionale di Madonna di Campiglio – per una riduzione di 4 medici.

L'assessore Zeni ha portato a supporto dei tagli al servizio le cifre: in diciassette delle sedi distribuite sul territorio, nell'arco delle 12 ore di attività vengono registrati meno di 4 interventi – che comprendono la semplice telefonata, la visita ambulatoriale o a domicilio -, ma il costo connesso per il loro mantenimento è di 200mila euro annui, secondo i dati provinciali e dell'Azienda sanitaria. Un rapporto costo-beneficio non ritenuto più sostenibile in piazza Dante.

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