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Notizie dal Trentino

Per il punto nascite di Arco c'è ancora una possibilità. Apertura e promessa pre referendum o reale opportunità?

il Capo della Segreteria tecnica Minnella il sindaco di Tenno Frizzi e i deputati Ottobre e Fraccaro
«Per il punto nascite di Arco c'è ancora una possibilità. La conferma è arrivata oggi pomeriggio, quando abbiamo consegnato al Ministro alla Salute Lorenzin le 12.000 firme raccolte fra i cittadini dell'Alto Garda e della Val di Ledro, direttamente dai tecnici del Ministero: mettendo in campo tutte le forze politiche e chiedendo una nuova deroga il punto nascite può ancora essere riaperto». Lo dichiarano i portavoce del Comitato in difesa del punto nascite di Arco e i rappresentanti politici Riccardo Fraccaro (deputato M5S), Mauro Ottobre (deputato Gruppo Misto) e Gianluca Frizzi (sindaco di Tenno) che oggi sono stati a Roma dal Ministro Lorenzin a rappresentare le ragioni dei cittadini dell'Alto Garda e Ledro, privati da mesi di un importante servizio sanitario pubblico.

«Siamo stati ricevuti dal Capo della Segreteria tecnica del Ministro, Nando Minnella. Sul tavolo abbiamo depositato le 12.000 firme raccolte in meno di due mesi fra i cittadini dell'Alto Garda e Ledro, spiegando quanto la chiusura di questo apprezzato servizio sanitario pubblico incida negativamente sulla vita delle persone. Non solo: siamo anche tornati ad analizzare con il Capo della Segreteria i dati forniti dalla Provincia di Trento al Comitato ministeriale, dati che, come abbiamo più volte sottolineato, non rappresentano la reale situazione locale, specialmente per quanto riguarda le nascite e le condizioni orografiche. Tabelle alla mano, abbiamo sottolineato che nel numero dei nati ci sono delle lacune e che e i tempi di percorrenza sono assolutamente irrealistici, specialmente nei mesi estivi di grande afflusso turistico. Abbiamo infine sottolineato che qualsiasi valutazione sul punto nascite di Arco andava fatta tenendo conto della chiusura di quello di Tione. La soluzione, secondo il Ministero, sarebbe quindi di buonsenso: qualora vi siano gli elementi per tenere aperto il punto nascite, è necessario che l'assessore Zeni invii a Roma una nuova richiesta di deroga. È lo stesso Ministero, a cui Zeni e Rossi hanno finora addossato la responsabilità della chiusura, a suggerire che per il punto nascite di Arco una possibilità c'è!» dichiarano il Comitato e i rappresentanti politici, che chiedono quindi a gran voce «una nuova richiesta di deroga, ma stavolta con dati condivisi con la comunità dei cittadini, il Comitato e i parlamentari e i consiglieri di riferimento. Il punto nascite dell'ospedale di Arco – concludono – si può riaprire, basta che ci sia la volontà politica di farlo. Noi siamo pronti a fare tutto il possibile, assieme alle istituzioni locali e ai cittadini. L'assessore Zeni dica se è disposto a fare altrettanto».

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