Giudicarie.com

il quotidiano delle Giudicarie

Ven12142018

Last update08:33:47 AM

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

Notizie dal Trentino

Consiglio Provinciale, nella prima seduta poche sorprese. Walter Kaswalder verso la Presidenza. L'elezione potrebbe arrivare martedì

IMG 1523

Poche sorprese, pochi interventi infuocati, poco pathos. Chi si attendeva i fuochi d'artificio durante la prima seduta della XVI Legislatura del Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Trento è rimasto deluso. L'esito finale - scontato - è stata il rinvio di una settimana con la conseguente mancata elezione dell'esponente di Autonomisti Popolari Walter Kaswalder alla Presidenza del Consiglio. L'ex presidente del PATT, schieratosi a sostegno di Maurizio Fugatti, non è stato momentaneamente eletto, a causa della mancanza del quorum. Sarebbe stata infatti necessaria la presenza in Aula di almeno 24 consiglieri su 35, mentre al momento del voto erano presenti i 21 consiglieri di centrodestra e la presidente provvisoria Lucia Coppola. La maggioranza fa quadrato intorno all'esponente autonomista, che potrebbe centrare l'elezione martedì prossimo, quando basterà la maggioranza assoluta.

INIZIO IN RITARDO - La "campanella" del primo giorno di scuola, prevista per le 10, suona con una ventina di minuti di ritardo. Tutti i consiglieri sono presenti; i giudicariesi nominati assessori Mario Tonina e Roberto Failoni sono sugli scranni della giunta, alla sinistra del Presidente della Provincia Autonoma di Trento Fugatti. Gli altri esponenti delle nostre valli sono in emiciclo. Mattia Gottardi a destra, tra il leader del suo partito Civica Trentina Rodolfo Borga (non ancora operativo nel suo ruolo di assessore) ed il consigliere di Forza Italia Giorgio Leonardi, mentre Alex Marini, del Movimento Cinque Stelle è accanto al collega Filippo Degasperi.

La presidente provvisoria Lucia Coppola (Futura) prende la parola augurando "buon lavoro a tutti, Giunta e Consiglio, con l'invito a tutti a lavorare fattivamente per il bene comune." L'assessore Mirko Bisesti (Lega) e il consigliere Luca Guglielmi (Fassa) ricoprono il ruolo di questori, e, verificata la presenza di tutti, coordinano il giuramento di tutti gli eletti.

PRIME SCHERMAGLIE - Alle 10.31 arriva il primo intervento ufficiale di questa XVI Legislatura. Lo pronuncia il giudicariese Alex Marini (M5S), che, ricorrendo all'articolo 17 del regolamento, invita a valutare l'opportunità che "il consigliere Bisesti ricopra il ruolo di questore, in quanto gli assessori non possono far parte di determinate commissioni e dell'ufficio di Presidenza." "Tale regolamento - risponde la presidente Coppola - si applica in regime di seduta ordinaria, qui non lo siamo".

LA LEGA PROPONE KASWALDER - Si entra nella fase cruciale della seduta, ovvero l'elezione del Presidente del Consiglio Provinciale. È la Lega, per bocca della consigliera Mara Dalzocchio, a mettere in campo per prima il nome di Walter Kaswalder, appoggiato da tutto il centrodestra. Su questa proposta prendono parola le opposizioni, che contestano, con gli interventi di Giorgio Tonini (Pd), Paolo Ghezzi (Futura), Filippo Degasperi (M5S) e Ugo Rossi (PATT) il metodo più che la persona. L'ex candidato del centrosinistra invita la maggioranza "ad un supplemento di riflessione, dovete avere un senso del limite, in quanto Fugatti ha vinto le elezioni con il 46%, non con la maggioranza assoluta. Serve maggior spirito democratico." Sulla stessa lunghezza d'onda tutte le opposizioni, con Ghezzi ad auspicare maggior dialettica.

PRIMA CHIAMA: NULLA DI FATTO - Le opposizioni, conseguentemente alle dichiarazioni di voto, escono dall'aula. Partecipano al voto quindi solo i 20 consiglieri di centrodestra, il presidente Fugatti e la presidente Coppola. Non ci sono quindi i 24 votanti richiesti, e la seduta viene rinviata alle 12.10. Si vocifera di fantomatici accordi tra Fugatti e i due esponenti Cinque Stelle (la vicepresidenza andrebbe a Degasperi in caso di presenza in aula durante la seconda chiama), ma poi il governatore viene avvistato al bar assieme a gran parte dei colleghi.

IL SIT-IN CONTRO LA VALDASTICO E LA MESTA CONCLUSIONE - Durante l'ora di sospensione i consiglieri si concedono alle domande dei cronisti, alle foto di rito e agli abbracci con amici e parenti. Un po' di movimento si genera all'esterno del Palazzo, dove una ventina di manifestanti organizzano un sit-in anti Valdastico. "Non è dimostrato - ci dice un promotore - che tale infrastruttura porterà un decremento di incidenti lungo la statale della Valsugana, che viene percorsa perlopiù da pendolari. Ci auguriamo di incontrare al più presto il presidente Fugatti e le opposizioni che sono sembrate più affini alle nostre idee."

IMG 1517

Nel palazzo intanto, i capogruppo di centrodestra fanno quadrato intorno a Kaswalder, mentre il PATT ed il centrosinistra continuano ad auspicare un maggior coinvolgimento delle opposizioni nel metodo. Non si fanno vedere gli esponenti Cinque Stelle, lasciando un po' di suspence sulla loro presenza alla seconda chiama. Presenza che non viene confermata alla ripresa dei lavori, che hanno il medesimo esito: 22 votanti su 24 necessari, con il consigliere Claudio Cia (Agire per il Trentini) ad offrirsi ironicamente per un secondo voto. La seduta viene rinviata dunque a martedì 27 novembre ad ore 11, quando a Kaswalder basterà la maggioranza assoluta per essere eletto.

KASWALDER RESTA IN CAMPO - Il candidato presidente non se la prende più di tanto per il rinvio di una settimana della sua ascensione allo scranno più alto dell'emiciclo. "Sono normali schermaglie tra maggioranza ed opposizioni - commenta ai nostri taccuini Walter Kaswalder - il mio nome resta in campo, ma non ne faccio una questione vitale. Ringrazio la maggioranza che mi ha sostenuto compatta e con la quale c'è già un ottimo affiatamento. Io non chiedo poltrone, ma considerando il mio passato amministrativo e politico e la mia esperienza il centrodestra ha ritenuto opportuno sostenere il mio nome." Se, contro ogni probabilità la sua elezione non si dovesse concretizzare, l'esponente autonomista non ne farebbe un dramma. "Per me non è una questione di poltrone - commenta - sono stato eletto consigliere questo mi basta; se poi dovesse arrivare un riconoscimento, in Provincia o in Regione sarebbe un qualcosa in più."