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Furti in abitazioni e in ospedale, i responsabili assicurati alla giustizia


scippo portafogli

La Stazione dei Carabinieri di Ponte Arche, dipendente dalla Compagnia di Riva del Garda, ha portato a termine negli ultimi giorni due attività investigative relative a furti commessi in abitazioni ed in ospedali del Trentino, riuscendo ad identificare i responsabili assicurandoli alla giustizia.
La prima attività di indagine ha riguardato un furto in abitazione verificatosi nel maggio dell'anno scorso a Stenico, quando tre donne, una delle quali minorenne, hanno asportato un portafogli ai danni di un anziano, entrando in casa approfittando del fatto che la vittima si stava intrattenendo nell'orto dell'abitazione lasciando la porta aperta.
Le ladre hanno poi utilizzato il bancomat per acquisti vari presso alcuni esercizi pubblici. Proprio l'utilizzo del bancomat ha consentito di individuare le donne, con le telecamere di sorveglianza dei negozi e dei bancomat utilizzati. Questo ha consentito alla Procura di Trento di mettere ai domiciliari una 43enne pregiudicata residente a Bressanone e una 23enne pregiudicata di origine ucraina residente a Trento.
Le donne dovranno rispondere di furto in concorso aggravato e continuato, unitamente a una ragazza di 15 anni che è stata deferita in stato di libertà alla procura per i Minorenni.
La seconda attività ha riguardato invece l'odioso fenomeno dei furti in ospedale. I Militari hanno iniziato le investigazioni partendo proprio da quello di un portafogli avvenuto all'interno di una camera dell'ospedale civile di Tione di Trento nel mese di gennaio 2017, in danno di una signora della zona in visita ad un anziano parente, e da alcuni prelievi bancomat fraudolenti effettuati tramite una tessera bancomat rubata in quella occasione.
La vittima si era rivolta al Comando della Stazione dei Car
i cui militari, dopo aver acquisito i fotogrammi delle sportello ATM, hanno da subito intuito di trovarsi a che fare con specialisti del settore: i prelievi erano stati infatti effettuati da un soggetto parzialmente travisato. Questa accortezza non è bastata però a nascondere l'identità di un pregiudicato veneziano di 50 anni.
I Militari, analizzando le registrazioni di numerosi sistemi di videosorveglianza, fra i quali quelli delle Giudicarie, sono riusciti ad individuare una piccola utilitaria utilizzata proprio dal pregiudicato. I passaggi hanno consentito anche di attribuire allo stesso, in concorso con la convivente di 47 anni , altri due furti perpetrati nel giro di pochi giorni, rispettivamente presso gli ospedali di Rovereto ed Arco.
Decisivi, per incastrare la coppia, oltre ai riscontri ottenuti tramite le predette registrazioni, sono stati i riconoscimenti fotografici ai quali sono stati sottoposti i pazienti e i sanitari che avevano avuto modo di notare la coppia nell'immediatezza dei furti.
I due, già gravati da numerosi precedenti proprio per odiosi furti commessi in ospedali in tutto il Nord Italia in danno di pazienti e loro familiari, avevano probabilmente scelto di operare in Trentino nella piena convinzione di essere pressoché sconosciuti alle Forze dell'Ordine, tanto da effettuare soste in alberghi del Garda con camere "vista lago".
Le risultanze investigative dei Carabinieri di Ponte Arche hanno invece consentito di identificare i due ed hanno convinto la Procura della Repubblica di Rovereto, al fine di scongiurare il protrarsi di tale attività delittuosa, ad emettere una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei due, i quali sono ora ristretti presso la Casa Circondariale di Venezia.

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