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Notizie dal Trentino

SconfinataMente, un viaggio tra musica, storie e culture di genti senza confini. Le riflessioni di Moni Ovadia concludono il percorso della "Via dei Parchi"

Moni-Ovadia-sconfinatamente
In una badia di San Lorenzo gremita in ogni ordine di posti s'è concluso ieri sera il progetto "Le Vie dei Parchi". "Sconfinatamente: un viaggio tra musica, storie e culture di genti senza confini", era il titolo scelto dagli organizzatori, perché sconfinati sono stati i sentieri percorsi da un'ottantina di giovani rumeni, calabresi e trentini lungo "Le Vie dei Parchi", un progetto promosso dalla Provincia autonoma di Trento, che s'è rivelato un piccolo laboratorio di dialogo grazie all'apporto di esperti di diversi settori della conoscenza. A scandire la serata ci sono state le riflessioni di Moni Ovadia, un testimone del camminare lento: l'eclettico artista ha alternato la sua narrazione con il suono del cymbalon di Marian Serban, uno dei più grandi virtuosi musicisti che suonino questo strumento.

Un anno fa, sempre nella chiesa di San Lorenzo, partivano "Le Vie dei Parchi" con le riflessioni dello scrittore Erri de Luca. Allora i dubbi erano molti sulla reale possibilità di portare a termine il progetto: ieri sera il cerchio s'è finalmente chiuso con una serata dedicata al racconto di un anno intenso di lavoro. Per questo gli organizzatori e i giovani partecipanti del progetto sono tornati proprio nel tempio civico della città di Trento, con il medesimo entusiasmo di dodici mesi fa, ma anche con la gioia e la certezza di avercela fatta.

Il progetto è stato un laboratorio a cielo aperto nel nome del dialogo per il confronto e dell'incontro tra culture, lingue e religioni diverse, che ha portato i partecipanti a sentirsi parte di una grande famiglia. I risultati di questa felice esperienza, promossa dalla Provincia autonoma di Trento attraverso l'Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili e l'Ufficio per le politiche giovanili, in collaborazione con l'IPRASE, sono oggi racchiusi in un libro dal titolo "SconfinataMENTE" e in un documentario "Le Vie dei Parchi" presentati nella serata di ieri sera alla chiesa di San Lorenzo, che emblematicamente si trova oggi incastrata tra due stazioni: non poteva esserci luogo più indicato per parlare di viaggi.

È toccato al giornalista e scrittore Mauro Neri condurre la serata. Dopo il benvenuto di Padre Giorgio Butterini, priore della Badia di san Lorenzo, è stata proiettata una piccola parte del documentario che racchiude l'esperienza di questi tre viaggi. È seguito l'intervento di Francesco Pancheri, direttore dell'Ufficio per le politiche giovanili, che ha portato il saluto del Presidente della Provincia autonoma di Trento. Presenti alla serata alcuni dei ragazzi calabresi e trentini, che hanno partecipato al progetto e soprattutto che hanno creduto nella possibilità di fare un turismo sostenibile fondato sul dialogo.
Mauro Neri ha poi ripreso la parola e ha condotto il pubblico nel mondo de "Le Vie dei Parchi". Lo scrittore trentino ha preso spunto dalle mille e mille fotografie scattate durante i tre trekking per far lavorare da un lato l'immaginazione, dall'altro le esperienze personali raccolte in tutta la sua vita, per tratteggiare alcune riflessioni liriche attorno ai temi centrali de "Le Vie dei Parchi". Tre le parole raccontate nella serata di ieri sera: piglia lo zaino e parti, il camminar lento e che cosa ci portiamo a casa.
Moni Ovadia ha quindi condotto il pubblico in un quarto viaggio, questa volta mentale, spirituale e letterario fatto di racconti, spiegazioni e anche ironia. Un viaggio nella storia ebraica, ma un viaggio anche interiore. Moni Ovadia, oltre ad essere oggi uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura della scena italiana e internazionale, è anche noto per il suo costante impegno politico e civile a sostegno dei diritti e della pace, per il quale ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, non ultimo nel 2012 il Premio del Presidente della Repubblica per la carriera artistica dedicata ai temi della pace e dell'integrazione delle culture. Ovadia più volte ha spiegato come il bello del viaggio sia il fatto che non finisca mai. È stato questo anche l'augurio degli organizzatori. "Questa sera – ha spiegato il direttore dell'ufficio per le politiche giovanili - per noi vuole essere un momento di arrivo di un percorso fatto, ma vuole essere anche un rilancio di un percorso che ripartirà, questa volta però con l'attivazione stessa dei giovani".
(g.z.)