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Notizie dal Trentino

Donald Trump è il neo presidente degli Stati Uniti

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Donald Trump sarà il nuovo presidente degli Stati Uniti. Questo dicono al momento i risultati della lunga notte elettorale americana. Dopo un lungo testa a testa il miliardario ha conquistato gli Stati più importanti per la corsa alla Casa Bianca. Suo l'Ohio, sua la Florida, suoi con ogni probabilità anche il Wisconsin e il Michigan, tradizionalmente – soprattutto il secondo – terreni di conquista dei democratici nella classe media e operaia. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'attuale articolo 70 della nostra Costituzione Italiana recita: "La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.".

E' un articolo semplice e chiaro di appena 9 parole. Volete sapere come cambierà?



Art. 10. (Procedimento legislativo) 1. L'articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente:

«Art. 70. -- La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all'articolo 71, per le leggi che determinano l'ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore di cui all'articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma.

Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all'esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L'esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all'articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all'articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d'intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all'esame della Camera dei deputati».

 

 

CAMERA DEI DEPUTATI
TESTO LEGGE COSTITUZIONALE
Testo di  legge  costituzionale  approvato in  seconda
votazione  a maggioranza assoluta,  ma  inferiore  ai due
terzi  dei  membri  di ciascuna  Camera, recante:
«Disposizioni  per  il  superamento  del bicameralismo
paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il
contenimento  dei  costi  di  funzionamento delle  istituzioni,
la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della
parte  II della Costituzione». (16A03075)
(GU n.88 del 15­4­2016)
Avvertenza:
Il testo della legge costituzionale e' stato approvato  dal  Senato
della Repubblica, in seconda votazione, con la  maggioranza
assoluta dei suoi componenti, nella seduta del 20 gennaio 2016, e
dalla Camera dei deputati, in seconda votazione, con la
maggioranza  assoluta  dei suoi componenti, nella seduta del 12
aprile 2016.
Entro tre mesi dalla pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  del
testo seguente, un quinto dei membri di una Camera, o
cinquecentomila elettori, o  cinque  Consigli  regionali  possono
domandare  che  si proceda al referendum popolare.
Il presente comunicato e' stato redatto ai sensi dell'art. 3  della
legge 25 maggio 1970, n. 352.
Capo I
MODIFICHE AL TITOLO I DELLA PARTE II DELLA
COSTITUZIONE
Art. 1.
(Funzioni delle Camere).
1. L'articolo 55 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 55. – Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e
del Senato della Repubblica.
Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere
promuovono l'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza.
Ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione.
La Camera dei deputati è titolare del rapporto di fiducia con il
Governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione
legislativa e quella di controllo dell'operato del Governo.
Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed
esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi
della Repubblica. Concorre all'esercizio della funzione legislativa nei
casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché
all'esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti
costitutivi della Repubblica e l'Unione europea. Partecipa alle
decisioni dirette alla formazione e all'attuazione degli atti normativi
e delle politiche dell'Unione europea. Valuta le politiche pubbliche e
l'attività delle pubbliche amministrazioni e verifica l'impatto delle
politiche dell'Unione europea sui territori. Concorre ad esprimere
pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla
legge e a verificare l'attuazione delle leggi dello Stato.
Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due
Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione».
Art. 2.
(Composizione ed elezione del Senato della Repubblica).
1. L'articolo 57 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 57. – Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque
senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque
senatori che possono essere nominati dal Presidente della
Repubblica.
I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e
di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i
propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci
dei Comuni dei rispettivi territori.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a due;
ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano ne ha due.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni si effettua, previa
applicazione delle disposizioni del precedente comma, in
proporzione alla loro popolazione, quale risulta dall'ultimo
censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti
resti.
La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi
delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformità
alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in
occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità
stabilite dalla legge di cui al sesto comma.
Con legge approvata da entrambe le Camere sono regolate le
modalità di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del
Senato della Repubblica tra i consiglieri e i sindaci, nonché quelle
per la loro sostituzione, in caso di cessazione dalla carica elettiva
regionale o locale. I seggi sono attribuiti in ragione dei voti espressi
e della composizione di ciascun Consiglio».
Art. 3.
(Modifica all'articolo 59 della Costituzione).
1. All'articolo 59 della Costituzione, il secondo comma è sostituito
dal seguente:
«Il Presidente della Repubblica può nominare senatori cittadini che
hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale,
scientifico, artistico e letterario. Tali senatori durano in carica sette
anni e non possono essere nuovamente nominati».
Art. 4.
(Durata della Camera dei deputati).
1. L'articolo 60 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 60. – La Camera dei deputati è eletta per cinque anni.
La durata della Camera dei deputati non può essere prorogata se
non per legge e soltanto in caso di guerra».
Art. 5.
(Modifica all'articolo 63 della Costituzione).
1. All'articolo 63 della Costituzione, dopo il primo comma è inserito il
seguente:
«Il regolamento stabilisce in quali casi l'elezione o la nomina alle
cariche negli organi del Senato della Repubblica possono essere
limitate in ragione dell'esercizio di funzioni di governo regionali o
locali».
Art. 6.
(Modifiche all'articolo 64 della Costituzione).
1. All'articolo 64 della Costituzione sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) dopo il primo comma è inserito il seguente:
«I regolamenti delle Camere garantiscono i diritti delle minoranze
parlamentari.
Il regolamento della Camera dei deputati disciplina lo statuto delle
opposizioni»;
b) il quarto comma è sostituito dal seguente:
«I membri del Governo hanno diritto, e se richiesti obbligo, di
assistere alle sedute delle Camere. Devono essere sentiti ogni volta
che lo richiedono»;
c) è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«I membri del Parlamento hanno il dovere di partecipare alle sedute
dell'Assemblea e ai lavori delle Commissioni».
Art. 7.
(Titoli di ammissione dei componenti del Senato della
Repubblica).
1. All'articolo 66 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente
comma:
«Il Senato della Repubblica prende atto della cessazione dalla carica
elettiva regionale o locale e della conseguente decadenza da
senatore».
Art. 8.
(Vincolo di mandato).
1. L'articolo 67 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 67. – I membri del Parlamento esercitano le loro funzioni
senza vincolo di mandato».
Art. 9.
(Indennità parlamentare).
1. All'articolo 69 della Costituzione, le parole: «del Parlamento»
sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati».
Art. 10.
(Procedimento legislativo).
1. L'articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 70. – La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle
due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre
leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle
disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze
linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di
cui all'articolo 71, per le leggi che determinano l'ordinamento, la
legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni
fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni
di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che
stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione
dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle
politiche dell'Unione europea, per quella che determina i casi di
ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore di cui
all'articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57,
sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo
comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120,
secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le
stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere
abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi
approvate a norma del presente comma.
Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati.
Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è
immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro
dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può
disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della
Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle
quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il
Senato della Repubblica non disponga di procedere all'esame o sia
inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la
Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può
essere promulgata.
L'esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno
attuazione all'articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di
dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di
legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni
proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei
suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a
maggioranza assoluta dei propri componenti.
I disegni di legge di cui all'articolo 81, quarto comma, approvati
dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della
Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro
quindici giorni dalla data della trasmissione.
I Presidenti delle Camere decidono, d'intesa tra loro, le eventuali
questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi
regolamenti.
Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio
regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare
osservazioni su atti o documenti all'esame della Camera dei
deputati».
Art. 11.
(Iniziativa legislativa).
1. All'articolo 71 della Costituzione sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) dopo il primo comma è inserito il seguente:
«Il Senato della Repubblica può, con deliberazione adottata a
maggioranza assoluta dei suoi componenti, richiedere alla Camera
dei deputati di procedere all'esame di un disegno di legge. In tal
caso, la Camera dei deputati procede all'esame e si pronuncia entro
il termine di sei mesi dalla data della deliberazione del Senato della
Repubblica»;
b) al secondo comma, la parola: «cinquantamila» è sostituita dalla
seguente: «centocinquantamila» ed è aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «La discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte
di legge d'iniziativa popolare sono garantite nei tempi, nelle forme e
nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari»;
c) è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla determinazione
delle politiche pubbliche, la legge costituzionale stabilisce condizioni
ed effetti di referendum popolari propositivi e d'indirizzo, nonché di
altre forme di consultazione, anche delle formazioni sociali. Con
legge approvata da entrambe le Camere sono disposte le modalità
di attuazione».
Art. 12.
(Modifica dell'articolo 72 della Costituzione).
1. L'articolo 72 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 72. – Ogni disegno di legge di cui all'articolo 70, primo
comma, presentato ad una Camera, è, secondo le norme del suo
regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera
stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale.
Ogni altro disegno di legge è presentato alla Camera dei deputati e,
secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una
Commissione e poi dalla Camera stessa, che l'approva articolo per
articolo e con votazione finale.
I regolamenti stabiliscono procedimenti abbreviati per i disegni di
legge dei quali è dichiarata l'urgenza.
Possono altresì stabilire in quali casi e forme l'esame e
l'approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni,
anche permanenti, che, alla Camera dei deputati, sono composte in
modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche
in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il
disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo
dei componenti della Camera o un quinto della Commissione
richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che
sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di
voto. I regolamenti determinano le forme di pubblicità dei lavori
delle Commissioni.
La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte
della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia
costituzionale ed elettorale, per quelli di delegazione legislativa, per
quelli di conversione in legge di decreti, per quelli di autorizzazione
a ratificare trattati internazionali e per quelli di approvazione di
bilanci e consuntivi.
Il regolamento del Senato della Repubblica disciplina le modalità di
esame dei disegni di legge trasmessi dalla Camera dei deputati ai
sensi dell'articolo 70.
Esclusi i casi di cui all'articolo 70, primo comma, e, in ogni caso, le
leggi in materia elettorale, le leggi di autorizzazione alla ratifica dei
trattati internazionali e le leggi di cui agli articoli 79 e 81, sesto
comma, il Governo può chiedere alla Camera dei deputati di
deliberare, entro cinque giorni dalla richiesta, che un disegno di
legge indicato come essenziale per l'attuazione del programma di
governo sia iscritto con priorità all'ordine del giorno e sottoposto alla
pronuncia in via definitiva della Camera dei deputati entro il termine
di settanta giorni dalla deliberazione. In tali casi, i termini di cui
all'articolo 70, terzo comma, sono ridotti della metà. Il termine può
essere differito di non oltre quindici giorni, in relazione ai tempi di
esame da parte della Commissione nonché alla complessità del
disegno di legge. Il regolamento della Camera dei deputati stabilisce
le modalità e i limiti del procedimento, anche con riferimento
all'omogeneità del disegno di legge».
Art. 13.
(Modifiche agli articoli 73 e 134 della Costituzione).
1. All'articolo 73 della Costituzione, il primo comma è sostituito dai
seguenti:
«Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un
mese dall'approvazione.
Le leggi che disciplinano l'elezione dei membri della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte,
prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di legittimità
costituzionale da parte della Corte costituzionale, su ricorso
motivato presentato da almeno un quarto dei componenti della
Camera dei deputati o da almeno un terzo dei componenti del
Senato della Repubblica entro dieci giorni dall'approvazione della
legge, prima dei quali la legge non può essere promulgata. La Corte
costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni e, fino ad
allora, resta sospeso il termine per la promulgazione della legge. In
caso di dichiarazione di illegittimità costituzionale, la legge non può
essere promulgata».
2. All'articolo 134 della Costituzione, dopo il primo comma è
aggiunto il seguente:
«La Corte costituzionale giudica altresì della legittimità
costituzionale delle leggi che disciplinano l'elezione dei membri della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica ai sensi
dell'articolo 73, secondo comma».
Art. 14.
(Modifica dell'articolo 74 della Costituzione).
1. L'articolo 74 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 74. – Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la
legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova
deliberazione.
Qualora la richiesta riguardi la legge di conversione di un decreto
adottato a norma dell'articolo 77, il termine per la conversione in
legge è differito di trenta giorni.
Se la legge è nuovamente approvata, questa deve essere
promulgata».
Art. 15.
(Modifica dell'articolo 75 della Costituzione).
1. L'articolo 75 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 75. – È indetto referendum popolare per deliberare
l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente
forza di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o
cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di
amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati
internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti gli elettori.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato
alla votazione la maggioranza degli aventi diritto o, se avanzata da
ottocentomila elettori, la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni
della Camera dei deputati, e se è raggiunta la maggioranza dei voti
validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum».
Art. 16.
(Disposizioni in materia di decretazione d'urgenza).
1. All'articolo 77 della Costituzione sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al primo comma, le parole: «delle Camere» sono sostituite dalle
seguenti: «disposta con legge»;
b) al secondo comma, le parole: «alle Camere che, anche se sciolte,
sono appositamente convocate e si riuniscono» sono sostituite dalle
seguenti: «alla Camera dei deputati, anche quando la funzione
legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere. La Camera
dei deputati, anche se sciolta, è appositamente convocata e si
riunisce»;
c) al terzo comma:
1) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « o,
nei casi in cui il Presidente della Repubblica abbia chiesto, a norma
dell'articolo 74, una nuova deliberazione, entro novanta giorni dalla
loro pubblicazione»;
2) al secondo periodo, le parole: «Le Camere possono» sono
sostituite dalle seguenti: «La legge può» e le parole: «con legge»
sono soppresse;
d) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«Il Governo non può, mediante provvedimenti provvisori con forza
di legge: disciplinare le materie indicate nell'articolo 72, quinto
comma, con esclusione, per la materia elettorale, della disciplina
dell'organizzazione del procedimento elettorale e dello svolgimento
delle elezioni; reiterare disposizioni adottate con decreti non
convertiti in legge e regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei
medesimi; ripristinare l'efficacia di norme di legge o di atti aventi
forza di legge che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi per
vizi non attinenti al procedimento.
I decreti recano misure di immediata applicazione e di contenuto
specifico, omogeneo e corrispondente al titolo.
L'esame, a norma dell'articolo 70, terzo e quarto comma, dei disegni
di legge di conversione dei decreti è disposto dal Senato della
Repubblica entro trenta giorni dalla loro presentazione alla Camera
dei deputati. Le proposte di modificazione possono essere deliberate
entro dieci giorni dalla data di trasmissione del disegno di legge di
conversione, che deve avvenire non oltre quaranta giorni dalla
presentazione.
Nel corso dell'esame dei disegni di legge di conversione dei decreti
non possono essere approvate disposizioni estranee all'oggetto o
alle finalità del decreto».
Art. 17.
(Deliberazione dello stato di guerra).
1. L'articolo 78 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 78. – La Camera dei deputati delibera a maggioranza assoluta
lo stato di guerra e conferisce al Governo i poteri necessari».
Art. 18.
(Leggi di amnistia e indulto).
1. All'articolo 79, primo comma, della Costituzione, le parole: «di
ciascuna Camera,» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei
deputati,».
Art. 19.
(Autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali).
1. All'articolo 80 della Costituzione, le parole: «Le Camere
autorizzano» sono sostituite dalle seguenti: «La Camera dei deputati
autorizza» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le leggi che
autorizzano la ratifica dei trattati relativi all'appartenenza dell'Italia
all'Unione europea sono approvate da entrambe le Camere».
Art. 20.
(Inchieste parlamentari).
1. L'articolo 82 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 82. – La Camera dei deputati può disporre inchieste su
materie di pubblico interesse. Il Senato della Repubblica può
disporre inchieste su materie di pubblico interesse concernenti le
autonomie territoriali.
A tale scopo ciascuna Camera nomina fra i propri componenti una
Commissione. Alla Camera dei deputati la Commissione è formata in
modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La
Commissione d'inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli
stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria».
Capo II
MODIFICHE AL TITOLO II DELLA PARTE II DELLA
COSTITUZIONE
Art. 21.
(Modifiche all'articolo 83 della Costituzione in materia di
delegati regionali e di quorum per l'elezione del Presidente
della Repubblica).
1. All'articolo 83 della Costituzione sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il secondo comma è abrogato;
b) al terzo comma, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: «Dal
quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti
dell'assemblea. Dal settimo scrutinio è sufficiente la maggioranza
dei tre quinti dei votanti».
Art. 22.
(Disposizioni in tema di elezione del Presidente della
Repubblica).
1. All'articolo 85 della Costituzione sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al secondo comma, le parole: «e i delegati regionali,» sono
soppresse e dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: «Quando
il Presidente della Camera esercita le funzioni del Presidente della
Repubblica nel caso in cui questi non possa adempierle, il Presidente
del Senato convoca e presiede il Parlamento in seduta comune»;
b) al terzo comma, il primo periodo è sostituito dal seguente: «Se la
Camera dei deputati è sciolta, o manca meno di tre mesi alla sua
cessazione, l'elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione
della Camera nuova».
Art. 23.
(Esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica).
1. All'articolo 86 della Costituzione sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al primo comma, le parole: «del Senato» sono sostituite dalle
seguenti: «della Camera dei deputati»;
b) al secondo comma, le parole: «il Presidente della Camera dei
deputati indice» sono sostituite dalle seguenti: «il Presidente del
Senato indice», le parole: «le Camere sono sciolte» sono sostituite
dalle seguenti: «la Camera dei deputati è sciolta» e la parola: «loro»
è sostituita dalla seguente: «sua».
Art. 24.
(Scioglimento della Camera dei deputati).
1. All'articolo 88 della Costituzione, il primo comma è sostituito dal
seguente:
«Il Presidente della Repubblica può, sentito il suo Presidente,
sciogliere la Camera dei deputati».
Capo III
MODIFICHE AL TITOLO III DELLA PARTE II DELLA
COSTITUZIONE
Art. 25.
(Fiducia al Governo).
1. All'articolo 94 della Costituzione sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al primo comma, le parole: «delle due Camere» sono sostituite
dalle seguenti: «della Camera dei deputati»;
b) al secondo comma, le parole: «Ciascuna Camera accorda o
revoca la fiducia» sono sostituite dalle seguenti: «La fiducia è
accordata o revocata»;
c) al terzo comma, le parole: «alle Camere» sono sostituite dalle
seguenti: «innanzi alla Camera dei deputati»;
d) al quarto comma, le parole: «di una o d'entrambe le Camere»
sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati»;
e) al quinto comma, dopo la parola: «Camera» sono inserite le
seguenti: «dei deputati».
Art. 26.
(Modifica all'articolo 96 della Costituzione).
1. All'articolo 96 della Costituzione, le parole: «del Senato della
Repubblica o» sono soppresse.
Art. 27.
(Modifica all'articolo 97 della Costituzione).
1. Il secondo comma dell'articolo 97 della Costituzione è sostituito
dal seguente:
«I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in
modo che siano assicurati il buon andamento, l'imparzialità e la
trasparenza dell'amministrazione».
Art. 28.
(Soppressione del CNEL).
1. L'articolo 99 della Costituzione è abrogato.
Capo IV
MODIFICHE AL TITOLO V DELLA PARTE II DELLA
COSTITUZIONE
Art. 29.
(Abolizione delle Province).
1. All'articolo 114 della Costituzione sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al primo comma, le parole: «dalle Province,» sono soppresse;
b) al secondo comma, le parole: «le Province,» sono soppresse.
Art. 30.
(Modifica all'articolo 116 della Costituzione).
1. All'articolo 116 della Costituzione, il terzo comma è sostituito dal
seguente:
«Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le
materie di cui all'articolo 117, secondo comma, lettere l),
limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, m),
limitatamente alle disposizioni generali e comuni per le politiche
sociali, n), o), limitatamente alle politiche attive del lavoro e
all'istruzione e formazione professionale, q), limitatamente al
commercio con l'estero, s) e u), limitatamente al governo del
territorio, possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello
Stato, anche su richiesta delle stesse, sentiti gli enti locali, nel
rispetto dei princìpi di cui all'articolo 119, purché la Regione sia in
condizione di equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio.
La legge è approvata da entrambe le Camere, sulla base di intesa
tra lo Stato e la Regione interessata».
Art. 31.
(Modifica dell'articolo 117 della Costituzione).
1. L'articolo 117 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 117. – La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle
Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti
dall'ordinamento dell'Unione europea e dagli obblighi internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello
Stato con l'Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei
cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed
esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari e assicurativi;
tutela e promozione della concorrenza; sistema valutario; sistema
tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci
pubblici; coordinamento della finanza pubblica e del sistema
tributario; perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali;
elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli
enti pubblici nazionali; norme sul procedimento amministrativo e
sulla disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche tese ad assicurarne l'uniformità sul
territorio nazionale;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia
amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale;
giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti
i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio
nazionale; disposizioni generali e comuni per la tutela della salute,
per le politiche sociali e per la sicurezza alimentare;
n) disposizioni generali e comuni sull'istruzione; ordinamento
scolastico; istruzione universitaria e programmazione strategica
della ricerca scientifica e tecnologica;
o) previdenza sociale, ivi compresa la previdenza complementare e
integrativa; tutela e sicurezza del lavoro; politiche attive del lavoro;
disposizioni generali e comuni sull'istruzione e formazione
professionale;
p) ordinamento, legislazione elettorale, organi di governo e funzioni
fondamentali di Comuni e Città metropolitane; disposizioni di
principio sulle forme associative dei Comuni;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi
internazionale; commercio con l'estero;
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento
informativo statistico e informatico dei dati, dei processi e delle
relative infrastrutture e piattaforme informatiche
dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere dell'ingegno;
s) tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici; ambiente
ed ecosistema; ordinamento sportivo; disposizioni generali e comuni
sulle attività culturali e sul turismo;
t) ordinamento delle professioni e della comunicazione;
u) disposizioni generali e comuni sul governo del territorio; sistema
nazionale e coordinamento della protezione civile;
v) produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell'energia;
z) infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di
navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza;
porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale.
Spetta alle Regioni la potestà legislativa in materia di
rappresentanza delle minoranze linguistiche, di pianificazione del
territorio regionale e mobilità al suo interno, di dotazione
infrastrutturale, di programmazione e organizzazione dei servizi
sanitari e sociali, di promozione dello sviluppo economico locale e
organizzazione in ambito regionale dei servizi alle imprese e della
formazione professionale; salva l'autonomia delle istituzioni
scolastiche, in materia di servizi scolastici, di promozione del diritto
allo studio, anche universitario; in materia di disciplina, per quanto
di interesse regionale, delle attività culturali, della promozione dei
beni ambientali, culturali e paesaggistici, di valorizzazione e
organizzazione regionale del turismo, di regolazione, sulla base di
apposite intese concluse in ambito regionale, delle relazioni
finanziarie tra gli enti territoriali della Regione per il rispetto degli
obiettivi programmatici regionali e locali di finanza pubblica, nonché
in ogni materia non espressamente riservata alla competenza
esclusiva dello Stato.
Su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in
materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda
la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la
tutela dell'interesse nazionale.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle
materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla
formazione degli atti normativi dell'Unione europea e provvedono
all'attuazione e all'esecuzione degli accordi internazionali e degli atti
dell'Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite
con legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del
potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potestà regolamentare spetta allo Stato e alle Regioni secondo le
rispettive competenze legislative. È fatta salva la facoltà dello Stato
di delegare alle Regioni l'esercizio di tale potestà nelle materie di
competenza legislativa esclusiva. I Comuni e le Città metropolitane
hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina
dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite,
nel rispetto della legge statale o regionale.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena
parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed
economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini
alle cariche elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni
per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con
individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi
con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi
e con le forme disciplinati da leggi dello Stato».
Art. 32.
(Modifiche all'articolo 118 della Costituzione).
1. All'articolo 118 della Costituzione sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al primo comma, la parola: «Province,» è soppressa;
b) dopo il primo comma è inserito il seguente:
«Le funzioni amministrative sono esercitate in modo da assicurare la
semplificazione e la trasparenza dell'azione amministrativa, secondo
criteri di efficienza e di responsabilità degli amministratori»;
c) al secondo comma, le parole: «, le Province» sono soppresse;
d) al terzo comma, le parole: «nella materia della tutela dei beni
culturali» sono sostituite dalle seguenti: «in materia di tutela dei
beni culturali e paesaggistici»;
e) al quarto comma, la parola: «, Province» è soppressa.
Art. 33.
(Modifica dell'articolo 119 della Costituzione).
1. L'articolo 119 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 119. – I Comuni, le Città metropolitane e le Regioni hanno
autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto
dell'equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare
l'osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti
dall'ordinamento dell'Unione europea.
I Comuni, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse
autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri e
dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile
al loro territorio, in armonia con la Costituzione e secondo quanto
disposto dalla legge dello Stato ai fini del coordinamento della
finanza pubblica e del sistema tributario.
La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di
destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante.
Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti assicurano
il finanziamento integrale delle funzioni pubbliche dei Comuni, delle
Città metropolitane e delle Regioni. Con legge dello Stato sono
definiti indicatori di riferimento di costo e di fabbisogno che
promuovono condizioni di efficienza nell'esercizio delle medesime
funzioni.
Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà
sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire
l'effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi
diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina
risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di
determinati Comuni, Città metropolitane e Regioni.
I Comuni, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio
patrimonio, attribuito secondo i princìpi generali determinati dalla
legge dello Stato. Possono ricorrere all'indebitamento solo per
finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di
piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli
enti di ciascuna Regione sia rispettato l'equilibrio di bilancio. È
esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti».
Art. 34.
(Modifica all'articolo 120 della Costituzione).
1. All'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, dopo le
parole: «Il Governo» sono inserite le seguenti: «, acquisito, salvi i
casi di motivata urgenza, il parere del Senato della Repubblica, che
deve essere reso entro quindici giorni dalla richiesta,» e sono
aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e stabilisce i casi di esclusione
dei titolari di organi di governo regionali e locali dall'esercizio delle
rispettive funzioni quando è stato accertato lo stato di grave
dissesto finanziario dell'ente».
Art. 35.
(Limiti agli emolumenti dei componenti degli organi regionali
ed equilibrio tra i sessi nella rappresentanza).
1. All'articolo 122, primo comma, della Costituzione, sono aggiunte,
in fine, le seguenti parole: «e i relativi emolumenti nel limite
dell'importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di
Regione. La legge della Repubblica stabilisce altresì i princìpi
fondamentali per promuovere l'equilibrio tra donne e uomini nella
rappresentanza».
Art. 36.
(Soppressione della Commissione parlamentare per le
questioni regionali).
1. All'articolo 126, primo comma, della Costituzione, l'ultimo periodo
è sostituito dal seguente: «Il decreto è adottato previo parere del
Senato della Repubblica».
Capo V
MODIFICHE AL TITOLO VI DELLA PARTE II DELLA
COSTITUZIONE
Art. 37.
(Elezione dei giudici della Corte costituzionale).
1. All'articolo 135 della Costituzione sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il primo comma è sostituito dal seguente:
«La Corte costituzionale è composta da quindici giudici, dei quali un
terzo nominati dal Presidente della Repubblica, un terzo dalle
supreme magistrature ordinaria ed amministrative, tre dalla Camera
dei deputati e due dal Senato della Repubblica»;
b) al settimo comma, la parola: «senatore» è sostituita dalla
seguente: «deputato».
Capo VI
DISPOSIZIONI FINALI
Art. 38.
(Disposizioni consequenziali e di coordinamento).
1. All'articolo 48, terzo comma, della Costituzione, le parole: «delle
Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei
deputati».
2. L'articolo 58 della Costituzione è abrogato.
3. L'articolo 61 della Costituzione è sostituito dal seguente:
«Art. 61. – L'elezione della nuova Camera dei deputati ha luogo
entro settanta giorni dalla fine della precedente. La prima riunione
ha luogo non oltre il ventesimo giorno dall'elezione.
Finché non sia riunita la nuova Camera dei deputati sono prorogati i
poteri della precedente».
4. All'articolo 62 della Costituzione, il terzo comma è abrogato.
5. All'articolo 73, secondo comma, della Costituzione, le parole: «Se
le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti,
ne dichiarano» sono sostituite dalle seguenti: «Se la Camera dei
deputati, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ne dichiara».
6. All'articolo 81 della Costituzione sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al secondo comma, le parole: «delle Camere» sono sostituite
dalle seguenti: «della Camera dei deputati» e la parola: «rispettivi»
è sostituita dalla seguente: «suoi»;
b) al quarto comma, le parole: «Le Camere ogni anno approvano»
sono sostituite dalle seguenti: «La Camera dei deputati ogni anno
approva»;
c) al sesto comma, le parole: «di ciascuna Camera,» sono sostituite
dalle seguenti: «della Camera dei deputati,».
7. All'articolo 87 della Costituzione sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al terzo comma, le parole: «delle nuove Camere» sono sostituite
dalle seguenti: «della nuova Camera dei deputati»;
b) all'ottavo comma, le parole: «delle Camere» sono sostituite dalle
seguenti: «della Camera dei deputati. Ratifica i trattati relativi
all'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, previa
l'autorizzazione di entrambe le Camere»;
c) al nono comma, le parole: «dalle Camere» sono sostituite dalle
seguenti: «dalla Camera dei deputati».
8. La rubrica del titolo V della parte II della Costituzione è sostituita
dalla seguente: «Le Regioni, le Città metropolitane e i Comuni».
9. All'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, dopo le
parole: «, delle Province» sono inserite le seguenti: «autonome di
Trento e di Bolzano».
10. All'articolo 121, secondo comma, della Costituzione, le parole:
«alle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «alla Camera dei
deputati».
11. All'articolo 122, secondo comma, della Costituzione, le parole:
«ad una delle Camere del Parlamento» sono sostituite dalle
seguenti: «alla Camera dei deputati».
12. All'articolo 132, secondo comma, della Costituzione, le parole:
«della Provincia o delle Province interessate e» sono soppresse e le
parole: «Province e Comuni,» sono sostituite dalle seguenti: «i
Comuni,».
13. All'articolo 133 della Costituzione, il primo comma è abrogato.
14. Il comma 2 dell'articolo 12 della legge costituzionale 11 marzo
1953, n. 1, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
«2. Il Comitato di cui al comma 1 è presieduto dal Presidente della
Giunta della Camera dei deputati».
15. Alla legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) l'articolo 5 è sostituito dal seguente:
«Art. 5. – 1. L'autorizzazione prevista dall'articolo 96 della
Costituzione spetta alla Camera dei deputati, anche se il
procedimento riguardi altresì soggetti che non sono membri della
medesima Camera dei deputati»;
b) le parole: «Camera competente ai sensi dell'articolo 5» e
«Camera competente», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle
seguenti: «Camera dei deputati».
16. All'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2,
al primo periodo, le parole: «da questo in seduta comune delle due
Camere» sono sostituite dalle seguenti: «da ciascuna Camera» e le
parole: «componenti l'Assemblea» sono sostituite dalle seguenti:
«propri componenti»; al secondo periodo, le parole: «l'Assemblea»
sono sostituite dalle seguenti: «di ciascuna Camera».
Art. 39.
(Disposizioni transitorie).
1. In sede di prima applicazione e sino alla data di entrata in vigore
della legge di cui all'articolo 57, sesto comma, della Costituzione,
come modificato dall'articolo 2 della presente legge costituzionale,
per l'elezione del Senato della Repubblica, nei Consigli regionali e
della Provincia autonoma di Trento, ogni consigliere può votare per
una sola lista di candidati, formata da consiglieri e da sindaci dei
rispettivi territori. Al fine dell'assegnazione dei seggi a ciascuna lista
di candidati si divide il numero dei voti espressi per il numero dei
seggi attribuiti e si ottiene il quoziente elettorale. Si divide poi per
tale quoziente il numero dei voti espressi in favore di ciascuna lista
di candidati. I seggi sono assegnati a ciascuna lista di candidati in
numero pari ai quozienti interi ottenuti, secondo l'ordine di
presentazione nella lista dei candidati medesimi, e i seggi residui
sono assegnati alle liste che hanno conseguito i maggiori resti; a
parità di resti, il seggio è assegnato alla lista che non ha ottenuto
seggi o, in mancanza, a quella che ha ottenuto il numero minore di
seggi. Per la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, può
essere esercitata l'opzione per l'elezione del sindaco o, in
alternativa, di un consigliere, nell'ambito dei seggi spettanti. In caso
di cessazione di un senatore dalla carica di consigliere o di sindaco,
è proclamato eletto rispettivamente il consigliere o sindaco primo
tra i non eletti della stessa lista.
2. Quando, in base all'ultimo censimento generale della popolazione,
il numero di senatori spettanti a una Regione, ai sensi dell'articolo
57 della Costituzione, come modificato dall'articolo 2 della presente
legge costituzionale, è diverso da quello risultante in base al
censimento precedente, il Consiglio regionale elegge i senatori nel
numero corrispondente all'ultimo censimento, anche in deroga al
primo comma del medesimo articolo 57 della Costituzione. Si
applicano in ogni caso le disposizioni di cui al comma 1.
3. Nella legislatura in corso alla data di entrata in vigore della
presente legge costituzionale, sciolte entrambe le Camere, non si
procede alla convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo del
Senato della Repubblica.
4. Fino alla data di entrata in vigore della legge di cui all'articolo 57,
sesto comma, della Costituzione, come modificato dall'articolo 2
della presente legge costituzionale, la prima costituzione del Senato
della Repubblica ha luogo, in base alle disposizioni del presente
articolo, entro dieci giorni dalla data della prima riunione della
Camera dei deputati successiva alle elezioni svolte dopo la data di
entrata in vigore della presente legge costituzionale. Qualora alla
data di svolgimento delle elezioni della Camera dei deputati di cui al
periodo precedente si svolgano anche elezioni di Consigli regionali o
dei Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano, i
medesimi Consigli sono convocati in collegio elettorale entro tre
giorni dal loro insediamento.
5. I senatori eletti sono proclamati dal Presidente della Giunta
regionale o provinciale.
6. La legge di cui all'articolo 57, sesto comma, della Costituzione,
come modificato dall'articolo 2 della presente legge costituzionale, è
approvata entro sei mesi dalla data di svolgimento delle elezioni
della Camera dei deputati di cui al comma 4.
7. I senatori a vita in carica alla data di entrata in vigore della
presente legge costituzionale permangono nella stessa carica, ad
ogni effetto, quali membri del Senato della Repubblica.
8. Le disposizioni dei regolamenti parlamentari vigenti alla data di
entrata in vigore della presente legge costituzionale continuano ad
applicarsi, in quanto compatibili, fino alla data di entrata in vigore
delle loro modificazioni, adottate secondo i rispettivi ordinamenti
dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica,
conseguenti alla medesima legge costituzionale.
9. Fino all'adeguamento del regolamento della Camera dei deputati
a quanto previsto dall'articolo 72, settimo comma, della
Costituzione, come modificato dall'articolo 12 della presente legge
costituzionale, in ogni caso il differimento del termine previsto dal
medesimo articolo non può essere inferiore a dieci giorni.
10. In sede di prima applicazione dell'articolo 135 della Costituzione,
come modificato dall'articolo 37 della presente legge costituzionale,
alla cessazione dalla carica dei giudici della Corte costituzionale
nominati dal Parlamento in seduta comune, le nuove nomine sono
attribuite alternativamente, nell'ordine, alla Camera dei deputati e al
Senato della Repubblica.
11. In sede di prima applicazione, nella legislatura in corso alla data
di entrata in vigore della presente legge costituzionale, su ricorso
motivato presentato entro dieci giorni da tale data, o entro dieci
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di cui all'articolo 57,
sesto comma, della Costituzione, come modificato dalla presente
legge costituzionale, da almeno un quarto dei componenti della
Camera dei deputati o un terzo dei componenti del Senato della
Repubblica, le leggi promulgate nella medesima legislatura che
disciplinano l'elezione dei membri della Camera dei deputati e del
Senato della Repubblica possono essere sottoposte al giudizio di
legittimità della Corte costituzionale. La Corte costituzionale si
pronuncia entro il termine di trenta giorni. Anche ai fini di cui al
presente comma, il termine di cui al comma 6 decorre dalla data di
entrata in vigore della presente legge costituzionale.
Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di cui
all'articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato
dalla presente legge costituzionale, le Regioni e le Province
autonome di Trento e di Bolzano conformano le rispettive
disposizioni legislative e regolamentari a quanto ivi stabilito.
12. Le leggi delle Regioni adottate ai sensi dell'articolo 117, terzo e
quarto comma, della Costituzione, nel testo vigente fino alla data di
entrata in vigore della presente legge costituzionale, continuano ad
applicarsi fino alla data di entrata in vigore delle leggi adottate ai
sensi dell'articolo 117, secondo e terzo comma, della Costituzione,
come modificato dall'articolo 31 della presente legge costituzionale.
13. Le disposizioni di cui al capo IV della presente legge
costituzionale non si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle
Province autonome di Trento e di Bolzano fino alla revisione dei
rispettivi statuti sulla base di intese con le medesime Regioni e
Province autonome. A decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge costituzionale, e sino alla revisione dei predetti
statuti speciali, alle Regioni a statuto speciale e alle Province
autonome si applicano le disposizioni di cui all'articolo 116, terzo
comma, ad esclusione di quelle che si riferiscono alle materie di cui
all'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, nel testo vigente
fino alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale
e resta ferma la disciplina vigente prevista dai medesimi statuti e
dalle relative norme di attuazione ai fini di quanto previsto
dall'articolo 120 della Costituzione; a seguito della suddetta
revisione, alle medesime Regioni a statuto speciale e Province
autonome si applicano le disposizioni di cui all'articolo 116, terzo
comma, della Costituzione, come modificato dalla presente legge
costituzionale.
14. La Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste esercita le
funzioni provinciali già attribuite alla data di entrata in vigore della
presente legge costituzionale.
Art. 40.
(Disposizioni finali).
1. Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) è
soppresso. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge costituzionale, il Presidente del Consiglio dei ministri,
su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle
finanze, nomina, con proprio decreto, un commissario straordinario
cui è affidata la gestione provvisoria del CNEL, per le attività relative
al patrimonio, compreso quello immobiliare, nonché per la
riallocazione delle risorse umane e strumentali presso la Corte dei
conti e per gli altri adempimenti conseguenti alla soppressione.
All'atto dell'insediamento del commissario straordinario decadono
dall'incarico gli organi del CNEL e i suoi componenti per ogni
funzione di istituto, compresa quella di rappresentanza.
2. Non possono essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti
monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica in favore dei
gruppi politici presenti nei Consigli regionali.
3. Tenuto conto di quanto disposto dalla presente legge
costituzionale, entro la legislatura in corso alla data della sua
entrata in vigore, la Camera dei deputati e il Senato della
Repubblica provvedono, secondo criteri di efficienza e
razionalizzazione, all'integrazione funzionale delle amministrazioni
parlamentari, mediante servizi comuni, impiego coordinato di risorse
umane e strumentali e ogni altra forma di collaborazione. A tal fine
è istituito il ruolo unico dei dipendenti del Parlamento, formato dal
personale di ruolo delle due Camere, che adottano uno statuto unico
del personale dipendente, nel quale sono raccolte e coordinate le
disposizioni già vigenti nei rispettivi ordinamenti e stabilite le
procedure per le modificazioni successive da approvare in
conformità ai princìpi di autonomia, imparzialità e accesso esclusivo
e diretto con apposito concorso. Le Camere definiscono altresì di
comune accordo le norme che regolano i contratti di lavoro alle
dipendenze delle formazioni organizzate dei membri del Parlamento,
previste dai regolamenti. Restano validi a ogni effetto i rapporti
giuridici, attivi e passivi, instaurati anche con i terzi.
4. Per gli enti di area vasta, tenuto conto anche delle aree montane,
fatti salvi i profili ordinamentali generali relativi agli enti di area
vasta definiti con legge dello Stato, le ulteriori disposizioni in
materia sono adottate con legge regionale. Il mutamento delle
circoscrizioni delle Città metropolitane è stabilito con legge della
Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la Regione.
5. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 59, primo comma,
della Costituzione, i senatori di cui al medesimo articolo 59, secondo
comma, come sostituito dall'articolo 3 della presente legge
costituzionale, non possono eccedere, in ogni caso, il numero
complessivo di cinque, tenuto conto della permanenza in carica dei
senatori a vita già nominati alla data di entrata in vigore della
presente legge costituzionale. Lo stato e le prerogative dei senatori
di diritto e a vita restano regolati secondo le disposizioni già vigenti
alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.
6. I senatori della Provincia autonoma di Bolzano/Autonome Provinz
Bozen sono eletti tenendo conto della consistenza dei gruppi
linguistici in base all'ultimo censimento. In sede di prima
applicazione ogni consigliere può votare per due liste di candidati,
formate ciascuna da consiglieri e da sindaci dei rispettivi territori.
Art. 41.
(Entrata in vigore).
1. La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
successiva alla promulgazione. Le disposizioni della presente legge
costituzionale si applicano a decorrere dalla legislatura successiva
allo scioglimento di entrambe le Camere, salvo quelle previste dagli
articoli 28, 35, 39, commi 3, 7 e 11, e 40, commi 1, 2, 3 e 4, che
sono di immediata applicazione.

Commenti   

 
0 #1 Lorenzo Malacarne 2016-11-09 11:10
C'è una svista nel testo, la parte sul referendum non c'entra con Trump... o forse sì? :sigh:
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